Startup Weekend Padova chiude le iscrizioni con 80 partecipanti, dopo aver ampliato i 60 posti iniziali, e altrettante persone in lista d’attesa. Dal 6 all’8 novembre al Fiore di Botta si lavorerà in squadra a nuove idee d’impresa. Domenica pomeriggio i progetti saranno presentati al pubblico.
Startup Weekend Padova, cresce il numero dei partecipanti
I posti inizialmente previsti erano sessanta, ma la domanda ha spinto gli organizzatori ad ampliarli a ottanta. Anche così, altrettante persone sono rimaste in lista d’attesa. È il dato nuovo comunicato dall’ufficio stampa alla vigilia della prima edizione di Techstars Startup Weekend a Padova, in programma dal 6 all’8 novembre al Campus Fiore di Botta dell’Università.
Fra gli iscritti, quarantacinque sono studenti o ex studenti dell’ateneo padovano. Il gruppo comprende soprattutto persone fra i venti e i quarant’anni, con percorsi in ingegneria ed economia, sviluppatori e creativi. Secondo gli organizzatori, oltre un partecipante su tre è una donna; sono presenti anche iscritti provenienti da altre regioni.
Tre giorni per mettere alla prova le idee
Il programma dello Startup Weekend Padova prevede venerdì 6 novembre gli accrediti dalle 18 e l’intervento di Enrico Pandian alle 19. Seguiranno le presentazioni delle idee, con sessanta secondi a disposizione per ciascuna proposta, e la formazione dei gruppi di lavoro.
Sabato le squadre svilupperanno i progetti con il supporto di oltre trenta mentor. La nota cita, fra gli altri, Betty Pagnin, Daniele Francescon e Francesco Zambelli. Domenica 8 novembre, dalle 15.30, i risultati saranno illustrati davanti al pubblico e alla giuria; la premiazione è prevista alle 17.30.
Iscrizioni chiuse e una rete di volontari
Rispetto all’annuncio di settembre sull’apertura delle iscrizioni, l’aggiornamento riguarda dunque la partecipazione effettivamente raccolta. Il sito ufficiale conferma il tutto esaurito e mantiene la possibilità di entrare nella lista d’attesa: l’iscrizione alla lista non garantisce un posto.
L’appuntamento nasce dal lavoro di una ventina di volontari, con patrocini e sostegni dell’università, delle istituzioni locali e delle associazioni economiche. Chiara Morandin, fra le organizzatrici, descrive l’esperienza come un’occasione per capire come si passa dall’idea alla costruzione di un’impresa. Il gruppo annuncia già l’intenzione di proporre una seconda edizione nel 2027.
