Acqua Granda, sessant’anni dopo l’alluvione del 4 novembre 1966 il M5S riapre il confronto sul futuro della laguna. Flavio Baldan chiede una strategia di lungo periodo e più residenti; Daniele Stecco richiama le opere compensative del Mose e il recupero di Forte San Felice a Chioggia.
Acqua Granda, le richieste per il futuro della laguna
Una strategia che tenga insieme sicurezza idraulica, tutela ambientale e permanenza dei residenti. È la richiesta avanzata dal Movimento 5 Stelle nel sessantesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966. Il capogruppo regionale Flavio Baldan e il capogruppo comunale a Chioggia Daniele Stecco affidano a un comunicato le loro proposte per Venezia e il territorio lagunare.
L’Acqua Granda del 1966 colpì Venezia, Chioggia e il litorale, lasciando nella memoria collettiva anche i danni a Pellestrina e ai Murazzi. Per Baldan la ricorrenza deve aprire una discussione sulle scelte dei prossimi decenni, alla luce dei rischi legati al cambiamento climatico.
Residenti, attività economiche e porto
Il consigliere regionale sollecita politiche capaci di favorire il ripopolamento del centro storico, delle isole e dei litorali. Nella sua impostazione, la presenza stabile delle persone è parte della cura del territorio e va accompagnata da una riduzione dell’impatto delle attività umane sull’ecosistema.
Baldan propone inoltre di valutare una soluzione portuale offshore per le attività commerciali e passeggeri. Si tratta di una proposta politica contenuta nella nota, che non annuncia l’approvazione di un progetto o l’avvio di nuove opere. Il capogruppo chiede che il confronto sul Mose sia inserito in una pianificazione più ampia e di lungo periodo per la laguna.
Le richieste da Chioggia
Stecco concentra l’intervento sul territorio clodiense e sulle opere compensative collegate al Mose. Fra le priorità indica Forte San Felice a Sottomarina: chiede di completare il percorso di trasferimento del bene dallo Stato e di recupero, con l’obiettivo di restituirlo pienamente alla fruizione pubblica.
La richiesta affianca quindi alla protezione dalle maree il recupero del patrimonio storico. I due esponenti del M5S invitano a trasformare l’anniversario in un’occasione di programmazione: il comunicato espone obiettivi e sollecitazioni rivolti alle istituzioni, senza indicare finanziamenti assegnati o un calendario di realizzazione degli interventi proposti.
