La questione dei profughi a Padova: l’analisi dell’ex sindaco Ivo Rossi

 

Ho partecipato oggi ad un interessante incontro confronto – fra amministratori e governo, organizzato dal Pd di Padova – sulla questione di portata epocale dei flussi di profughi che fuggono dai tanti focolai di guerra africani e dei seri problemi legati alla loro accoglienza. Con un puntuale intervento il sottosegretario agli Interni, on. Domenico Manzione, ha messo in evidenza lo sforzo che il governo sta facendo, sul fronte europeo e su quello territoriale, per fornire risposte razionali a questioni che, lette nella loro vera dimensione, sarebbero assolutamente gestibili, ma che troppo spesso vengono agitate in modo assolutamente irrazionale da imprenditori delle paure che, in modo spregiudicato agiscono facendo leva sulle preoccupazioni dei nostri concittadini. Se vivessimo nel migliore dei mondi possibili, le risposte date non potrebbero che essere decisamente convincenti per chiunque, proprio perché fanno i conti con il “vero”, e fanno i conti con il senso di responsabilità solidale di chi ha ruoli pubblici, a qualsiasi livello siano esercitati. Il primo requisito richiesto, in uno stato di diritto, è che ogni “potere” concorra, ognuno per la sua parte, alla soluzione dei problemi da affrontare e che ognuno rimanga nel proprio ambito rispettando i vincoli posti dall’ordinamento. Si tratta di un principio basilare di funzionamento di uno Stato. Funziona così dappertutto, anzi funzionava. A Padova, abbiamo invece un potere che si immagina potere assoluto, fuori da ogni vincolo, non soggetto alla legge, che anzi sfrutta in modo paradossale le norme per generare conflitti con gli altri organi dello stato, genera una situazione che pone problemi politici nuovi a cui la razionalità, da sola, difficilmente è in grado di fornire una risposta. Il sindaco, che a colpi di Ordinanze, ancorché ridicole, sfida il Ministero degli interni, rappresentato dalla Prefettura, genera coscientemente e scientificamente un conflitto che va al di là dei problemi sul tappeto, immaginandosi stato nello stato. Il sindaco, firmando l’ordinanza di sgombero dell’area demaniale organizzata dalla Prefettura, è evidente si sia immaginato un film in cui la Polizia Locale al suo comando sarebbe stata chiamata a notificare l’atto ai Carabinieri e alla Polizia. E’ evidente che abbiamo a che fare con uno che agisce scientificamente per far saltare le condizioni della convivenza civile. Si pone quindi una nuova e inedita riflessione, nei partiti e nelle tante articolazioni sociali che hanno a cuore il futuro di Padova, una riflessione che faccia i conti con una situazione in cui la città diventa ostaggio del delirio ossessivo di chi non si preoccupa della sua crescita, del buon funzionamento dei trasporti, della sua pulizia, dello sfalcio dell’erba alta dei parchi, dell’avvio di cantieri come quello del centro congressi fermo da un anno e mezzo o del nuovo ospedale, ma la usa come sfondo per le sue guerre di potere interne alla lega.

Ivo Rossi

Ex sindaco di Padova