A Padova domenica 4 febbraio arriva il drago: è il suo anno secondo il calendario cinese

 

Il Capodanno Cinese e l’Anno del Drago sono ormai alle porte e la città patavina si prepara ad accogliere gli eventi, ormai diventati una tradizione, organizzati dall’Istituto Confucio all’Università di Padova.
Il 2024 sarà l’Anno del Drago, il segno dello zodiaco cinese più amato dalla popolazione Cinese. Il drago è una figura unica nella tradizionale cultura cinese e simboleggia lo spirito della nazione, tanto che i Cinesi si definiscono “discendenti del drago”.

Il drago è un segno dalla spiccata personalità, simbolo di forza, libertà, prosperità e rinascita. Queste caratteristiche lasciano presagire un anno che si aprirà sotto una buona stella.

Il Capodanno Cinese è la festività più sentita dalla comunità Cinese e da parecchi anni, grazie al prezioso lavoro dell’Istituto Confucio all’Università di Padova, ha iniziato ad essere conosciuto e celebrato anche a Padova, con il sostegno della Guangzhou University, in collaborazione con il Comune di Padova e il patrocinio dell’Università degli Studi di Padova.

 

Molti gli appuntamenti in programma.

Proprio nell’Anno del Drago non potrà mancare tra le vie del centro storico la famosa Danza del Drago e dei Leoni, tradizionale parata al ritmo battente dei tamburi. Il pubblico potrà assistere anche alle esibizioni acrobatiche degli allievi della scuola di arti marziali ASD Weisong di Pordenone del Maestro Liu Yuwei.
L’appuntamento è domenica 4 febbraio alle 15.00, davanti a Palazzo Moroni.

Sulla scorta del notevole successo degli scorsi anni, torna il Padova Chinese Film Festival, giunto alla terza edizione.
L’evento offrirà ampio spazio alla cinematografia cinese con quattro serate di proiezioni di film cinesi a ingresso libero presso il Cinema Lux di Padova. L’ingresso in sala sarà garantito fino a esaurimento dei posti. Le proiezioni inizieranno alle ore 21.00.

La rassegna mira, di anno in anno, a far scoprire al pubblico padovano pellicole raramente conosciute e un filone della cultura cinese ancora poco preso in considerazione.

Per tutto il periodo del Capodanno Cinese, fino al 23 febbraio, sarà visitabile la mostra “甲骨文Jiaguwen. Le origini della scrittura cinese. Le iscrizioni sugli ossi oracolari dell’Antica Cina” nel Complesso del Beato Pellegrino dell’Università di Padova (Galleria delle aule didattiche, Dipartimento di Studi Linguistici DiSLL), un’esposizione di copie conformi agli originali di ossi oracolari che recano iscrizioni che rappresentano l’origine della scrittura cinese.

Circa 4.000 anni fa il sovrano interpellava il divinatore per conoscere il futuro. Il divinatore con il fuoco causava screpolature su carapaci di tartaruga o su ossa di bovino, per poi interpretarne la sagoma e trascrivere il responso dell’oracolo.

La mostra, che verrà presentata successivamente a Napoli e che ha avuto la sua prima al MARC Museo Archeologico Cadorino di Pieve di Cadore, rappresenta un evento straordinario sia per il tema dell’antica arte divinatoria cinese tramandata attraverso le incisioni su ossi oracolari, sia per il prestigio accademico e il rilievo internazionale dei soggetti promotori dell’evento, ossia il  Museo Nazionale della Scrittura Cinese di Anyang (Cina), dal quale proviene tutto il materiale, l’Università di Padova, l’Università di Guangzhou, l’Istituto Confucio all’Università di Padova e l’Istituto Confucio di Napoli.

 

Programma del Padova Chinese Film Festival

Giovedì 8 febbraio la rassegna inizierà con “Lettere di uno sconosciuto” (归来, Cina 2014, regia di Zhang Yimou), film del grande Zhang Yimou, uno dei maestri del cinema Cinese; fuori programma al 67° Festival di Cannes, è un film in tanti passaggi struggente e che riprende, con una chiara denuncia, il tema della Rivoluzione Cuturale e dei suoi effetti dannosi sulla quotidianità del popolo Cinese.

Mercoledì 14 febbraio il cartellone prevede la proiezione di “2046” (Hong Kong, Italia, Francia 2003, regia di Wong Kar-wai), seguito ideale di “In the Mood For Love”, proiettato lo scorso anno, del quale recupera l’atmosfera poetica e struggente, cambiando però registo: alla linearità del precedente si sostituiscono suoni, immagini, sensazioni, fantasie e ricordi; 2046 infatti è un luogo, un tempo, un libro, la memoria di un amore perduto che non potrà più tornare.

Giovedì 15 febbraio sarà la volta di “Il tocco del peccato” (天注定, Cina 2013, regia di Jia Zhangke), premio per la miglior sceneggiatura al 66° Festival di Cannes, che offre al pubblico quattro episodi, quattro ritratti di infelicità, frustrazione, solitudine e indifferenza per raccontare la crisi della società cinese nella provincia mineraria dello Shanxi; un film dalla straordinaria potenza visiva e narrativa.

La kermesse cinematografica si concluderà giovedì 22 febbraio con la proiezione del film “Fuochi d’artificio in pieno giorno” (白日焰火, Cina, Hong Kong, 2014, regia di Diao Yinan), insignito dell’Orso d’Oro alla 64° edizione del Festival di Berlino e dell’Orso d’Argento per il miglior attore, un detective-movie che si mescola al melodramma con chiare interferenze del cinema sociale; un film potente nello sguardo appassionato del suo regista.

Tutti gli eventi del Capodanno Cinese sono organizzati dall’Istituto Confucio all’Università di Padova e dalla Guangzhou University, con il patrocinio del Comune di Padova e dell’Università di Padova.