L’esperienza dello Iov di Padova nelle cure simultanee in oncologia diventa caso di studio nazionale

 

Per Cure Simultanee si intende in oncologia un approccio integrato per pazienti metastatici che sia in grado di intervenire tempestivamente nei termini di qualità della vita e di fine vita per ridurre la depressione e migliorare la vita del paziente e dei suoi caregiver. Si tratta di un metodo di presa in carico dei pazienti molto recente, raccomandato da ASCO ed ESMO e definito dall’AIOM nel 2013. A livello nazionale il gruppo di lavoro delle Cure Simultanee è coordinato da Vittoria Zagonel, Direttore di Oncologia medica 1 allo IOV-IRCCS.

“Avviato nel 2013 con un documento di consenso – ha precisato Vittorina Zagonel durante il XIX Congresso AIOM in corso di svolgimento a Roma – il processo delle Cure Simultanee è nato per promuovere la formazione in cure palliative degli oncologi medici, considerandola parte integrante della propria attività professionale. Un numero consistente di studi condotti in pazienti oncologici in fase metastatica, ha dimostrato l’utilità di associare tempestivamente alle terapie antitumorali anche le cure palliative, ottenendo un beneficio su tutti i parametri di qualità della vita ed in qualche caso, anche un prolungamento della sopravvivenza. Le cure simultanee tempestivamente avviate hanno dimostrato inoltre di garantire il corretto setting di cura a fine vita, di migliorare la soddisfazione del paziente e di ridurre i costi diminuendo l’uso improprio della chemioterapia negli ultimi mesi di vita. Per tale motivo queste cure sono considerate oggi il paradigma della migliore assistenza per il malato oncologico in fase avanzata o metastatica”.

Alla base di questo approccio che ha già dato risultati importanti in neoplasie particolarmente devastanti come il tumore polmonare avanzato e le neoplasie del tratto gastro-intestinale, ci sono due condizioni essenziali: la tempestività della presa in carico e la composizione interdisciplinare del team. Quest’ultimo, ha sottolineato Zagonel, “deve comprendere un medico palliativista, un infermiere, uno psico-oncologo ed un nutrizionista. A questi sarebbe utile aggiungere anche, quando possibile, una figura di supporto spirituale che ha rivelato di essere un soggetto di valido supporto nel percorso”.

Tra i centri di cura più avanzati ed attrezzati su questo argomento, lo IOV-IRCCS ha avviato ormai da tre anni l’ambulatorio di Cure Simultanee, che ha realizzato e proposto una scheda per valutare i parametri basati su sintomi, sopravvivenza stimata, tossicità e problemi socio-economici: “Più lo score di questa scheda è alto e più il paziente necessita di presa in carico dal team di cure simultanee”, precisa il direttore di Oncologia Medica 1, “Solitamente la presa in carico del paziente avviene in circa 10giorni”.

Come comunicato al Congresso di Roma, sotto il coordinamento di Vittorina Zagonel l’Aiom sta analizzando 41 centri oncologici italiani sulla base di 13 indicatori per valutare se e come le strutture oncologiche si stanno sintonizzando sulle cure simultanee, cercando di verificare anche il grado di formazione e consapevolezza degli operatori sanitari alle fasi metastatiche e avanzate dei pazienti. Ma il tutto non riguarda unicamente i centri di cura, visto che le Cure Simultanee nei loro sviluppi a livello internazionale stanno offrendo ricadute anche sui sistemi territoriali, ponendo domande di ripensamento di processi assistenziali. Non a caso Vittorina Zagonel conclude: “Le Cure Simultanee richiedono oggi una revisione degli attuali modelli organizzativi e socio assistenziali ed una stretta sinergia tra i servizi territoriali e le attività ospedaliere dedicate ai malati metastatici. Se vogliamo prenderci cura delle persone in modo integrale, un ripensamento di come accompagnare il malato metastatico in termini di qualità e dignità della vita diviene così oggi un punto non più rimandabile”.