Affitti a Padova, il canone libero sale del 43%: l’UPPI chiede un nuovo accordo

 

Il mercato degli affitti a Padova si trova davanti a un divario sempre più ampio tra contratti a canone libero e canone concordato. L’UPPI chiede di riaprire il confronto tra proprietari e inquilini per aggiornare l’Accordo territoriale e rendere più conveniente l’offerta a canone concordato

Affitti a Padova, cresce il divario tra mercato libero e canone concordato

Affitti a Padova sempre più distanti tra mercato libero e canone concordato. È quanto emerge da un’analisi diffusa dall’UPPI, l’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, che ha messo a confronto l’andamento delle locazioni tra ottobre 2019 e luglio 2026. Secondo i dati dell’associazione, nello stesso periodo il canone libero avrebbe registrato un aumento nominale del 43%, mentre i valori del canone concordato sarebbero rimasti invariati.

Dal 2019 al 2026 il mercato è cambiato

Secondo l’analisi dell’UPPI, nel 2019 il prezzo medio stimato per gli immobili affittati a Padova era di 9,6 euro al metro quadrato per il mercato libero e di 6,5-7,5 euro per il canone concordato. Nel 2026 il canone libero viene invece stimato tra 11,6 e 12,9 euro al metro quadrato, con punte superiori ai 14 euro nelle zone del Centro, della prima Arcella e dell’area universitaria. Per il canone concordato, invece, l’associazione segnala valori rimasti agli stessi livelli. L’UPPI parla quindi di una forbice che si è progressivamente allargata tra le due modalità di locazione.

L’UPPI: serve aggiornare l’accordo

L’associazione dei piccoli proprietari sostiene che la situazione renda necessario riaprire il confronto con le organizzazioni che rappresentano gli inquilini per arrivare a un nuovo Accordo territoriale. A Padova l’accordo attualmente in vigore è stato sottoscritto nel febbraio 2023 e stabilisce i criteri per i contratti a canone concordato, per quelli transitori e per le locazioni destinate agli studenti universitari. Il Comune conferma che i canoni vengono determinati entro valori minimi e massimi stabiliti dall’accordo. Secondo l’UPPI, però, l’attuale sistema non sarebbe più adeguato all’evoluzione del mercato. L’associazione sostiene che il mancato aggiornamento dei valori abbia contribuito ad ampliare la distanza tra canone concordato e libero mercato.

Meno convenienza per i proprietari, meno offerta per chi cerca casa

Nel documento diffuso dall’UPPI vengono indicati anche alcuni effetti che, secondo l’associazione, deriverebbero da questa situazione: una maggiore distanza tra i prezzi, uno spostamento verso il mercato libero e gli affitti brevi e una riduzione degli immobili disponibili per le famiglie. Il tema riguarda anche gli studenti, per i quali il Comune prevede specifici contratti di locazione a canone concordato. Il problema dell’offerta abitativa resta particolarmente rilevante in una città universitaria come Padova, dove il mercato delle stanze continua a essere seguito con attenzione anche per l’avvicinarsi del nuovo anno accademico.

Il nodo del nuovo Accordo territoriale

La richiesta dell’UPPI è quindi quella di aggiornare i valori dei canoni per ridurre il divario con il mercato libero e rendere nuovamente più interessante questa forma contrattuale per i proprietari. È una proposta che apre però a un nuovo confronto tra le organizzazioni della proprietà e quelle degli inquilini. L’obiettivo indicato dall’associazione è aumentare l’offerta di abitazioni a canone concordato per famiglie, lavoratori e studenti, intervenendo su un mercato che negli ultimi anni ha visto crescere sensibilmente i canoni liberi.

Ladyslasi Piccolo

Nato a Kinshasa, Repubblica democratica del Congo, il 15 gennaio 1999, vive in Italia dal 2001 e risiede a Padova. Si è laureato al DAMS e ha conseguito la laurea magistrale in Informazione, Culture e Organizzazione dei Media all’Università di Bologna e ha svolto un periodo Erasmus a Bordeaux. Appassionato di attualità, sport e politica, sta costruendo il proprio percorso nel mondo dell’informazione seguendo notizie ed eventi del territorio