Dominot, l’ultimo protagonista della “Dolce vita” stasera al Pride

 

Omosessuale dichiarato e travestito nella Roma degli anni ’60. A lui il grande Federico Fellini affida l’ultima scena del suo capolavoro, “La dolce vita”. E’ Dominot l’ospite a sorpresa del Padova Pride Village 2009: domenica 23 agosto alle ore 22 sarà sul palco del grande festival dell’estate padovana, che ha già portato in fiera oltre 45 mila persone. Cantante, mimo, travestito, protagonista dell’avanguardia romana degli anni ’60, Dominot è uno dei personaggi mitici della scena omosessuale italiana. Oggi, a quasi 80 anni, sale ancora sul palco per cantare dal vivo le canzoni della grande tradizione francese. Di lui Natalia Ginzburg ha detto: “Canta alcune canzoni di Edith Piaf con gesti e attitudini della Piaf”. Lo farà, per la prima volta fuori dalla sua Roma, sul palco del palaVillage, in una serata-evento dedicata alla sua vita e alla grande esperienza di sperimentazione e avanguardia degli anni ’60. Dal 1984 infatti gestisce un locale nella Capitale, il “Baronato Quatro Bellezze”, conducendo una vita schiva ed esibendosi per un pubblico di appassionati ogni giovedì sera. Un isolamento rotto soltanto nel 2005 per tornare sul grande schermo recitando nel film di Abel Ferrara durante i titoli di testa di “Mary”. Adesso arriva a Padova per un concerto unico, un “reportage-spettacolo” in cui si mescolano canzoni e performance, foto e video. Un’occasione irripetibile per vedere in scena la verve e la passione di Dominot.  
Dominot, alias Antonio Iacono, nasce a Tunisi, figlio di immigrati di Caltanissetta, e nella città natale incomincia i primi studi di teatro. Giovanissimo, si esibisce, travestito da donna, nel locale “la Pochinierre”. Intorno ai vent’anni si trasferisce a Parigi, dove studia recitazione presso l’Accademia di Teatro con Jacques Toulsa della Comédie Française. Per pagarsi gli studi si traveste e fa spettacoli di spogliarello al “Madame Arthur” (che all’epoca era, in Europa, il più celebre locale di questo tipo) a Pigalle, e canta al Carousel.Successivamente si esibisce anche a Teheran, città in cui vive per un breve periodo. Alla fine degli anni Cinquanta si stabilisce definitivamente a Roma, dove frequenta la café society descritta nel film La dolce vita, senza nascondere la sua omosessualità, e frequentando fra gli altri Giò Stajano e Vinicio Diamanti.
Nel 1958 incontra Federico Fellini, che lo scrittura per una parte nel film La dolce vita. La battuta finale del film spetta proprio a Dominot, che recita sé stesso: un omosessuale dichiarato, nonché travestito, nella Roma degli anni Sessanta.
Negli anni Settanta si dedica al teatro d’avanguardia, con il regista teatrale Giancarlo Nanni.
Nel 1984, infine, Dominot apre un locale a Roma, Il baronato quattro bellezze, dove si esibisce en travestì cantando il grande repertorio della musica francese d’autore, da Edith Piaf a Juliette Gréco.