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Cure palliative, da Padova la proposta UDC: 200 milioni in più nel 2027 per ampliare l’assistenza

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Le cure palliative tornano al centro del confronto politico a Padova. L’UDC ha presentato una proposta di legge nazionale che prevede 200 milioni aggiuntivi nel 2027 per ampliare assistenza e terapia del dolore. Le cifre sulla copertura sono dichiarazioni del promotore, non effetti già approvati.

Cure palliative, cosa prevede la proposta presentata a Padova

Una proposta di legge, non uno stanziamento già approvato. È questa la distinzione essenziale per leggere l’iniziativa che l’UDC ha illustrato oggi a Padova. Il testo è promosso dal senatore Antonio De Poli e punta a rafforzare la rete delle cure palliative e della terapia del dolore su scala nazionale.

Secondo il resoconto della conferenza stampa pubblicato da La Piazza, la proposta indica 200 milioni di euro aggiuntivi per il 2027 rispetto alle risorse già destinate al settore. La cifra è dunque un obiettivo del disegno di legge: l’iter parlamentare e le eventuali coperture dovranno essere verificati nelle sedi competenti.

I dati citati dal promotore

De Poli ha parlato di circa 260mila persone che in Italia chiedono o avrebbero bisogno di cure palliative. Ha sostenuto che meno della metà riceva assistenza e ha indicato per il Veneto una copertura del 55%, a fronte del 33% nazionale. Sono numeri attribuiti al parlamentare nella conferenza, non una misurazione indipendente svolta dalla redazione.

Il segretario nazionale dell’UDC ha insistito sulla presa in carico delle persone fragili fin dall’inizio del percorso di cura, non soltanto nella fase finale. La finalità dichiarata è ridurre le differenze territoriali e offrire sostegno continuativo anche alle famiglie. Il dettaglio dei servizi, dei destinatari e dei tempi di attuazione dipenderà dal testo depositato e dal successivo esame parlamentare.

Il contesto padovano

La scelta di presentare l’iniziativa a Padova mette il tema in relazione con una città che ospita strutture e percorsi clinici di rilievo. Un precedente approfondimento sull’esperienza dello Iov nelle cure simultanee oncologiche mostra come la continuità dell’assistenza sia già oggetto di lavoro sanitario nel territorio.

Quell’esperienza non equivale però a un’adesione alla proposta dell’UDC. Per pazienti e familiari, la presentazione odierna non cambia nell’immediato l’accesso ai servizi: prima di eventuali nuove risorse occorrono approvazione della legge e atti attuativi. Seguire quei passaggi sarà decisivo per capire se e come l’iniziativa inciderà concretamente anche in Veneto.

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