Spari davanti a palazzo Chigi: lo squilibrato non e’ solo chi ha sparato

 

Quando si semina odio purtroppo a raccogliere la tempesta sono sempre i poveri cristi, e spesso questi poveri cristi sono i carabinieri.
Mentre il nuovo Governo giurava nelle mani del presidente della Repubblica un uomo sparava davanti a Palazzo Chigi. A farne le spese due carabinieri.
Proprio in quei minuti stavo guardando la diretta su Rai News: un occhio al televisore, uno al computer. E per me è inevitabile collegare a questo fatto alcune frasi che ho letto su facebook e sul Corriere: ne scelgo due, potrei riportarne tantissime.
Scrive l’ex parlamentare padovano Maurizio Saia, commentando la nomina a ministro del sindaco Flavio Zanonato: “Infine una nota di colore: ieri sera il tg 7 di Mentana nelle schede sui ministri citava il sindaco come noto per le sue politiche sulla sicurezza a Padova!! Altro che Grillo, qui ho paura ci voglia qualcosa di più serio”. Sarà contento Maurizio Saia, qualcosa di più serio è arrivato.

Gli fa eco l’autonominato “ideologo” del movimento 5 stelle Paolo Becchi che, come racconta Aldo Grasso in prima pagina sul Corriere della Sera di oggi, riferendosi all’ex premier Mario Monti, come bersaglio dice: «Gli sputerei in faccia… Rispetto al marciume in cui viviamo ci vorrebbe una grandissima pulizia, una totale tabula rasa. Anche con le armi, perché le rivoluzioni non sono pranzi di gala».
lo sparatore è uno squilibrato, ma quelli che han perso l’equilibrio tra parole e cervello in Italia sono numerosissimi. E purtroppo poi il prezzo di tanto odio lo pagano gli altri, i servitori dello Stato. Quelli che spesso si prendono i vaffanculo, e che invece sono la spina dorsale del nostro Paese.

Alberto Gottardo