È lungo sei braccia, è rosso e dal 6 settembre sarà il simbolo della vittoria del Palio dei 10 Comuni. Il nuovo mantello nasce nella sartoria storica della manifestazione, un laboratorio costruito grazie a donazioni e lavoro collettivo. Un progetto che oggi coinvolge anche gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Il mantello del Palio che passa al Comune vincitore
Il mantello del Palio dei 10 Comuni nasce a Montagnana, all’interno di una sartoria storica che riunisce artigianato, memoria e formazione. Il nuovo drappo rosso, presentato il 31 agosto a Palazzo Santo Stefano a Padova, è lungo sei braccia e rappresenta il simbolo della vittoria. Dal 6 settembre sarà conservato dal Comune vincitore fino all’edizione successiva. Il mantello è il risultato di un lavoro che va oltre la corsa a cavallo. Dietro i costumi della rievocazione c’è infatti un laboratorio nel quale vengono seguite diverse fasi della lavorazione, dalla tintura dei tessuti fino alla cucitura finale.
Una sartoria nata dalle donazioni
La storia della sartoria è iniziata grazie a un insieme di contributi provenienti dal territorio. Alcune aziende di confezione hanno donato le prime macchine da cucire industriali, mentre altre attrezzature sono arrivate da contributi personali. Il laboratorio è stato poi organizzato direttamente dal gruppo che lo gestisce. Al centro dello spazio è stato costruito un grande tavolo destinato ai corsi di taglio storico e alla lavorazione dei tessuti. Accanto è stata allestita un’area per le tinture, dove vengono studiati i colori e trattati direttamente filati e stoffe. Oggi la struttura permette di seguire internamente l’intero percorso di realizzazione dei costumi.
Il laboratorio apre ai giovani
È qui che la sartoria assume anche una funzione formativa. Il laboratorio collabora infatti con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che possono sperimentare nuove soluzioni e realizzare prototipi di abiti storici. Gli studenti utilizzano anche la zona dedicata alle tinture per lavorare su decorazioni, finiture ed effetti cromatici. L’obiettivo è mettere in relazione lo studio del passato con nuove tecniche di confezione. La sartoria diventa così un punto d’incontro tra artigianato, cultura e formazione. Una parte della macchina organizzativa del Palio rimane quindi lontana dalla pista, ma è proprio lì che vengono costruiti alcuni degli elementi destinati a dare forma alla rievocazione.
Cinquant’anni di storia
Il 2026 è l’anno della 50ª edizione del Palio dei 10 Comuni del Montagnanese. Il presidente dell’associazione, Stefano Gastaldo, ha sottolineato, durante la presentazione, che l’anniversario vuole essere non soltanto un’occasione per ricordare il passato, ma anche per rafforzare il rapporto tra la manifestazione e il territorio. Tra le novità presentate per questa edizione ci sono anche il nuovo organo di stampa ufficiale P@lium 10, l’annullo postale, la medaglia celebrativa, il volume L’Arte nella sfida, oltre alle iniziative Palio in Arte e al passaporto del Palio. Il giornale dell’associazione avrà tre numeri all’anno, disponibili sia in formato cartaceo sia online, con l’obiettivo dichiarato di creare un canale di dialogo con i cittadini. Per Andrea Malaman, autore del volume celebrativo, il Palio è invece anche un patrimonio artistico. Dal 1978, secondo quanto riportato nel suo intervento, opere di artisti contemporanei hanno affiancato i premi tradizionali, dando origine a quella che viene definita la “Pinacoteca del Palio”. Tra gli artisti citati figurano Aligi Sassu, Pietro Annigoni e Felice Nalin.
La settimana che porta alla corsa
La celebrazione del cinquantesimo prosegue con un programma articolato fino alla gara del 6 settembre. Mercoledì 2 settembre, in piazza Vittorio Emanuele, è previsto il racconto scenico All’origine della Casa d’Este. Giovedì sarà la volta della cena propiziatoria, mentre venerdì sono in programma l’esibizione di Musici e Sbandieratori. Sabato 5 settembre spazio al mercatino medievale, agli antichi mestieri, all’animazione e all’accampamento medievale. Nel pomeriggio è prevista la tenzone degli Arcieri, mentre alle 22, nel Vallo della Rocca degli Alberi, andrà in scena lo spettacolo di focoleria equestre e incendio della città con una rappresentanza del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo. Domenica 6 settembre la giornata culminerà con il corteo storico per le vie della città alle 16 e, alle 17, con batterie eliminatorie, corsa dei Gonfaloni e Corsa del Palio nel Vallo della Rocca degli Alberi. Gli appuntamenti principali di sabato e domenica saranno trasmessi in diretta su PrimaFREE, canale 170.
Un mantello, ma anche un patrimonio
Il nuovo drappo rosso sarà dunque il premio della competizione, ma il lavoro necessario per realizzarlo racconta un’altra parte della storia del Palio. Una sartoria nata da donazioni, trasformata in laboratorio, aperta ai giovani e inserita in una manifestazione che nel 2026 celebra mezzo secolo dalla sua rinascita.
