HomePadovaEconomia e lavoroCaro benzina: Federcontribuenti e Unionliberi lanciano proposte per abbassare il prezzo

Caro benzina: Federcontribuenti e Unionliberi lanciano proposte per abbassare il prezzo

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Il prezzo della benzina potrebbe essere ridotto di 20 centesimi al litro senza nessuna conseguenza negativa sulle casse dello Stato. Lo sostengono gli attivisti di Federcontribuenti Veneto e di Unionliberi che questa mattina hanno lanciato una “operazione verità” sulla composizione del prezzo dei carburanti alla pompa di benzina Q8 di corso Boston a Padova.

Le due associazioni di difesa dei cittadini e delle imprese da banche e fisco hanno presentato una campagna di sensibilizzazione sull’aumento dei carburanti con lo slogan “Metà del tuo pieno va in tasse allo Stato” con una grafica stampata su un adesivo che nei prossimi giorni sarà attaccato su molte delle pompe di benzina del Veneto.

“E’ giusto che i cittadini sappiano che il 55 per cento del costo del litro di benzina è costituito da tasse – spiega Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti Veneto – su due euro di costo al litro della benzina verde il totale delle accise arriva a 98 centesimi, a cui viene applicata una imposta sul valore aggiunto di 20 centesimi. Praticamente una tassa sulle tasse. La materia prima costa solo per 60 centesimi sul prezzo finale che viene completato da 22 centesimi dei costi di distribuzione del carburante dalle petroliere al benzinaio. Gli esercenti delle stazioni di servizio sono l’anello debole della catena. A loro, se tutto va bene vanno solo 4 centesimi al litro”.

Secondo lo studio realizzato da Federcontribuenti Veneto e da Unionliberi è possibile in Veneto ridurre subito di 20 centesimi al litro il prezzo della benzina con due provvedimenti.

“Sarebbe sufficiente che il Governatore Zaia battesse i pugni a Roma – chiosa Diego Moscheni, consigliere delegato di Unionliberi – il Governo aveva promesso uno sgravio di dieci centesimi sulle accise dei carburanti al Veneto quando la nostra regione diede il via libera, la prima in Italia, alla realizzazione del rigassificatore al largo di Porto Tolle. Il rigassificatore è entrato in funzione, ma dello sgravio non abbiamo più saputo nulla. Questo si è tradotto in una vera e propria burla. Riducendo inoltre della metà l’iva sulle accise, sulla cui costituzionalità rimangono tutti i nostri dubbi, avremmo una riduzione di altri 10 centesimi. Il minore introito dalla tassazione alleggerita darebbe un po’ di fiato in più all’asfittico assetto economico, strozzato dal caro carburante. Ma non so se ci sia la volontà politica di spezzare questa spirale”.

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