Centrosinistra Padova, il vicesindaco invita a riunire il maggior numero possibile di forze in vista delle comunali del 2027. Al centro la ricerca di una figura capace di guidare un programma vicino alle esigenze dei cittadini. Nel confronto anche il futuro dell’Idrovia Padova-Venezia.
Nessuna corsa a favore di un singolo partito, né una candidatura da imporre agli alleati. In vista delle elezioni comunali del 2027, Antonio Bressa, vicesindaco di Padova, indica nell’unità del centrosinistra la strada da percorrere per costruire il prossimo progetto amministrativo. Intervenendo questa mattina a Palazzo Moroni, ha richiamato la necessità di mettere insieme il maggior numero possibile di forze, lasciando in secondo piano le appartenenze e concentrando il confronto sulla persona ritenuta più adatta a guidare un programma nell’interesse della città.
La scelta, nella prospettiva illustrata da Bressa, dovrebbe quindi nascere dalla capacità di costruire una proposta concreta per i cittadini, non dalla volontà di affermare una singola sigla. Il confronto si inserisce nel percorso già avviato dal tavolo del centrosinistra padovano, che per le prossime comunali ha lasciato aperta la questione della candidatura.
Centrosinistra Padova e Idrovia: Bressa guarda alla sicurezza
Nel corso dell’intervento il vicesindaco ha affrontato anche il completamento dell’Idrovia Padova-Venezia, opera incompiuta da decenni. Sulla sua funzione come infrastruttura per il trasporto merci, Bressa ha riconosciuto l’esistenza di valutazioni differenti e di interrogativi sulla sua attuale utilità. Il possibile completamento, tuttavia, potrebbe offrire benefici anche sotto altri profili.
Tra le funzioni richiamate c’è quella di canale scolmatore, con ricadute sulla sicurezza idraulica del territorio, oltre alle opportunità di valorizzazione turistica e alla possibile realizzazione di piste ciclabili lungo il tracciato.
La Regione Veneto attribuisce all’Idrovia un ruolo strategico nella gestione del rischio idraulico di Padova e del bacino del Brenta, precisando che la progettazione di fattibilità è conclusa (la scheda regionale sull’opera). Ora c’è la necessita di conciliare le diverse funzioni dell’infrastruttura e valutarne i benefici per il territorio.
