Galan: “Le ville venete soffocate? Non è vero”

 

Soffocate da industrie, svincoli stradali, capannoni e cave, tanto da far gridare agli esperti che il disastro urbanistico ha annullato il paesaggio. E’ questa la situazione delle ville palladiane in Veneto tratteggiata in un’inchiesta del Giornale dell’Arte, ripresa oggi dal Corriere della Sera.

 Secondo l’inchiesta, il contesto in cui sorge parte delle 4.270 ville sulle quali ha competenza l’Istituto regionale delle ville venete, delle quali una trentina sono state progettate dal Palladio, sarebbe stato stravolto negli ultimi decenni con improprie trasformazioni del territorio, che renderebbero ormai impossibile qualunque lettura critica che coniughi l’opera all’ambiente.   Giudizi che Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto e assessore alla tutela del paesaggio, bolla come ”false notizie, figlie di una assoluta poverta’ ideologica”. ”Innanzitutto la nuova autostrada A31, la cosiddetta Valdastico sud – precisa Galan – costa molto di piu’ di una normale autostrada perche’ il tracciato avrebbe dovuto passare accanto a villa Saraceno di Agugliaro, mentre sara’ realizzato al di sotto del campestio, proprio per non creare alcun impatto paesaggistico”. L’ampliamento del Dal Molin, a Vicenza, poi – aggiunge Galan – e’ stato giudicato ”assolutamente ininfluente rispetto a qualunque architettura palladiana” dal ministero dei Beni culturali, anche quando questo era diretto da Rutelli.
Il Veneto degli ultimi 30-40 anni del grande sviluppo industriale, ricorda Galan, ”ha di sicuro consumato parti importanti del cosiddetto ‘paesaggio culturale’, ma quanto accaduto non e’ niente di piu’ e niente di peggio di cio’ che si vede attorno a Prato e a Firenze”. ”O di cio’ che ci spaventa ai piedi della Rocca di Orvieto – aggiunge – o di cio’ che deturpa il paesaggio umbro dalle parti di Perugia”.C’e’ una differenza, pero’: ”qui nel Veneto – sottolinea – il paesaggio culturale trova punte significative estese e assai tutelate”. Galan fa riferimento ”a vaste aree dell’alta trevigiana o delle Dolomiti o del Delta del Po, per non parlare di cio’ che e’ possibile ammirare ancora in Lessinia, negli Euganei e nei Berici”. ”In ogni caso il Veneto e’ l’unica regione italiana – precisa – che fin dal 1979 ha creato un Istituto che ha come finalita’ la tutela, la salvaguardia e il restauro dell’immenso patrimonio costituito dalle ville venete”. L’Istituto ha concesso mutui ai proprietari delle ville per circa 130 milioni di euro. ”Chi in Italia – chiede polemicamente Galan – ha fatto altrettanto?”. Proprio in occasione dell’inaugurazione della mostra del Palladio, Galan ricorda di aver firmato assieme al ministro Bondi un protocollo di intesa tra Stato e Regione ”che ha al suo primo punto l’applicazione piu’ rigorosa del codice Urbani”.

Giancarlo Galan
Presidente della Regione del Veneto