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Il cibo racconta, a Padova le storie celate dietro i disturbi alimentari

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I disturbi alimentari e il rapporto con il cibo, le emozioni e le relazioni sono stati al centro del seminario “Il cibo racconta… emozioni, legami e fragilità”, ospitato giovedì 1 ottobre nella sede di Confcommercio Padova.

Il cibo non è soltanto nutrimento. Può diventare il riflesso di un disagio, di un vuoto relazionale o di una difficoltà che spesso rimane nascosta. È da questa prospettiva che giovedì 1° ottobre, nella sede di Confcommercio Padova, si è svolto “Il cibo racconta… emozioni, legami e fragilità”, un seminario dedicato ai disturbi del comportamento alimentare.

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Nazionale Sociologi – Dipartimento Veneto insieme alla Fondazione Libra ETS e a Unimed, ha messo al centro le esperienze personali. A raccontarsi sono stati Lisa Berti, volontaria della Fondazione Libra, il campione europeo di boxe Luca Rigoldi e Camilla Franzolini, collaboratrice di realtà associative. Le loro testimonianze hanno portato all’attenzione del pubblico le difficoltà quotidiane di chi affronta un disturbo alimentare.

Disturbi alimentari, il ruolo di famiglia, scuola e social

Dopo i saluti di Otello Vendramin, direttore generale di Confcommercio Padova, e di Sanja Vujosevic Facchini, presidente di ANS Veneto, è intervenuto Mario Beltrame, vicepresidente dell’associazione e presidente di Confcommercio Professioni Padova. Il seminario, moderato dal criminologo Tullio Segato, ha coinvolto anche professionisti della psicologia e della medicina, tra cui Giuseppina Filieri, Matteo Tosi e Lidia Lazzaretto.

Tra i temi affrontati, il peso delle relazioni familiari, della scuola e dello sport, ma anche il ruolo dei social network nella diffusione di comportamenti alimentari scorretti, soprattutto tra gli adolescenti. Si è parlato inoltre di sensibilizzazione, ascolto e mindfulness applicata al cibo.

Il filo conduttore è stato il bisogno di riconoscere il disagio senza fermarsi ai comportamenti visibili. Famiglia, educatori e comunità possono contribuire a creare spazi di ascolto e consapevolezza. Un confronto che, nelle intenzioni degli organizzatori, proseguirà con nuovi approfondimenti su un tema che coinvolge anche molti giovani. L’incontro ha dato spazio anche al confronto tra esperienze personali e competenze professionali.

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