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Morti sul lavoro, Padova sale a 20 vittime in nove mesi: il rapporto Vega segnala zona rossa

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Morti sul lavoro: nei primi nove mesi del 2026 il rapporto Vega registra 20 vittime nel Padovano, contro 16 nello stesso periodo del 2025. In Veneto il totale resta a 87, comprendendo 58 decessi in occasione di lavoro e 29 in itinere. Padova supera la media nazionale per incidenza.

Morti sul lavoro, i numeri del Padovano e del Veneto

Venti vittime nel Padovano tra gennaio e settembre 2026, quattro in più rispetto alle sedici dello stesso periodo del 2025. È il dato provinciale del rapporto sui morti sul lavoro diffuso alla redazione dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, che elabora i dati INAIL. Il totale comprende sia i decessi in occasione di lavoro sia quelli in itinere, cioè lungo gli spostamenti casa-lavoro.

La distinzione è rilevante: nel Padovano il documento conta quindici decessi durante l’attività lavorativa, contro dieci un anno prima. Le altre cinque vittime rientrano negli infortuni in itinere. Il totale provinciale aumenta del 25%; i soli casi in occasione di lavoro crescono del 50%.

Il significato della zona rossa

Nella classificazione dell’Osservatorio, Padova si colloca in zona rossa con un indice di 34,3 morti per milione di occupati, contro una media nazionale di 24,7. Questo indicatore riguarda gli infortuni mortali in occasione di lavoro ed esclude quelli in itinere. La zonizzazione è uno strumento statistico di Vega: non è una classificazione amministrativa del territorio.

In Veneto l’indice è pari a 26,3, nella fascia arancione. Il rapporto provinciale dell’Osservatorio colloca in arancione anche Vicenza e Verona, mentre Belluno, Treviso, Venezia e Rovigo risultano nella fascia gialla.

Il bilancio regionale

Le vittime complessive in Veneto sono 87, come nei primi nove mesi del 2025: 58 in occasione di lavoro, due in meno, e 29 in itinere, due in più. Dopo Padova, i totali provinciali sono sedici a Treviso, quindici a Venezia, quattordici a Verona, tredici a Vicenza, sei a Belluno e tre a Rovigo.

Le denunce complessive di infortunio arrivano a 53.873, rispetto a 52.691: un aumento del 2,2%. Nel Padovano sono 10.394. Il presidente dell’Osservatorio Mauro Rossato sollecita interventi di prevenzione mirati, osservando che la stabilità del totale regionale nasconde andamenti territoriali diversi. Il periodo analizzato si chiude a settembre: i numeri non comprendono gli episodi successivi.

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