Traliccio a Terranegra: continua la lotta del comitato no antenna

 

Continua la lotta del comitato di cittadini contrari al mega traliccio da cento metri piantato “come una spada nel cuore” del quartiere verde a due passi dalla zona industriale. Qui di seguito riportiamo la bella narrazione in prima persona di Matteo Soranzo, anima assieme ad un pugno determinato di residenti della zona, del comitato che sta stimolando, finora purtroppo senza troppi esiti, gli amministratori locali a trovare una soluzione per questa delicata questione,
Se avete 10 minuti vi chiedo di leggere questo post è un po’ lungo e forse non sarà scritto con il miglior italiano ma è sicuramente sincero:
Ho investito molto tempo in questi 9 mesi alla faccenda del traliccio piantato nel cuore di Terranegra; tempo che avrei potuto dedicare alla mia famiglia, al mio lavoro o al mio svago.
Preciso per l’ennesima volta che si tratta di un traliccio di 104 metri sorto per installazione di ANTENNE RADIOFONICHE. I telefonini non c’entrano nulla con questo monumento alto come un palazzo di 33 piani, anzi: di fianco al mostro sorge da più di dieci anni un’antenna telefonica di un noto operatore per la quale nessun residente ha mai minimamente protestato.
Amo la mia città, amo la mia terra e ogni volta che passo dinnanzi a questa spada piantata nel mezzo di questo quartiere ho un colpo al cuore e mi dico: “Ma che c’azzecca questa cosa qua con ciò che ci sta attorno?….ma perché mai dobbiamo tenercela e proseguire rassegnati? L’ Arpav ci dice (per ora) che non e’ dannosa per la salute?
Ma chissenefrega cavolo!!
Ma perché mai dovremmo abituarci al brutto? L’ambiente che ci circonda, gli argini, i numerosi animali che ci vivono, quel poco verde che ci resta ancora in città non fanno forse parte del Bene comune? Non sarà forse questo Bene comune più importante di un interesse economico privato?
A parlare coi residenti o con la gente che ci passa attorno cogli spesso un senso di impotenza, rassegnazione e frustrazione: “Oramai non si può fare più nulla, è tempo perso, oramai è troppo tardi, bisognava fermarli subito!!”
Ma perché dobbiamo tacere e continuare a soccombere?!?!
Sapevamo che la battaglia per tentare di abbattere o spostare quel maledetto “coso” di 100 e passa metri sarebbe stata dura ma era doveroso provarci e non perché non avevamo nulla di meglio da fare ma perché riteniamo di aver subito un’evidente ingiustizia.
Così, per un senso di responsabilità nei confronti di quanti ci hanno sostenuto firmando la nostra petizione (quasi 6000 persone) mi sento di fare un primo bilancio della nostra battaglia; bilancio che vuole essere obiettivo, dove mi limiterò a riportare semplicemente i fatti come sono accaduti, lasciando a voi tutti che leggete la possibilità di farvi un’idea.
Cosa abbiamo scoperto fino ad ora?
Che tutto è nato grazie a S.P.E.S. (Servizi alla Persona Educativi e Sociali) il cui CdA attuale nominato nel 2011, e’ composto da due membri indicati dal Comune (Scantamburlo e Carron), due dalla Provincia (Venuleo e Beghin) e uno dalla Curia (tale Segafredo).
SPES e’ un ente pubblico che ha sede a Padova, in via Ognissanti 70 e che gestisce diverse scuole montessoriane cittadine (e non solo). Stiamo parlando di un ente che nella propria mission prevede l’erogazione di Servizi alla Persona Educativi e Sociali e che promuove a tal punto il benessere altrui che affitta terreni per 8000 euro all’anno (avete capito bene) per piantare tralicci destinati ad installazioni radiofoniche (nello specifico Radio Gelosa e Radio Piter Pan). Purtroppo le numerose scuole della zona (San Gaetano, Forcellini, English School) non sono di gestione SPES e quindi il gioco è fatto! Gia’ perche’ voglio proprio vedere se le scuole del quartiere fossero state gestite da Spes se questi avrebbero consentito una tale installazione con tanta leggerezza. Ma d’altronde loro ci hanno detto non potevano rifiutare un’offerta del genere, che devono far fruttare i loro beni e quindi si sono rimessi nelle mani delle varie Istituzioni per capire se il progetto fosse possibile: F E N O M E N A L I direi, bel modo per tentare di uscirne…e probabilmente si sono talmente resi conto di quanto che ora sono perfino disposti a rescindere il contratto con Monte Barbaria: siamo veramente commossi!!
