Trasporto merci a Padova, Confapi rilancia la Curva Boston fino al nodo di Villafranca

 

Confapi Padova rilancia il completamento della Curva Boston fino al nodo di Villafranca. Per l’associazione il collegamento aiuterebbe le zone produttive, renderebbe più diretto l’accesso alla rete autostradale e alleggerirebbe la viabilità nell’area occidentale della città, riaprendo il confronto sulle opere strategiche.

Curva Boston: la priorità indicata da Confapi Padova

Il dossier delle infrastrutture padovane torna al centro del confronto economico. In un intervento pubblicato il 2 settembre, Confapi Padova indica come priorità il completamento del tracciato dalla Curva Boston al nodo di Villafranca.

La richiesta riguarda soprattutto il trasporto merci e i collegamenti tra le zone industriali e artigianali dell’area occidentale, la viabilità ordinaria e la rete autostradale. Per l’associazione, il progetto dovrebbe tornare nell’agenda delle grandi opere del territorio.

La posizione delle imprese

Il vicepresidente di Confapi Padova Franco Pasqualetti distingue le esigenze della mobilità urbana da quelle della logistica. Le nuove linee tranviarie, osserva l’associazione, possono migliorare gli spostamenti dei cittadini ma non risolvono da sole il passaggio dei mezzi pesanti e l’accesso delle imprese ai principali assi stradali.

L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di percorrenza, rendere più diretti i collegamenti autostradali e decongestionare l’area a ovest del capoluogo. La proposta ha ricevuto anche il sostegno dell’assessora regionale all’Ambiente Elisa Venturini, che collega l’intervento alla competitività del territorio e alla riduzione del traffico.

Un tema già aperto a Padova

Il nodo non è nuovo. La fragilità dei collegamenti incide sia sulle aziende sia sugli spostamenti quotidiani, come mostrava anche l’analisi sui costi della carenza di infrastrutture nel Padovano.

L’appello di Confapi non coincide ancora con un nuovo cronoprogramma o con uno stanziamento: è una richiesta politica e progettuale rivolta alle istituzioni. I prossimi passaggi da verificare saranno quindi l’eventuale riapertura formale del dossier, l’individuazione del soggetto attuatore, le risorse disponibili e il rapporto con gli altri cantieri della mobilità padovana.

Nel confronto dovranno entrare anche l’impatto ambientale, il consumo di suolo e la compatibilità con la rete esistente. Sono elementi decisivi per valutare costi e benefici dell’opera, oltre alle ricadute sulla circolazione locale.

Per cittadini e imprese, il punto concreto resta capire se il collegamento potrà passare dalla fase del confronto a quella della programmazione, con tempi e responsabilità definiti.