Artigiani in festa alla messa di San Giuseppe: lunedì comincia la settimana dell’artigianato, appuntamento alla Fornace Carotta

 

Sono arrivati in oltre 500 da tutta la provincia a bordo di otto pullman e auto private gli aderenti alla Confartigianato Padova che questa mattina si sono raccolti in un momento di preghiera nella chiesa dell’Opera della divina provvidenza Sant’Antonio di Sarmeola di Rubano. Ad officiare la messa don Marco Cagol, Vicario episcopale per le relazioni con il territorio. Nell’omelia don Marco Cagol ha ricordato il ruolo dell’artigiano che “ispirandosi a San Giuseppe porta avanti un modello di uomo, e di donna, giusto, capace di fare scelte generose, capaci di generare il bene oltre all’orizzonte dell’immediato”.

“La sfida oggi è meritare un passato con il suo sapere – ha spiegato il presidente di Confartigianato Padova Roberto Boschetto – un saper fare e conoscere da trasmettere alle future generazioni, ai nostri figli. Ed è quello che facciamo con iniziative come quella della settimana dell’artigianato che si apre con la messa di San Giuseppe, nostro patrono”.

Lunedì sera alle ore 20, alla fornace Carotta di Padova, la settimana dell’artigianato inizia con le relazioni del professor Johnny Dotti, imprenditore sociale e docente all’università Cattolica di Milano che dialogherà con il dottor Antonio Payar, responsabile nazionale di Confartigianato Persone. Modera l’incontro il giornalista Riccardo Sandre. Titolo dell’incontro: “Cuore, mente, spirito. Quando il desiderio genera comunità”.

Qui di seguito l’intervento del presidente di Confartigianato Padova, Roberto Boschetto

“Noi genitori facciamo fatica a traghettare i valori nel futuro, ma possiamo imparare dal padre di Gesù”.
Voglio iniziare con questa parole di Johnny Dotti, imprenditore sociale e pedagogista, che sarà con noi lunedì 19 marzo, San Giuseppe, perché penso che questo cattolico, a volte fuori dagli schemi, rappresenti la volontà di ognuno di noi di mettere insieme, nella propria vita, aspetti che solo apparentemente sembrano disgiunti: la fede e la professione, la vita familiare e l’appartenenza a una comunità, la sostenibilità d’impresa e la promozione sociale, la prospettiva globale e il radicamento nei territori, la preghiera e il lavoro.
In realtà è proprio questo il senso del nostro impegno in un’associazione.Perché il profitto è sì l’unico motore dell’economia, ma non della società. Per fare comunità serve di più: serve la disponibilità all’incontro con gli altri, serve l’impegno in un progetto comune, serve la fede come regola di vita e di comportamento.
Questi sono gli elementi diversi che noi artigiani portiamo nell’economia del territorio.
Questa, lo dico con orgoglio, è la nostra differenza. Il nostro personale contributo alla crescita della comunità.
Traghettare questi valori nel futuro è una fatica quotidiana. Perché la sfida oggi è saper ereditare il passato. Saperlo interpretare. Saperlo insegnare alle nuove generazioni, ai nostri figli.
Noi celebriamo oggi San Giuseppe, nostro patrono, ma anche padre per eccellenza.
Ed è il padre, anzi, in senso più lato è il “genitore” che ha il compito di trasmettere i valori, i comportamenti, le visioni del mondo. Si tratta di azioni fondamentali che devono attraversare le generazioni.
Anche la nostra associazione vive di passaggi generazionali, vive di svolte, a volte faticose, altre entusiasmanti.
Se siamo ancora qui è perché queste svolte le abbiamo sapute affrontare.
Siamo riusciti, nonostante tutte le difficoltà, a continuare il nostro percorso, a crescere.
E questo obiettivo lo abbiamo raggiunto anche grazie a voi che rappresentate le solide radici dell’Unione Provinciale Artigiani, oggi Confartigianato Padova.
Avete saputo trasmetterci saperi, valori e competenze. Ed ora tocca a noi saper traghettare tutto questo nel futuro.
Siamo noi ora a dover spiegare ai più giovani che un’impresa nasce sempre dal desiderio di fare qualcosa per sé, certamente, ma anche per gli altri, per la comunità. A raccontare che un luogo di lavoro non può essere solo virtuale, che le relazioni sono una questione reale, tangibile e anche gratificante. Siamo noi a dover ricordare che dal confronto non nascono solo conflitti, emergono idee, progetti, visioni. È così che il confronto diventa contaminazione. E dalla contaminazione possiamo creare finalmente qualcosa di nuovo.
Desiderio, contaminazione, innovazione: sono queste le parole chiave che abbiamo scelto per raccontare, all’interno della settimana dell’artigianato, che prende il via ora insieme a voi, cos’è l’artigianato oggi: radici ben salde nel passato, ma uno sguardo determinato verso il futuro.