Cristina Guarda chiede alla Regione Veneto impegni scritti, risorse certe e tempi definiti sui PFAS, alla vigilia del confronto del 6 novembre a Palazzo Balbi. L’eurodeputata AVS richiama le richieste dei comitati: sorveglianza sanitaria, monitoraggi ambientali, trasparenza e bonifica dell’ex Miteni.
Cristina Guarda e le richieste alla Regione sui PFAS
Impegni scritti, risorse certe e scadenze definite. È quanto chiede Cristina Guarda alla Regione Veneto nella nota diffusa il 5 novembre, prima dell’incontro sui PFAS previsto il giorno successivo a Palazzo Balbi. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra rivendica il ruolo della mobilitazione dei cittadini, dei medici e dei comitati nell’apertura del confronto con le istituzioni.
Il suo intervento è una presa di posizione politica alla vigilia della riunione: non annuncia decisioni già assunte dalla Giunta né nuovi risultati di analisi. Guarda critica la gestione regionale dell’emergenza, che considera frammentaria e poco trasparente, e chiede di passare dalla gestione del problema a una strategia capace di affrontarne le cause.
Sorveglianza e monitoraggi nelle richieste dei comitati
Fra le priorità richiamate da Cristina Guarda ci sono l’estensione della sorveglianza sanitaria a tutte le ULSS, l’accessibilità degli esami del sangue ai residenti, la tutela delle mense scolastiche e il monitoraggio di acque, suolo e aria. L’eurodeputata sostiene inoltre la richiesta di un tavolo permanente con la società civile.
Nella nota collega i controlli alla necessità di studi epidemiologici e di informazioni trasparenti sugli alimenti, insieme a strategie di protezione per l’economia agricola. Si tratta delle misure che sollecita alle istituzioni: il comunicato non contiene dati nuovi sulla contaminazione di singole mense o su specifiche produzioni agricole.
La bonifica e il confronto nazionale
Sull’ex Miteni Guarda chiede che la messa in sicurezza sia accompagnata da una bonifica completa del sito e richiama il principio secondo cui i costi devono ricadere su chi ha inquinato. La nota sollecita anche un intervento del Parlamento per vietare produzione e uso dei PFAS, indicando nella dimensione nazionale ed europea una parte necessaria della risposta.
Il passaggio atteso dal confronto di Palazzo Balbi è quindi, per l’eurodeputata, la definizione di responsabilità, risorse e tempi verificabili. L’appello si rivolge alla Giunta guidata da Alberto Stefani e pone al centro il rapporto con i territori coinvolti e con le organizzazioni che hanno sostenuto la mobilitazione.
