Italia in Comune: il nuovo partito che piace anche a Coalizione civica, fuoriusciti del Movimento 5 stelle ed ex in cerca di una casa politica

 


C’era l’europarlamentare David Borrelli, fino a pochi mesi fa l’uomo del Movimento 5 stelle in Europa. C’era l‘ex consigliere regionale Antonino Pipitone e ben due assessore di espressione civica: l’assessora alle Pari opportunità Marta Nalin e quella al verde Chiara Gallani. Insomma c’è tanto interesse attorno al nuovo soggetto politico presentato questa mattina alla Fornace Carotta di Padova “Italia in Comune“. Fondatore del movimento il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, a cui è andato il saluto dell’assessora Nalin.
“E’ un percorso molto interessante, – ha detto l’assessora Nalin – in linea con i principi ispiratori del nostro movimento. Noi abbiamo sempre pensato alle città come occasione per ricostruire una Italia e una Europa diversa. L’attenzione da parte nostra c’è e seguiamo con attenzione e interesse questo percorso, con me prima c’era anche l’assessore Marta Gallani e auguriamo a tutti buona strada e buon lavoro”.
Ad aprire i lavori dell’assemblea è toccato ad un altro padovano, Damiano Fusaro, sindaco di Granze che ha poi passato il testimone ad Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e coordinatore nazionale del nuovo partito e di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, grillino eretico (fu il primo sindaco di una città capoluogo del Movimento 5 stelle) e guest star della mattinata padovana.
“Fu a Vicenza che ho incontrato Federico Pizzarotti – ha raccontato Alessio Pascucci – a margine di una assemblea dell’Anci, e ci siamo trovati subito d’accordo. Il 15 di aprile abbiamo costituito il partito, e non bisogna avere paura di questa parola. Quando è nata Italia Comune noi non avevamo nessuna idea che sarebbe nato un governo Lega – 5 stelle. Come primo documento abbiamo scritto una carta dei valori, perchè non esiste in noi l’idea che si mettono insieme pezzi di altri partiti per prendere voti. Secondo noi occorre costruire un percorso culturale e politico prima ancora dell’orizzonte elettorale”.
Ci tiene a sottolineare che Italia in Comune non è il “Partito di Pizzarotti” il primo cittadino di Parma che alle domande dei giornalisti all’arrivo in Fornace Carotta si è schernito da qualsiasi personalismo: “i partiti tradizionali si confrontano solo sul “chi mi sta più simpatico” e non si parla più di cultura di ambiente di sociale. Noi stiamo guardando ad uno spazio politico che sta. sui contenuti e sul merito. .
È evidente che questa manovra è buttata in avanti, per giocarsela anche sul piano elettorale nel caso di una bocciatura dell’Europa. Intanto c’è una perdita di miliardi di euro sui mercati. L’Italia è nel pieno di una diffidenza da parte degli investitori internazionali, ciò genera una mancanza di risorse che si ripequoterà anche nei prossimi anni”.
Ma allora qual è la caratteristica fondamentale di questo partito “Italia in Comune”?
“Europeista – ha spiegato ai cronisti Pizzarotti – Italia in Comune è un partito che mette al centro le persone, in una logica di solidarietà. Non parleremo di alleanze: il nostro è un messaggio che soprattutto va verso i cittadini che non si riconoscono più su nessuno. A chi mi chiede del Pd dico che è un partito che più che in difficoltà mi appare un partito morto. Il Governo Lega/Movimento 5 Stelle non ci convince e occorre mettere insieme qualcosa che assomigli ad una Lista Civica Nazionale”.
Giorgio Pancotto consigliere comunale di Villafranca Padovana dove è nata la prima sezione in Veneto di Italia in Comune. “Riteniamo che la candidabilità sia un elemento importante da tenere sotto controllo, per esprimere candidati che siano giovani, ma che possano portare al coinvolgimento di persone formate. Noi a Villafranca Padovana parteciperemo con il simbolo di questo nuovo partito”.
Prossimamente sarà aperta anche la sezione di Verona, che sarà capofila di un nuovo gruppo di presidi sul territorio. In Puglia sono state aperte una cinquantina di sezioni e il Veneto punta a fare altrettanto.
Daniele Ferrarin coordinatore vicentino ha spiegato lo stile vicentino del partito. “Bisogna valorizzare ciò che c’è nel territorio – ha spiegato Ferrarin – ed una grande risorsa sono i comitati dei cittadini, e la struttura del volontariato che rendono la città viva. Una città sarebbe piatta senza queste realtà, e da lì noi vogliamo partire per sfruttare a pieno le risorse civili, che possono essere centrali nella nostra azione politica. Nel Veneto noi siamo devastati dalla Tav, senza dare molto di positivo, abbiamo autostrade fatte per nulla, metà della regione che beve acqua contaminata e il Mose che è stata la più grande tangente della storia d’Italia. Noi non saremo il fronte del No, saremo una formazione che darà alternative ai no, a partire dall’ambiente e dal sociale e credo che lavoro ce n’è per tutti”.