Troppe lungaggini dalla Regione: H Farm minaccia di traslocare il campus a Milano. Donadon: “Sono sconcertato”

 

Dopo mesi di attesa e numerose proroghe, la Commissione VIA della Regione Veneto ha decretato l’assoggettabilità del progetto H-CAMPUS a VIA, posticipando così ulteriormente l’ampliamento del polo dedicato ai giovani e alla formazione, destinato a diventare un bacino di talenti strategico per l’intero Paese.

Sono davvero sconcertato, arrabbiato e deluso da questa decisione che trovo assurda e incomprensibile.” dichiara Riccardo Donadon, fondatore di H-FARM – “I mali del nostro Paese si trovano purtroppo anche nella nostra splendida Regione che non ha saputo in due anni e mezzo, dall’inizio dell’iter, approvare un progetto che vede la realizzazione di una scuola, un polo di formazione unico, in grado di portare cultura, ricchezza e opportunità a tutto il territorio. Sono innervosito dalla cecità di chi ci circonda che ancora ci vede come “quelli che fanno le startup”, ma non hanno capito che oggi siamo una realtà di oltre 500 persone, che paga 20milioni di euro all’anno di stipendi, formata non da ragazzini, ma da uomini e donne che lavorano, che hanno una famiglia e che sono il presente e futuro del nostro Paese. Questa mattina una bambina della scuola timidamente mi ha chiesto: ‘..è oggi che decidono se potete costruire la nostra scuola vero? ma perché non vogliono?’ domani cercherò di spiegarglielo. Ma sono veramente tanto deluso, stiamo parlando di 65milioni di euro, di 350 operai del territorio che stanno aspettando per costruire, ma come si fa… a bloccare la costruzione di una scuola.

In questi mesi in tante occasioni sono rimasto allibito da come la burocrazia abbia svilito il lavoro dei 22 professionisti che ci stanno accompagnando in questo percorso, senza avere l’attenzione di approfondire veramente il nostro lavoro. Abbiamo protocollato oltre 1000 pagine a sostegno del nostro progetto e onestamente credo che pochi le abbiano mai lette.
Sono curioso di vedere cosa farà ora la commissione VIA di tanto diverso da quanto fatto fino ad oggi, perché non credo che ci possano essere questioni da noi sottovalutate visto che è nostro primario interesse garantire i nostri studenti. Sono quindi spaventato da quello che probabilmente sarà un inutile balletto che rischia di rallentare ulteriormente la possibilità per oltre 1000 studenti di avere accesso ad un polo di innovazione e di cultura unico non solo in Italia, ma anche in Europa. In parallelo ora valuteremo se spostare questi 65milioni di investimenti nell’area di Milano che sarebbe entusiasta di accoglierci anche se sarebbe un enorme sconfitta per il mio territorio per il quale forse provo un amore esagerato.”
La decisione della Commissione giunge nonostante un percorso di confronto e un processo autorizzativo cominciato più di due anni fa, l’8 febbraio 2016, che ha ricevuto da subito, da parte del Governatore e della Regione Veneto, l’Interesse Strategico Regionale dati gli elementi di forte sostenibilità e il positivo e importante impatto economico e sociale sul territorio. Anteo, spin-off di Ca’ Foscari ha infatti certificato una ricaduta operativa sul territorio circostante al campus di oltre 8.7 milioni di euro all’anno.
Il progetto condiviso con la Regione Veneto e le amministrazioni dei Comuni di Roncade e Quarto d’Altino sul finire del 2015; ha visto seguire l’Accordo di Programma che ne ha sancito la fattibilità e una completa VAS (Valutazione Ambientale Strategica) con esito favorevole.

Nel novembre scorso H-FARM e Cattolica Immobili hanno scelto autonomamente, in un’ottica di totale trasparenza, di avviare la Procedura di verifica di assoggettabilità a VIA per certificare in maniera definitiva l’assenza di impatti negativi sul territorio e sbloccare la situazione e uscire così da un ingarbugliato iter burocratico. Tutti gli enti hanno espresso parere favorevole, ben 25 pareri, 7 dal solo Genio Civile in merito alle tematiche idrauliche, per demolire un’assurda tesi di onda di tsunami dal fiume Piave che dopo 14km di distruzione e morte arriverebbe a bagnare le scarpe dei bambini del campus che ovviamente sarebbero tranquillamente lasciati a casa o evacuati prontamente sui tetti della scuola come concordato nel piano redatto ed approvato dalla Protezione Civile.

Tutto questo non è bastato: dallo scorso gennaio, mese in cui la Commissione avrebbe dovuto esprimersi, è iniziato un valzer di proroghe che si è concluso solo oggi con il parere negativo e l’obbligo di assoggettabilità a VIA. Una decisione che fa slittare un’opportunità di crescita e cambiamento concreta per il Paese, spostando l’avvio dei lavori a data da destinarsi, ma che, se fosse stata espressa entro i tempi annunciati, avrebbe potuto drasticamente limitare i ritardi.

Una decisione amara dato che si sta parlando di rallentare la costruzione di una SCUOLA, di un polo di formazione innovativa, che oltre a portare benefici a tutto il territorio, in termini di indotto, aggrega tanti giovani talenti, tanto necessari oggi per soddisfare l’enorme necessità di personale qualificato nel settore dell’innovazione nel fitto tessuto imprenditoriale regionale.