Dopo il convegno promosso da Donne CooperAzione, cinque proposte alla Regione: un tavolo permanente, bandi più accessibili e formazione per imprese cooperative e pubblica amministrazione.
Economia sociale, le cinque richieste di Confcooperative alla Regione
Economia sociale e cooperazione chiedono un posto più centrale nelle politiche del Veneto. Da Padova arriva la proposta di un Piano d’azione regionale, accompagnato da un tavolo permanente di confronto e da strumenti di finanziamento più adatti alle caratteristiche delle imprese cooperative. Le richieste sono emerse dal convegno «Economia sociale. Una storia costituzionale, una pratica cooperativa», promosso il 6 novembre da Confcooperative Donne Cooperazione Veneto alla Fondazione OIC, in via Toblino.
Al centro dell’incontro, il collegamento tra i principi di uguaglianza e partecipazione delle Madri Costituenti e il ruolo delle cooperative nell’economia contemporanea. Il confronto ha portato alla presentazione di cinque proposte alla Regione: un Piano d’azione dedicato, un organismo permanente di coordinamento presso il Consiglio generale dell’Economia del Veneto, il rafforzamento delle politiche sui servizi di interesse economico generale, bandi accessibili anche alle imprese con attività diversificate e percorsi formativi rivolti a ITS Academy, università e personale della pubblica amministrazione.
Il peso delle cooperative nell’economia veneta
La richiesta riguarda anche settori molto diversi tra loro: dalla sanità all’edilizia sociale, dal trasporto pubblico al turismo accessibile. Confcooperative chiede che i finanziamenti non siano vincolati esclusivamente ai codici Ateco, così da non escludere realtà che operano contemporaneamente in più ambiti.
Nel corso dell’incontro, il presidente di Confcooperative Veneto Paolo Tiozzo ha ricordato il peso della componente femminile: nelle cooperative aderenti all’organizzazione, il 61% degli occupati e il 40% dei soci è donna. L’assessore regionale Massimo Bitonci, intervenuto nel confronto istituzionale conclusivo, ha invece richiamato la dimensione del comparto: secondo i dati citati, in Italia operano 60mila cooperative, il 10% delle quali in Veneto.
Un settore che comprende anche servizi di prossimità e assistenza, come dimostra a Padova l’esperienza del Consorzio Veneto Insieme e delle cooperative coinvolte nell’assistenza domiciliare. Il confronto si inserisce nel percorso del Piano d’azione nazionale per l’economia sociale, esaminato dal Consiglio dei ministri il 2 luglio 2026. Tra le proposte avanzate a Padova figura ora anche l’istituzione di un tavolo permanente per coordinare le politiche regionali dedicate al settore».
