Gang cinese sgominata dai carabinieri di Padova

 

Uno era già all’aeroporto di Milano in procinto di lasciare l’Italia per fare rientro in Cina, l’altro si nascondeva in una sorta di chinatown in Provincia di Venezia: entrambi fanno parte della banda di cinesi che da quest’anno terrorizza i commercianti connazionali della Provincia di Padova con rapine e sequestri di persona. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del comando Provinciale di Padova, a conclusione di una frenetica attività d’indagine, non gli hanno lasciato scampo, eseguendo un provvedimento di fermo emesso dal Pubblico Ministero Dott.ssa Paola De Franceschi, titolare dell’indagine. I due cinesi, unitamente ad altri complici ancora in corso di identificazione, avevano trovato nelle rapine e nei sequestri di persona una facile e proficua fonte di guadagno. Come obbiettivo avevano scelto gli esercizi commerciali dei loro connazionali, in prevalenza bar nonché le abitazioni di pertinenza dove venivano custoditi gli incassi. Frequentemente, infatti, gli esercenti cinesi dimorano in appartamenti situati sopra l’attività lavorativa o nelle immediate vicinanze.

Il modus operandi era sempre lo stesso: diversi sopralluoghi effettuati nei giorni precedenti la rapina per accertare l’orario e di apertura di chiusura, il numero delle persone presenti a servire, eventuali elementi di disturbo, come allarmi o vigilanza, la frequenza dei depositi e le modalità con cui venivano gestiti gli incassi. Poi l’assalto al locale, sempre a ridosso dell’orario di chiusura, armati di pistole e di coltelli da cucina. Il momento propizio veniva scelto in funzione del fatto che non ci fosse nessuno nei paraggi. Non era necessaria l’adozione di un travestimento particolare poiché confidavano sull’impunità garantita dalla enorme difficoltà di svolgere indagini nel “mondo” dei cinesi, dettata anche dal fatto di potersi esprimere in dialetti che pochi riescono ad interpretare.

Disoccupati e con debiti di gioco da saldare, i due stavano progettando altre rapine per garantirsi un consono tenore di vita a scapito dei loro connazionali che lavorano onestamente. Questa mattina l’epilogo con il fermo eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo.