Arianna: l’azienda italiana che veste di luce Roma e La Valletta

 

“Le richieste dei big mondiali sono state pressanti: ma Arianna, il gioiello della luce combinata con i suoi esclusivi brevetti, resta solidamente in mani italiane.” I soci di maggioranza Luigi Rossi Luciani e Luigi Nalini, presidenti delle omonime società SAPA, annunciano investimenti importanti nel prossimo triennio per Arianna di Brugine (Pd), la Società di illuminazione nata dai brevetti di Alberto Giovanni Gerli: una nuova generazione di punti luce a infinite combinazioni che consentono soluzioni di illuminazione, consumo e sicurezza, calcolate e costruite con precisione assoluta. Un sistema che, specie nelle gallerie e nei più complessi contesti di sicurezza, si è subito fatto spazio: nel 2018 è stato scelto dal 50% degli aggiudicatari delle gare Anas Greenlight per la riqualificazione dell’illuminazione delle gallerie in esercizio; e nel 2019 con l’acquisizione di una serie di importanti commesse in Italia e all’estero, l’azienda padovana si appresta a diventare la seconda compagnia di illuminazione europea in questo segmento.

Per il 2018 la previsione di fatturato è superiore a 10 milioni di Euro, grazie anche a interventi particolarmente significativi: oltre al progetto Anas, il Comune di Roma, la città di La Valletta a Malta e progetti di illuminazione pubblica negli Emirati Arabi. In un mercato presidiato dalle multinazionali l’Azienda amministrata da Christian Mazzola, sulla base di gare aggiudicate o in avanzata trattativa, e grazie ai nuovi investimenti, prevede nel triennio 2019/2021 di raddoppiare il fatturato attuale, e di raddoppiare anche la sua squadra di professionisti iperspecializzati.

Nel triennio è prevista anche una forte crescita del nuovo settore illuminazione sportiva che, sempre grazie ai brevetti dell’azienda, riduce consumi e manutenzioni, e migliora considerevolmente la visione per spettatori e riprese televisive: lo stadio di Rugby di Tauranga, uno dei maggiori centri della Nuova Zelanda, si è rivolto proprio all’azienda padovana per assicurarsi questi elevati standard energetici e qualitativi.

“Nei prossimi anni – conclude l’ing. Mazzola, Ceo di Arianna– le esportazioni peseranno fino al 60%. Per rimanere competitivi in questo mercato fortemente selettivo dobbiamo continuare la ricerca: ora stiamo lavorando su un apparecchio di illuminazione che dialoga con l’ambiente, le persone e le cose che lo circondano. Sì, lavoriamo per una “luce che pensa”, perché proprio questo farà la differenza.“