Maurizio Belpietro a Padova prnostica: “L’idea che sta passando è un governo con dentro tutti, così non sarà responsabile nessuno”

 

Un istrione. Più simptatico (e non ci voleva effettivamente molto) di quanto risulti in tv. Disponibile con il pubblico. E’ così il Maurizio Belpietro visto ieri da una cinquantina di persone, che hanno sfidato la pioggia serale, per presenziare alla presentazione dei due ultimi libri del direttore de “La verità” e conduttore televisivo di una certa fama.
Presenti alla serata al Mondadori bookstore di piazza Insurrezione anche alcuni aficionados dell’ex sindaco Massimo Bitonci. Gente di mezza età, che pendevano dalle labbra del giornalista. Belpietro non si è risparmiato tra battute ad effetto “a Librandi dovreste fare un monumento, uno che va a sostenere quello che sosteneva lui in tv per forza poi fa vincere la parte avversa” ed aneddoti gustosi “quella volta che Matteo Renzi mi ha chiamato esordendo con un “quando la smetti di rompermi i coglioni” gli ho risposto che avrei smesso quando lui avesse cominciato a dire la verità”.
Sorrisi, selfie, autografi sulle copie dei due libri su Matteo Renzi e sulla “islamofollia”. Scritti addirittura a sei mani con Francesco Borgonovo e Giacomo Amadori.
“Che cosa dobbiamo aspettarci ora?” gli chiedono dal pubblico. “Dovete chiederlo al mago Othelma” gigioneggia lui. E poi fattosi più serio aggiunge: “L’idea che sta passando è questa: l’idea di fare un governo dove stiano dentro tutti; perché così è un governo di unità nazionale e nessun nessuno è responsabile. Di solito in questi casi arrivano le cose peggiori per il Paese. Come quella volta del Governo Monti. Non c’è da stare allegri”.