Zaia e l’indipendentismo che assomiglia a una foglia di fico politica

 

Referendum sull’indipendentismo. Questione a quanto pare fondamentale per il Governatore Zaia che ha posto alla ribalta della cronaca politica una questione che sembrava, dopo i riti del Dio Po, sepolta da un pezzo. La domanda che andrebbe posta sarebbe quella di cosa si vuole fare un minuto dopo aver ottenuto l’indipendentismo. Perchè sarebbe tragico confondere lo strumento con il fine. analogamente con quanto avviene a livello nazionale: si dice sia fondamentale mandare a casa la vecchia classe politica. Ma alla nuova cosa si chiede? Non si scorge ad ormai due anni di governo Zaia del Veneto una idea forte una opera progettata. Anzi il governatore ex ministro ha dovuto ingoiare più di qualche rospo come l’introduzione del ticket su esami e ricette per colmare la voragine di bilancio sulla sanità, retta negli ultimi anni proprio dalla Lega. Prima i veneti, si era detto, e infatti sono stati i primi a pagare più ticket sulla sanità. Credo che i veneti dovranno pesare bene i candidati dei vari movimenti, cercando di non farsi fregare dal pifferaio di turno. Altrimenti si rischia di avere un Veneto indipendentista ma incapace di capire quali sono le sue priorità e i suoi orizzonti, e dall’altra parte una camera di giovani che chiederanno di nuovo soccorso al vecchio professore Monti perchè tolti i professionisti della politica, rischiano di fare la fine dei ragazzini sull’isola de “Il signore delle mosche”.

Alberto Gottardo