Comunque proseguiamo perché l’imprenditore Roberto Zanella (il proprietario del traliccio per intenderci, il titolare di diversi noti network radiofonici tra cui Birikina, Bella & Monella, Sorriso, Marilù, Gelosa e Piterpan) una volta ottenuto l’impegno da parte di SPES, comincia con tutte le varie richieste e autorizzazioni arrivando fino agli uffici dell’edilizia privata del Comune di Padova; già perché per costruire uno “strafanto” di oltre 100 metri bisogna pur ottenere un’autorizzazione edilizia. Così nell’ agosto 2014 (Giunta attuale in carica da pochi mesi) viene protocollata la richiesta negli uffici di via Sarpi. E il Comune che dice? Il Comune tace…per 60 lunghi giorni…tace. Ci è stato detto dagli uffici dell’edilizia privata che questa e’ una prassi nel campo delle Telecomunicazioni, che i Comuni purtroppo hanno le mani legate quando si presentano queste richieste…etc…etc…
Ma per noi dare un silenzio assenso è comunque dare un assenso, silenzioso, ma pur sempre assenso! Perché non informare in quell’occasione quindi la cittadinanza? Perché non dire: “Guardate cari residenti del quartiere Forcellini che ci è stata fatta questa richiesta e noi non possiamo dire di no, muovetevi per tempo altrimenti qui finisce male!” E invece, dato che per tutti è tutto a posto…il gioco è fatto.
Ovviamente appena scoperto ciò che stava accadendo (quando oramai il traliccio cominciava a salire giorno dopo giorno) ci siamo rivolti a SPES, al Comune, alla Provincia ed ovviamente è iniziato un fastidioso quanto imbarazzante scarica barile.
Sin da subito il Sindaco ci ha detto che era inutile tirarlo in ballo, che lui non c’entrava nulla; e noi vogliamo pure apprezzare il suo tentativo di spostare il traliccio altrove, vogliamo pure credere che non sia stato un suo atto deliberato ad autorizzare un simile scempio…ma il Sindaco “purtroppo” in quanto tale, è responsabile di ciò che accade nei propri uffici comunali. Qualcuno può forse pensare che un addetto dell’edilizia quando si trova innanzi ad una pratica che prevede di costruire un simile ECOMOSTRO possa lasciare che la pratica passi col semplice silenzio assenso senza quantomeno avvisare l’Assessorato di competenza o qualche altro responsabile?
E quindi? Che fare dinnanzi a questo continuo rimpallo di responsabilità?
Purtroppo per noi e per le nostre tasche abbiamo deciso di volerci capire qualcosa in più…..e così ci siamo dovuti rivolgere ad un legale.
Ora siamo ricorsi al TAR sborsando tanti soldini grazie anche al contributo di vari residenti e persone sensibili alla nostra battaglia e aspettiamo; aspettiamo qualche segnale a nostro favore sperando che nel caso in cui dovessimo avere ragione il tutto non si concluda con una mega beffa finale!
Già, perché se il TAR ci dovesse dare ragione significa che quel traliccio è stato eretto abusivamente o comunque senza seguire le adeguate procedure amministrative e quindi a maggior ragione la palla tornerebbe nelle mani dell”Amministrazione Comunale e del Sindaco e a quel punto allora capiremo veramente da che parte stanno i nostri amministratori!
Questo è quanto, almeno per ora.
Un solo favore vi chiedo: quando potete, fatelo un salto in zona, venite a vedere dal vivo quanto impressionante è quel “coso”, vi assicuro che neppure 1000 foto possono rendere l’idea.
Grazie per l’attenzione e grazie del vostro tempo dedicato e se credete sosteneci, seguiteci sulla nostra pagina FB (COMITATO TUTELA AMBIENTE SALUTE QUARTIERE 3 PADOVA) molto presto partira’ pure un progetto di crowdfunding e se credete potrete pure darci un piccolo ma significativo sostegno economico perché quello che è successo in questo quartiere di Padova potrebbe tranquillamente succedere altrove!
Grazie a mia moglie e ai miei figli per il sostegno e l’infinita pazienza per le tante serate negate, grazie a mio fratello che ha coperto eventuali buchi in orario di lavoro e grazie ai miei compagni di avventura: insieme abbiamo scoperto quanto possa essere bello, stimolante e appassionante affrontare uniti certe battaglie, perché è sempre facile lamentarsi di cio’ che ci accade intorno ma finché ce ne stiamo rassegnati chiusi all’interno del nostro mondo o seduti comodamente sul nostro divano non cambieremo mai nulla!