Commercianti Ascom preoccupati per i nuovi centri commerciali a Padova e Limena

 

altNon c’è solo la delibera della giunta municipale di Padova a non far dormire sonni tranquilli ai commercianti di Padova e provincia in tema di “pericolo centri commerciali”.
“Ci viene segnalato – commenta Franco Pasqualetti, vicepresidente vicario dell’Ascom Confcommercio di Padova – che potrebbe risorgere anche il, per noi, defunto centro commerciale di Limena, con la bellezza (si fa per dire) di 200 negozi e l’obiettivo di costituire il più grande centro commerciale del Nordest. Evidentemente al peggio non c’è mai veramente fine!”
Il problema è che le diverse amministrazioni, nel momento in cui decidono di aprire all’insediamento di grandi strutture di vendita, si autoassolvono per un’infinità di motivi.
“A fronte di un pericolo idrogeologico che ad ogni pioggia richiama gli amministratori alle loro responsabilità per ciò che riguarda la difesa del territorio – continua Pasqualetti – gli stessi si trincerano dietro le più svariate giustificazioni. Nell’ordine: casse vuote per colpa del governo, necessità di incamerare nuovi oneri di urbanizzazione e nuova tasse per non far fallire il welfare comunale, delibere delle precedenti amministrazioni che non si possono derogare (cosa assolutamente non vera come dimostrano recenti sentenze del Tar e del Consiglio di Stato), minacce dei comuni confinanti (“Se non lo autorizzo io lo autorizza il comune vicino”), realizzazione, in una sorta di cambio merce, di palestrine e campetti di calcio in sintetico, contenziosi milionari e via di questo passo”.
E poi c’è la “guerra psicologica”.
“E’ vero – conclude il vicepresidente vicario dell’Ascom -: in più occasioni ci siamo sentiti dire che i nostri “allarmi” erano degni di querela perché formulati in epoche antecedenti alla realizzazione dei centri commerciali e dunque “basati sul nulla”. Salvo poi venire accusati, qualche anno più tardi e a centro realizzato, “di non essere intervenuti – nella migliore delle ipotesi – quando ancora si poteva fare qualcosa” e, nella peggiore, “di essere stati latitanti”. Siccome non vogliamo essere né allarmisti né sottovalutatori, noi diciamo chiaro e tondo, a futura memoria, che il nostro territorio ed il nostro tessuto commerciale fatto di piccoli negozi che contribuiscono a mantenere vivi i centri cittadini, non può sopportare ulteriori insediamenti”.