Artigianfidi critica la fattura elettronica: “Aggravio di costi specie per le piccole imprese”

 

altSi sa che il direttore di Artigianfidi Padova, Fabio Di Stasio, non è uomo da mezze misure. Per cui non può sorprendere se mentre tutti si preparano all’appuntamento con la fattura elettronica, lui, senza tanti giri di parole, stronca il provvedimento.
“Non credo di poter essere smentito se dico che ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di costo dell’evasione trasferito dallo Stato alla collettività con l’accumularsi di altri oneri ed adempimenti che da tempo sono insopportabili ma che dal prossimo 1° gennaio diverranno una zavorra ciclopica sul rilancio dell’economia al quale farebbe senz’altro meglio (meglio ancora del tax gap iva) una riduzione degli adempimenti”.
Dovrebbe bastare questo per far ricredere la politica. Invece non è così.
“C’è un curioso “effetto contrario” – continua Di Stasio – se alla parola tecnologia (che è sinonimo di innovazione, velocità e riduzione dei costi) abbiniamo la parola fisco. Nel qual caso gli effetti sono diametralmente opposti: più tecnologia dovrebbe significare “meno obblighi”  ma spesso quando tecnologia fa rima con fisco, la situazione assume colorazioni che vanno più verso il “noir” che non verso il “blanche”, ovvero produce effetti totalmente contrari. Sulla scia dell’informatizzazione del sistema fiscale, infatti, dopo gli indimenticabili sconquassi dello spesometro, la fattura elettronica si configura proprio come un nuovo preannunciato dramma che precederebbe di un anno la “curiosa” lotteria degli scontrini che obbligherà a nuovi adempimenti le imprese senza nessun vantaggio ma con una bella dose di costi”.
Vediamo però di andare con ordine.
Innanzitutto la fattura elettronica non è una novità. Già da qualche anno è obbligatoria se si intrattiene un rapporto con la pubblica amministrazione e dal 1° gennaio sarà prevista tassativamente anche per tutte le operazioni tra soggetti pubblici e privati e tra privati e privati.
“Io non voglio sottacere – ragiona il direttore di Artigianfidi Padova – che ci sia un problema di evasione dell’imposta sul valore aggiunto. Che è un problema che non riguarda solo l’Italia ma che in Italia è particolarmente serio visto che “vale” qualcosa come 35 miliardi di euro che rapportati ai circa 150 miliardi di evasione complessiva dell’Ue significa una quota pari al 23%. Dico però che non è giusto che a pagare siano sempre e solo le piccole imprese!”
E’ chiaro infatti che la fatturazione elettronica, grazie alla “tracciabilità” di tutte le operazioni, renderà più veloce la riscossione del tributo ma aggiungerà problemi economici e pratici ai piccoli imprenditori.
“Questi ultimi – evidenzia Di Stasio – dovranno dotarsi di software per gestire la fatturazione o abbonarsi a portali online che forniscono il servizio o, ancora, affidarsi ai commercialisti o alle associazioni di categoria con nuovi oneri che andranno ad aggiungersi ai già esorbitanti obblighi fiscali, burocratici e contabili”.
Ma questo potrebbe ancora essere il minimo!
“Io credo – continua il direttore di Artigianfidi Padova – che la questione pratica, con un impatto nella vita lavorativa di tutti i giorni delle imprese e dei loro clienti, non sia affatto banale. La fattura elettronica prevede infatti procedure di inserimento dati più lunghe e complesse rispetto ad una classica fattura e occorre necessariamente un supporto informatico per produrla. Chiedo: sono un incallito pessimista se dico che qualcuno dovrà dedicare del personale specifico alla produzione della E-fattura?”
Domanda per il momento destinata a rimanere senza risposta anche perchè non è detto che la partenza del provvedimento venga confermata.
“Già nelle scorse settimane – conclude Di Stasio – si è vociferato di un rinvio di sei mesi, poi subito avvolto dalle nebbie della comunicazione ministeriale. Di sicuro è che anche all’Agenzia delle Entrate, che dovrebbe già essere a regime, i problemi non mancano”.
E se i problemi sono alla fonte …