Il consumo di suolo a Padova raggiunge il 49,88% della superficie comunale. Il rapporto ISPRA-SNPA 2026 registra inoltre 20,5 ettari di nuove trasformazioni nel 2025. Una parte consistente riguarda però cantieri reversibili, soprattutto quelli legati al tram.
Quasi una superficie comunale su due risulta già interessata da copertura artificiale. Padova è il capoluogo veneto con la percentuale più alta di consumo di suolo: il 49,88%. È uno dei dati che emerge dal nuovo rapporto ISPRA-SNPA, pubblicato il 27 ottobre. La fotografia del territorio riaccende anche il confronto sulle scelte urbanistiche della città.
Il dato percentuale descrive la superficie complessivamente consumata nel tempo. Diverso è quello relativo alle nuove trasformazioni registrate nel 2025: 20,5 ettari. Due indicatori distinti, che raccontano rispettivamente quanto territorio è già artificializzato e quanto ne è stato interessato nell’ultimo anno.
Consumo di suolo a Padova: 20,5 ettari in un anno
La lettura dei dati diffusa da Europa Verde distingue 4,4 ettari di consumo permanente e 16 ettari di consumo reversibile. Di questi ultimi, circa 15,2 riguardano cantieri e aree in terra battuta.
Nella cartografia ISPRA, secondo il movimento, emergono soprattutto i lavori per le infrastrutture del tram. Tra le aree indicate figurano i depositi dell’ex caserma Romagnoli e di Voltabarozzo, oltre alla zona sotto il cavalcavia di via Chiesanuova.
Europa Verde richiama anche l’area commerciale dell’ex Lago di Padova, una lottizzazione di oltre 3,5 ettari le cui previsioni risalgono al 2002 e che nel 2025 è diventata un cantiere. Il movimento segnala inoltre che nello stesso anno non risultano ettari ripristinati.
Il confronto politico e le aree da recuperare
I numeri sono entrati anche nel confronto tra Giampiero Avruscio, segretario cittadino di Forza Italia, e l’assessore all’Urbanistica Andrea Ragona. Avruscio ha richiamato le responsabilità delle precedenti amministrazioni di centrosinistra. Ragona ha replicato facendo riferimento alle scelte urbanistiche ereditate dal passato e agli interventi di recupero previsti dall’attuale amministrazione.
Tra gli strumenti in discussione c’è il piano di depavimentazione, con cui il Comune punta a individuare superfici da liberare dall’asfalto e restituire al verde. L’ISPRA stima inoltre a Padova 893,2 ettari di aree potenzialmente utilizzabili per nuovi spazi verdi urbani. Non si tratta di superfici già destinate alla trasformazione, ma di una mappatura da valutare.
