Giovani e impresa a Padova: un rapporto difficile. L’analisi del presidente Ascom Patrizio Bertin

 

“Avessimo mai avuto bisogno di conferme, ce le ha fornite il Servizio Studi della Camera di Commercio di Padova: se l’Italia non è un Paese per giovani, nemmeno la nostra provincia lo è. Però per fortuna ci sono le donne!”

Il presidente dell’Ascom, Patrizio Bertin, condensa in una battuta ciò che emerge dai dati diffusi nei giorni scorsi dal Servizio Studi camerale e relativi alle imprese straniere (con un focus sulle extracomunitarie), a quelle guidate da donne e a quelle degli under 35. E ciò che emerge è che la statistica certifica ciò che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi, ovvero che, pur rallentando la crescita in misura importante, aumentano le imprese straniere. Certifica inoltre che le donne, pur tra mille difficoltà, sembrano avere una marcia in più e che i giovani, nonostante i bei discorsi della politica che a loro non fa mai mancare un appoggio “a parole” ma nei fatti li lascia in balia di se stessi, trovano grandi difficoltà quando si tratta di fare impresa.

Ma cosa dicono i dati riferiti alla fine del 2017? Dicono che le imprese straniere aumentano di 55 unità in termini assoluti e di un +0,7% in termini percentuali. Tra le tre tipologie di imprese analizzate è il dato migliore, ma è decisamente sottotono rispetto agli anni 2012-2015 quando la percentuale di crescita delle imprese straniere viaggiava ad un ritmo del +6,4%.

A rallentare la corsa è soprattutto il commercio (-1,9%), mentre costruzioni (+0,5%) e manifatturiero (+0,2%) aumentano sì ma in misura molto contenuta. A far pendere l’ago della bilancia in territorio positivo ci pensano dunque gli altri servizi personali (+6,6%), i servizi di alloggio-ristorazione (+4,7%) ed i trasporti (+3,8%). In valori assoluti il saldo tra imprese iscritte e cessate nel 2017 rimane positivo (+174 unità che rappresentano la somma algebrica tra 949 iscrizioni e 775 cessazioni).

Analoga tendenza per le imprese extracomunitarie che registrano un aumento del +0,3% (+21 unità) con una variazione che, sia in percentuale che in numeri assoluti, è la meno significativa dal 2012.

“Anche in questo caso – analizza Bertin – a rallentare la crescita è soprattutto il commercio (-2,5% superiore quindi a quanto avviene per l’insieme delle imprese straniere), ma anche il manifatturiero (-1%), si contrae, mentre aumentano le costruzioni (+0,8%) i servizi personali, i trasporti e la ristorazione”.

Capitolo imprese femminili. Qui la dinamica è leggermente positiva: cresce infatti del +0,3%. Il che significa che migliora il risultato del 2016 (+0,1%), ma va sotto rispetto al 2015 quand’era del +1,5%.

“Anche nell’universo imprenditoriale femminile – commenta il presidente dell’Ascom – il commercio ed il manifatturiero sono fermi al palo mentre arretra l’agricoltura (-2,2%), crescono i servizi vari alle imprese (+3,9%), le attività professionali (+3,3%) e, in misura più contenuta, i servizi personali (+1,2%), l’alloggio-ristorazione (+1,1%) e le attività immobiliari (+0,6%)”.

Tradotto in numeri assoluti significa +204 unità che sono la risultante di 1.371 iscrizioni e 1.167 cessazioni.

E con questo veniamo alle imprese gestite da giovani.

“Con queste c’è poco da stare allegri – conferma il presidente dell’Ascom – perchè la flessione del -4,4% di fine 2017 va ad aggiungersi a quella del 2016 (-4,5%). Non che Padova sia molto diversa dal resto del Paese (a livello regionale siamo al -4,1% mentre a livello nazionale registriamo un -2,9%), ma ciò non toglie che la dinamica sia alquanto preoccupante soprattutto in alcuni comparti”.

Crollano infatti le costruzioni (-11,5%) ed il manifatturiero (-8,2%), ma anche il commercio non va bene visto che flette del 6% e persino i servizi di alloggio-ristorazione (-2,6%) e gli altri servizi personali (- 1,4%) contribuiscono a dare delle imprese giovanili un quadro piuttosto fosco nonostante si registri una crescita in agricoltura e nei servizi finanziari (+4% in entrambi i casi) oltre che nei servizi destinati all’istruzione”.

Un dato che sembrerebbe in contrasto con quanto affermato (ma giustificato dai rilevatori del Servizio Studi della Camera di Commercio di Padova che lo attribuiscono o al superamento del limite dei 35 anni o a fenomeni di carattere amministrativo) è quello relativo ai valori assoluti che, per ciò che attiene ai giovani, registra un +695 unità (1.326 iscrizioni contro 631 cessazioni).

“Quello che emerge – conclude Bertin – da questa mole di dati è che fare impresa non è mai facile ma non lo è soprattutto per i giovani che trovano troppo spesso ostacoli durissimi non solo nella burocrazia e in un fisco che non lascia scampo, ma trova ostacoli che diventano quasi insuperabili quando si parla di credito. Ed è proprio sul credito che l’Ascom, col suo Fidimpresa & Turismo Veneto, può fare la differenza accompagnando i giovani imprenditori in quello che, diversamente, rischia di essere un percorso ad handicap”.