Malaria a Padova, 164 casi dal 2016: 8 nel 2026. L’Ulss: «Attenzione ai viaggi»

 

Dopo i casi registrati tra alcuni lavoratori dell’aeroporto di Francoforte, torna l’attenzione sulla malaria. A Padova e provincia l’Ulss 6 ha censito 164 casi dal 2016, con 8 nei primi mesi del 2026.

Malaria a Padova, 164 casi dal 2016

Malaria a Padova: sono 164 i casi registrati tra Padova e provincia dal 2016 a oggi. Il dato è stato diffuso il 4 settembre dall’Ulss 6 Euganea, dopo la recente attenzione internazionale riaccesa dai casi diagnosticati tra alcuni lavoratori dell’aeroporto di Francoforte, in Germania. Nel 2026 i casi registrati nel territorio padovano sono finora 8.

La serie più recente fornita dall’azienda sanitaria permette di ricostruire l’andamento degli ultimi anni: 21 casi nel 2023, 17 nel 2024, 16 nel 2025 e 8 nel 2026. Nel 2024 si è verificato anche un decesso.

I numeri degli ultimi quattro anni

Considerando soltanto il periodo 2023-2026, i casi arrivano complessivamente a 62. Il dato del 2026, però, è ancora parziale e non può essere confrontato direttamente con quelli degli anni interi precedenti. Negli ultimi quattro anni i casi registrati dall’Ulss 6 sono stati 21 nel 2023, 17 nel 2024, 16 nel 2025 e 8 nel 2026. Il dato di quest’anno è aggiornato al 4 settembre e quindi non è ancora confrontabile con quelli degli anni precedenti, che riguardano invece l’intero anno.

La responsabile dell’Unità operativa di Malattie infettive e vaccinazioni dell’Ulss 6, Lorena Gottardello, spiega che i casi hanno riguardato soprattutto adulti, ma sono stati osservati anche alcuni bambini che non avevano effettuato un’adeguata prevenzione prima del viaggio.

Chi è maggiormente esposto

Secondo l’Ulss 6, la categoria maggiormente coinvolta è quella degli immigrati regolarmente residenti in Italia che tornano nei Paesi d’origine per visitare familiari. I casi riguardano quindi soprattutto persone che arrivano o rientrano da aree dove la malaria è endemica.

La stessa azienda sanitaria segnala che la maggior parte dei pazienti è costituita da adulti, anche se negli anni sono stati osservati alcuni casi pediatrici. Il caso mortale registrato nel Padovano nel 2025 ha riguardato una persona italiana che, secondo quanto riferito dall’Ulss, non aveva adottato misure di prevenzione.

La malaria e il legame con i viaggi

La malaria è una malattia infettiva provocata da parassiti del genere Plasmodium e trasmessa attraverso la puntura di zanzare femmine infette del genere Anopheles. Le aree maggiormente interessate sono quelle tropicali e subtropicali, tra cui l’Africa subsahariana, il Sud-Est asiatico e alcune zone dell’America centrale e meridionale.

Il Ministero della Salute raccomanda di valutare il rischio prima di un viaggio internazionale in base alla destinazione, alla durata e alle caratteristiche del soggiorno. Per le aree a rischio malaria possono essere indicate sia misure per evitare le punture di zanzara sia, quando previsto, una specifica profilassi farmacologica, da stabilire con un medico.

Cosa fare prima di partire

Per chi deve raggiungere un Paese dove la malaria è presente, l’Ulss 6 invita a rivolgersi ai servizi sanitari per una consulenza preventiva. Tra le misure indicate ci sono l’utilizzo di repellenti cutanei e di abbigliamento che copra braccia e gambe, soprattutto nelle ore in cui le zanzare vettore sono maggiormente attive.

La profilassi farmacologica non è invece uguale per tutti i viaggiatori: il Ministero della Salute spiega che la scelta dipende dal rischio specifico della destinazione, dai parassiti presenti nell’area, dalla resistenza ai farmaci e dalle caratteristiche della persona.

I dati italiani

Il quadro padovano si inserisce in un fenomeno che in Italia riguarda soprattutto i casi importati dall’estero. Secondo l’Istituto superiore di sanità, tra 2017 e 2023 sono stati notificati 4.372 casi di malaria, con una media di 624 casi all’anno. Nel solo 2023 i casi sono stati 798.

L’ISS rileva inoltre che la categoria maggiormente interessata è quella delle persone regolarmente residenti in Italia che rientrano dai Paesi d’origine dopo viaggi per visitare familiari. I casi tra gli italiani si attestano mediamente intorno al 16%.

Il caso di Francoforte

L’attenzione sulla malaria è tornata alta nelle ultime settimane dopo i casi registrati all’aeroporto di Francoforte. Il Ministero della Salute italiano era stato allertato dalla Germania attraverso il sistema europeo di allerta rapida e aveva attivato gli uffici sanitari di frontiera. Il Ministero ha comunque indicato come basso il rischio per la popolazione italiana.

Il caso tedesco viene considerato particolarmente raro perché collegato alla cosiddetta “malaria da aeroporto”, con zanzare infette che possono essere trasportate accidentalmente attraverso i collegamenti aerei. Le autorità di Francoforte hanno ribadito che non esiste, nella normale vita quotidiana, una trasmissione della malattia da persona a persona.

Per Padova, dunque, il dato dell’Ulss 6 racconta soprattutto un fenomeno legato ai viaggi verso aree endemiche, più che un problema di trasmissione locale. Il messaggio delle autorità sanitarie resta quello della prevenzione prima della partenza e della diagnosi tempestiva in caso di sintomi dopo il rientro.

Ladyslasi Piccolo

Nato a Kinshasa, Repubblica democratica del Congo, il 15 gennaio 1999, vive in Italia dal 2001 e risiede a Padova. Si è laureato al DAMS e ha conseguito la laurea magistrale in Informazione, Culture e Organizzazione dei Media all’Università di Bologna e ha svolto un periodo Erasmus a Bordeaux. Appassionato di attualità, sport e politica, sta costruendo il proprio percorso nel mondo dell’informazione seguendo notizie ed eventi del territorio