L’Agenda Digitale Veneto 2030 ha preso il via a Padova con il primo incontro territoriale. Regione, enti locali, imprese e ricerca sono chiamati a definire priorità su competenze, servizi pubblici e inclusione. Giacinti: tecnologia utile solo se risponde ai bisogni delle persone.
Agenda Digitale Veneto
L’Agenda Digitale Veneto 2030 ha iniziato il proprio percorso da Padova. Il primo dei cinque incontri territoriali promossi dalla Regione ha riunito istituzioni, imprese, enti locali, mondo della ricerca e dell’innovazione per raccogliere proposte da tradurre nelle linee guida del nuovo programma.
Secondo il comunicato della Regione Veneto, l’obiettivo è costruire un’agenda capace di incidere concretamente sul lavoro, sullo studio, sull’accesso ai servizi e sulla vita delle comunità.
Il confronto parte da Padova
L’assessore regionale all’Agenda digitale Filippo Giacinti ha sottolineato che dati, infrastrutture e competenze devono essere messi a sistema. I Comuni, primo riferimento per cittadini e territori, dovranno essere sostenuti con strumenti digitali semplici, condivisi ed efficaci.
Il percorso comprende cinque appuntamenti dedicati alle principali dimensioni dello sviluppo regionale. I contributi raccolti serviranno a individuare bisogni, priorità e soluzioni per una crescita più equilibrata e sostenibile.
Competenze contro il divario digitale
L’assessora all’Istruzione e Formazione Valeria Mantovan ha richiamato l’attenzione sul capitale umano. Il divario digitale, ha osservato, rischia di escludere chi non dispone delle conoscenze o degli strumenti necessari per utilizzare i nuovi servizi.
Tra le azioni indicate figurano l’alfabetizzazione digitale nelle scuole, il rafforzamento degli ITS Academy, la riqualificazione dei lavoratori davanti all’intelligenza artificiale e all’automazione e il ruolo delle biblioteche come presidi formativi.
Nel 2025, riferisce la Regione, 311 biblioteche venete hanno aderito al progetto Punti Digitale Facile. Sono inoltre previsti oltre quattro milioni di euro per le imprese culturali e creative e più di due milioni per la digitalizzazione del patrimonio culturale.
Servizi pubblici e innovazione
La sfida sarà misurare i risultati non soltanto attraverso infrastrutture e software, ma verificando quanto i nuovi strumenti migliorino davvero l’accessibilità dei servizi e le competenze di cittadini, studenti e lavoratori.