Il sindaco leghista di Padova “blinda” il municipio: giornalisti solo su appuntamento preciso, vietato sostare. M5S insorge

 

“Palazzo Moroni non è la cassaforte dei panni sporchi di Bitonci – tuona il capogruppo M5S in consiglio regionale, Jacopo Berti – è la casa dei padovani, da molto prima che l’ex sindaco di Cittadella la occupasse. È un palazzo di cristallo e tale deve rimanere, senza le sozzure e il torbidume di questo sindaco. Mi chiedo che cosa avrà mai da nascondere Bitonci con questa mossa – prosegue Berti – queste situazioni ci ricordano perché l’Italia è al 77esimo posto per la libertà di stampa”.

“Bitonci – conclude il consigliere regionale padovano – per Padova è come l’Isis, pensa di governare con il terrore una città che, ormai è chiaro a tutti, gli sta sfuggendo di mano. Ma non l’avrà vinta, i padovani e i giornalisti sanno che cos’è la libertà”.

“Palazzo Moroni è la casa dei padovani, non è l’abitazione privata di Bitonci, il sindaco deve capire che ci sono delle cose che non gli sono consentite – gli fa eco la consigliera comunale Francesca Betto – da quando ci siamo insediati ci battiamo in tutte le sedi per avere maggiore trasparenza in comune a Padova faremo un esposto per far fermare questa agghiacciante iniziativa. Prima il bavaglio alle istituzioni poi anche all’informazione”.

Il consigliere comunale Giuliano Altavilla parla infine di “paura e delirio a Padova, il sindaco perde i pezzi, si sente accerchiato e inizia ad azioni di panico la prossima iniziativa sarà quella di far palare i propri consiglieri solo in playback. Fino a che punto dobbiamo arrivare prima che i moderati di Padova dicano di averne abbastanza di Re Sole Bitonci?”.