Sicurezza razzismo e quella partita che si gioca sulla pelle dei piu’ deboli

 

C’è uno scontro tra ultras in corso a Padova. Da una parte i cantori del “bisogna fare pulizia”, dove lo sporco sono tutti quelli che non hanno la pelle bianca, un po’ perchè sono sudici, un po’ perchè sono neri, che forse in fondo è lo stesso per chi pronuncia parole come “degrado” e pensa “straniero”. Clicca qui per vedere il video di un romeno disabile che chiedeva la carità in centro storico a Padova, schiacciato a terra da quattro vigili urbani
Dall’altra i fautori del tutto e subito per tutti. Quelli che occupano le case, mettendo la parola fine sulla presenza in graduatoria delle famiglie che occupano, o che teorizzano il reddito di cittadinanza per tutti, senza domandarsi poi con che risorse lo si pagherà. “Stiamo prendendo la rincorsa” scrivevano su un sito internet disobbediente gli attivisti della galassia di associazioni anti razziste, antifasciste, come se anti razzismo e antifascismo si potessero brevettare con un marchio registrato. Le stesse associazioni hanno  patrocinato, guarda caso in campagna elettorale, casi che rischiano di ritorcersi contro una intera comunità, come quella del nigeriano ora nei pasticci per calunnia e resistenza nei confronti dei vigili urbani. Clicca qui per leggere l’articolo del Mattino di Padova
Il campo di battaglia di questo scontro politico tra estremi è la pelle dei più deboli, che rischiano di veder peggiorare la sempre più precaria situazione esistenziale che si trovano a dover sopportare, mal sopportati da una città che sembra aver perso i sentimenti di solidarietà e a volte anche solo di umana pietà.
Distinguere tra poveracci e delinquenti è fondamentale per non snaturare alla radice l’anima di una delle città più civili d’Italia. Fare la lotta a poveri anzichè alla povertà è un errore che ucciderebbe la dignità e sconfesserebbe la storia di Padova, la città di Sant’Antonio e del Cuamm, solo per fare due esempi. E sarebbe forse ora che il vescovo facesse sentire la sua voce. Essere accondiscendenti verso chi commette un crimine (come racconta un articolo del Gazzettino di oggi, clicca per leggere l’articolo) invocando attenuanti su base razziale, è razzismo a sua volta. Ha ragione Massimo Bettin, segretario provinciale del Pd, che oggi sul Corriere del Veneto spiega come certe crociate dell’attuale Giunta rischiano di creare tensioni sociali. Ma attenzione che, finiti i festival in giro per il Veneto, non arrivino i soliti noti a strumentalizzare queste tensioni, cavalcando l’onda della legittima indignazione per farla diventare militarizzazione delle piazze a favore di telecamere e fotografi in nome di un asserito antifascismo. Clicca qui per leggere l’annuncio della “rincorsa” che starebbero prendendo gli attivisti dei centri sociali
Sarebbe una radicalizzazione dello scontro che Padova ha già vissuto e che darebbe armi in più al già fornitissimo arsenale della stupidità razzista.

Alberto Gottardo