Partecipazione e referendum: Giordani e Lorenzoni presentano la riapertura a quartieri ed associazioni

Un governo basato sulla partecipazione: Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni hanno spiegato come intenderanno amministrare la città in maniera partecipata, coinvolgendo i cittadini.

«Una città complessa come Padova si deve governare assieme, facendo dialogare i diversi mondi che la compongono con le migliori e più innovative tecniche di partecipazione, altrimenti si creano conflitti, malumori ed inefficienze e di conseguenza povertà» spiegano i due presentando i punti principali del loro piano per la partecipazione cittadina nel prossimo quinquennio".

«Riattiveremo da subito il tavolo delle Associazioni istituito a Padova anni fa, in rappresentanza del Registro delle Associazioni – sottolinea Lorenzoni – Porteremo a Padova, tramite le case di quartiere, il bilancio partecipato e con esso la possibilità per cittadini e associazioni di interloquire con l'amministrazione locale con progetti e priorità e di decidere l'allocazione di parte della spesa pubblica, indicando cosa va fatto prioritariamente in quartiere, come si fa da anni in importanti città europee come Torino e Bruxelles. A Torino le case di quartiere sono un successo con la rivitalizzazione di parti degradate della città. Vogliamo che il budget che in precedenza era destinato ai consigli di quartiere, circa sei milioni di euro, torni ad essere di competenza del quartiere, attraverso la partecipazione dei cittadini nei Comitati di quartiere, moderati da facilitatori. Oltre ai Comitati di quartiere, previsti da statuto, ma mai fatti partire da Bitonci per beghe politiche pensiamo di istituire poi dei tavoli di lavoro sui grandi temi, con il metodo partecipativo di Agenda21, in maniera che si possa arrivare in maniera rapida a una partecipazione diretta di indirizzo all'amministrazione».

«Per noi i cittadini non sono e non saranno una seccatura ma al contrario una risorsa. Ascoltare le loro proposte ma anche le loro critiche ci aiuterà a amministrare meglio – sottolinea Sergio Giordani - Vogliamo essere controllati e giudicati perché non abbiamo nulla da nascondere e non facciamo gli interessi di nessuno se non dei cittadini padovani. Ricordo che abbiamo deciso di svolgere annualmente una Consultazione Popolare in cui tutti i cittadini potranno esprimere la loro opinione sul nostro operato. Ancora, abbiamo pensato di riconoscere il valore civico dell'impegno dei cittadini che ci suggeriranno interventi per migliorare la nostra città: sarà un piccolo premio non in denaro, ma sotto forma ad esempio di abbonamenti al bus o al teatro. Come ha già detto Arturo, metteremo a disposizione dei quartieri 6 milioni di euro, che recupereremo tra gli sprechi della gestione opaca della amministrazione Bitonci. Saranno i cittadini a indicarci le loro vere priorità rione per rione. Dobbiamo ripartire dalla base – ribadisce Giordani – tornando a dare trasparenza e reale diritto di accesso civico agli atti dell'amministrazione, che la precedente amministrazione cercava di negare perfino ai consiglieri di opposizione. A questo proposito il nostro approccio sarà assolutamente diverso. Ho letto con attenzione il programma del Movimento Cinque Stelle è ho trovato dei punti che non ho alcun problema a dire che possiamo accogliere, già dalle prime fasi del mandato aprirò con il Movimento un confronto per verificare assieme i punti qualificanti della loro proposta su cui avviare una riflessione assieme. Uno di questi punti è la proposta della Commissione di Vigilanza Anticorruzione in Consiglio sulla quale apriremo un dialogo anche con le opposizioni».

«Con Simone Borile c'è sempre stato rispetto reciproco in questa campagna e ritengo che si lavorerà insieme in modo costruttivo» commenta Lorenzoni.

«È davvero una grande rivoluzione per questa città - concludono i due - I padovani sono abituati, dopo la scomparsa dei consigli di quartiere, ad avere tre minuti di tempo a testa per parlare con le istituzioni, che nel caso della Giunta passata erano quelli graziosamente concessi dal "sindaco" ai sudditi durante le sue udienze. Sempre che i cittadini si comportassero bene e non lo criticassero».