Bulli o ragazzini con difficoltà? Un convegno a Padova per trovare la strada verso l’inclusione dei soggetti difficili

 

Bambini che presentano difficoltà nello studio, condotte inappropriate a scuola, scarse capacità sociali; partecipano poco ad attività ricreative e sportive, non sanno regolarsi con gli orari di alimentazione e di riposo, hanno disabilità di apprendimento. Adolescenti con bassa autostima, intolleranti alle frustrazioni, inclini a diventare rabbiosi o labili d’umore, poco rispettosi delle regole e delle figure autorevoli, ad aumentato rischio di abuso di alcol, fumo, sostanze, esposti più sovente a comportamento criminale. Spesso scambiati per bimbi e ragazzi difficili, potrebbero essere invece bimbi e ragazzi malati. Pervasi da disturbi del comportamento, incapacità a concentrarsi, a iniziare un impegno e a concluderlo. Instabili, sarebbero circa 4.700 i giovani in età scolare che, a livello veneto, rischiano, se non seguiti da specialisti e aiutati dalle famiglie, di diventare gradassi. La cui vita adulta, insomma, potrebbe pesantemente deviare sulle strade della tossicodipendenza, dell’alcolismo, del teppismo. Dietro a tutto questo c’è il pericolo che si nasconda una malattia vera e propria, l’ADHD, deficit di attenzione e iperattività: bambini spesso considerati pesanti e fastidiosi, per questo evitati dai compagni ed emarginati dal gruppo, avrebbero in realtà bisogno di aiuto vero. La terapia si basa su un approccio multimodale che combina interventi psicosociali con eventuali supporti farmacologici. Si stima che il 60% dei ragazzini iperattivi presenti difficoltà scolastiche: se infatti gli aspetti nucleari dell’ADHD quali la disattenzione e l’impulsività sono sufficientemente definiti, altri come l’instabilità comportamentale, le difficoltà di relazione, del controllo emotivo e la disregolazione del tono dell’umore lo sono meno. Il disturbo presenta una eziopatogenesi complessa, dove le basi neurobiologiche e le componenti genetiche svolgono un ruolo sostanziale interfacciandosi con le caratteristiche individuali ed ambientali in cui il bambino cresce e si sviluppa.

Di tutto questo si parlerà al Convegno internazionale “ADHD e disturbi dirompenti del comportamento: traiettorie evolutive e nuove prospettive d’intervento”, organizzato da Associazione ASSP Onlus di Padova, e dal Centro Archimede di Torri di Quartesolo (Vicenza), entrambi presieduti da Lauretta Furlan. Il Convegno internazionale rientra nella campagna di informazione e sostegno ai bambini iperattivi e disattenti “ADHD” e alle loro famiglie, e vedrà la partecipazione di settecento professionisti, non solo da ogni regione d’Italia ma anche da Israele, Inghilterra, Svizzera.

L’evento avrà luogo a Padova il 24 Febbraio 2018 al Centro congressi Four Points by Sheraton Hotel (ore 9-18.30, vedi programma allegato). Prevista la partecipazione dell’Università di Padova – Dipartimento di Psicologia – e di illustri medici e professionisti nell’ambito della neuropsichiatria infantile, tra cui il Prof. Russell A. Barkley che da anni si occupa di ADHD negli USA e che grazie ai suoi studi ha favorito notevoli progressi nella comprensione della malattia, il dott. Dino Maschietto del Servizio di San Donà di Piave, il dott. Stefano Vicari dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma e il dr. Pietro Muratori dell’IRCCS Stella Maris di Pisa.

Fin dal 2002, l’Associazione Servizi Sociali e Sicurezza per Padova (ASSP), fondata, animata e presieduta da Lauretta Furlan, si è attivata per informare la popolazione circa l’esistenza del disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

“Si tratta di una patologia che raramente viene considerata tale, in quanto si manifesta – spiega Lauretta Furlan – con sintomi quali la mancanza di attenzione, l’incapacità di terminare un compito, l’insufficiente autocontrollo, che possono essere male interpretati”. L’ADHD deve quindi essere diagnosticato precocemente per consentire agli specialisti di predisporre e intraprendere con il bambino, la famiglia e la scuola, un piano d’intervento che contenga un trattamento appropriato in grado di ridurre i sintomi principali (disattenzione, iperattività, impulsività) e il conseguente disagio”.

Dall’impegno di ASSP e dei suoi duecento associati, dieci anni fa è nato il Centro “Archimede” di Torri di Quartesolo (Vicenza), presieduto dalla stessa Furlan, con il dottor Dino Maschietto come supervisor volontario. “Archimede” offre non solo ai giovani pazienti e alle loro famiglie ma anche ai pazienti adulti e al loro contesto parentale un aiuto concreto mettendo a disposizione un’équipe multidisciplinare formata da psicologi e psicoterapeuti. Il Centro, accreditato e convenzionato per tutto il Veneto, coniuga competenza professionale e, parimenti, vicinanza umana. In dieci anni di lavoro, al Centro Archimede hanno avuto accesso, e sono stati curati, più di 1400 minori, con le loro famiglie, provenienti da tutto il Veneto e principalmente dal Vicentino dove si è consolidata negli anni la sinergia con i Servizi di Neuropsichiatria infantile.

“Si stima che l’1% dei soggetti che afferiscono ai servizi di Neuropsichiatria infantile presenti ADHD mentre i dati sulla popolazione generale italiana, indicano una prevalenza più alta, sul 2-3%. Da questo – spiega il prof. Pier Antonio Battistella, neuropsichiatra infantile, direttore dell’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda ospedaliera Università di Padova – si può ricavare una stima approssimativa di 4.700 bambini in Veneto di età compresa tra 5 e 14 anni, molti di più di quelli che arrivano ai servizi specialistici, tenuto conto che, secondo il registro ADHD del Veneto che raccoglie i minori affetti, i soggetti presi in carico nel 2015 sono stati meno della metà. Per questo possiamo supporre che esista ancora una larga fascia di popolazione in età pediatrica che, pur soffrendo del disturbo, non è adeguatamente diagnosticata e presa in cura”.