Il soffitto di un box ha ceduto il 10 giugno nel complesso residenziale della zona Stazione. Dopo i sopralluoghi, il Comune ha disposto il confinamento dell’autorimessa: da luglio i proprietari non possono più accedere ai loro garage.
Novanta autorimesse, un cedimento e una chiusura che si è estesa a tutto il complesso. Nel supercondominio formato dai condomini Giotto, Foscolo e Mameli, in zona Stazione, i garage chiusi a Padova sono 90. L’accesso è interdetto dal 7 luglio, dopo il cedimento del soffitto di un box privato avvenuto il 10 giugno.
Garage chiusi a Padova: la sequenza dei fatti
Al momento del distacco non c’erano persone né veicoli all’interno del locale. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il settore Edilizia privata del Comune, che hanno disposto la chiusura del box interessato e di quello confinante. Il sopralluogo ha evidenziato anche un deterioramento dell’intonaco nelle aree vicine, facendo temere nuovi cedimenti.
Da qui la prospettiva di interdire l’intera autorimessa fino alla certificazione dell’idoneità statica. L’amministratore del supercondominio, Thomas Granuzzo, ha affidato gli accertamenti a un ingegnere strutturista e a un’impresa specializzata nelle analisi strumentali. I saggi sui solai sono stati eseguiti alla fine di giugno.
Nel frattempo è arrivato il provvedimento comunale: confinamento dell’autorimessa e dell’area sovrastante, con la chiusura degli accessi. Ai proprietari era stato chiesto di recuperare gli oggetti custoditi nei box e spostare i veicoli entro il 6 luglio. Dal giorno successivo sono stati chiusi il cancello carraio, le rampe e gli accessi ai vani scala.
Secondo la ricostruzione pubblicata da Estensione il 2 novembre, a quella data i 90 garage erano ancora inutilizzabili. I proprietari avevano presentato un esposto per chiedere chiarimenti sulla durata della chiusura e sugli interventi necessari.
Il soffitto ha ceduto in pochi istanti. Le conseguenze, invece, si trascinano da mesi. Da luglio, novanta garage sono diventati altrettanti spazi inaccessibili, separati dai loro proprietari da cancelli che non si sono più riaperti. E mentre le verifiche tecniche seguono il loro corso, in quel complesso residenziale il tempo continua a scorrere con una certezza soltanto: per chi aspetta, la normalità è ancora dall’altra parte di una serranda chiusa
