Elezioni comunali: Pd e Coalizione civica sempre più distanti dall'accordo

Rottura. Corse separate. Chissà se c'è mai stata la volontà da ambo le parti per unirsi con una candidatura unica contro Massimo Bitonci, che invece può contare su un fronte monolitico a suo sostegno. Certo è che almeno a leggere i giornali di oggi lo spazio di manovra pare essere meno di zero. Il termine per lanciare le primarie del centrosinistra è scaduto ieri e da via Beato Pellegrino, denunciano da Coalizione civica, nessuna disponibilità. Quindi Pd avanti con Sergio Giordani, candidato che piace anche all'ex forzista Giustina Destro, e invece Arturo Lorenzoni che correrebbe da solo al primo turno. Tra le cose più lucide lette in queste ore in cui si è aperta l'ennesima rissa tra sostenitori dell'una e dell'altra fazione del centrosinistra, a mio avviso la scrive Amedeo Levorato, per anni manager della cosa pubblica, che è riuscito, solo per fare due esempi, a mettere in ordine i conti di Telerete ed a far realizzare la linea del tram stazione - Pontevigodarzere senza un euro di finanziamento statale, mantenendo al contempo i conti di Aps Mobilità in ordine. Scrive Levorato: "La sinistra - non Lorenzoni - non riesce a rinunciare al proprio ruolo di opposizione militante. Ma attenzione a tutti: là fuori ci sono elettori stanchi, sfiduciati e critici. Non è della sinistra il primato di verginità e innovazione. Non si può collaborare, come nel 2014 con Fiore, con l'arma del no puntata alla tempia. Tutte le belle idee prendono la strada dell'irrealizzabilita', un gesto di grave incoerenza". Scrive sempre su facebook Nicola Rampazzo, uno dei leader di Coalizione Civica e tre anni fa anima assieme a Francesco Fiore di Padova 2020: "Abbiamo chiesto in tutti i modi di dare la parola ai cittadini elettori. Purtroppo abbiamo avuto in risposta solo offerte di poltrone. Coalizione Civica è nata proprio per combattere questo modo di far politica, rimettendo al centro la #partecipazione della gente. Andiamo avanti". Avanti verso la vittoria o verso la sconfitta, lo diranno le urne a fine giugno. 

 

Alberto Gottardo