Confartigianato Padova quantifica in 5,4 miliardi di euro il costo cumulato di cinque anni di shock geopolitici per l’economia provinciale. La stima considera energia, oneri finanziari ed esportazioni. Dall’Aglio chiede condizioni migliori per investire, soprattutto alle piccole imprese.
Confartigianato Padova, la stima dei costi dal 2022
Guerre, rincari energetici e credito più costoso avrebbero pesato per 5,4 miliardi di euro sull’economia padovana nel quinquennio 2022-2026. È la stima rilanciata il 5 novembre da Confartigianato Padova sulla base del ventunesimo Rapporto annuale dell’Ufficio Studi nazionale, presentato all’assemblea della Confederazione.
Il dato colloca Padova tra le diciassette province più colpite in valore assoluto, con l’1,8% del totale italiano. Il rapporto stima un impatto nazionale di 296,3 miliardi: il valore padovano descrive quindi un costo cumulato attribuito agli shock, non una perdita registrata in un solo anno o il bilancio delle sole imprese artigiane.
Energia, esportazioni e finanziamenti
Il calcolo considera tre canali: il maggiore costo dell’energia importata, gli oneri finanziari aggiuntivi e le minori esportazioni verso i mercati interessati dalle crisi internazionali. La ricostruzione nazionale di Confartigianato attribuisce a questi fattori, rispettivamente, 130,7 miliardi, 77,5 miliardi e 88 miliardi nel quinquennio.
Il comunicato locale non fornisce una ripartizione delle tre componenti per Padova. Il presidente Gianluca Dall’Aglio richiama invece le conseguenze concrete per le aziende: bollette più pesanti, finanziamenti più onerosi e mercati difficili da raggiungere. Chiede che la capacità di resistenza del sistema produttivo possa tradursi in crescita.
La difficoltà delle imprese più piccole
Sul credito, la nota cita dati nazionali: ad agosto 2026 i prestiti alle micro e piccole imprese con meno di venti addetti risultano in calo del 4,6% rispetto a un anno prima, mentre quelli al complesso delle imprese crescono del 4,2%. Queste percentuali non sono presentate come dati specifici della provincia.
Per Dall’Aglio occorrono energia a costi competitivi, maggiore accessibilità dei finanziamenti e sostegno agli investimenti in innovazione e sostenibilità. Il rapporto stima inoltre una risalita del costo nazionale degli shock a 50,8 miliardi nel 2026, dopo i 36,2 miliardi del 2025. Sono valutazioni dell’associazione, che nel comunicato collega la tutela delle piccole imprese a occupazione e tenuta economica del territorio.
