Ospedale a Padova est: Coalizione civica parla di un bluff di Zaia

 

Da Coalizione Civica, formazione politica che ha sostenuto in campagna elettorale la candidatura a sindaco dell’attuale vice di Sergio Giordani, riceviamo e pubblichiamo:
“Il tavolo tecnico di ieri tra Regione, Università, Provincia e Comune per l’ospedale di Padova si è concluso con un bluff di Zaia.
Il presidente del consiglio regionale ha infatti avanzato 3 proposte, tutte volutamente provocatorie rispetto alle vere necessità dei Padovani, che non hanno alcuna convenienza né dal punto di vista economico, né dal punto di vista sanitario, né dal punto di vista ambientale.

È risultato evidente come a Zaia e alla giunta regionale leghista non interessi potenziare la sanità a Padova, ma solo mettere alle strette l’Amministrazione Comunale per vendicare la sconfitta elettorale subita da Massimo Bitonci a giugno, cacciato dopo 3 anni di pessima amministrazione.
Bitonci infatti era disponibile a regalare i terreni di proprietà pubblica di Padova Est alla Regione, portando via l’ospedale dall’attuale sede, contrariamente alla volontà espressa dalla maggioranza dei Padovani.
Il fatto che Zaia intenda finanziare un progetto faraonico da oltre un miliardo di euro e che dichiari, tuttavia, che non ci sono le risorse per acquistare il terreno sul quale vorrebbe realizzarlo, la dice lunga sulla credibilità della Regione in materia.
Come Coalizione Civica sosterremo il Sindaco nel difficile lavoro di mediazione che sta svolgendo, restando fermamente convinti che il nuovo ospedale deve sorgere sul sito attuale, nel cuore della città, in stretta connessione con le sedi universitarie, evitando così quel degrado urbano che ha colpito gli ex ospedali di Mestre, Monselice ed Este.

Crediamo che l’ospedale non debba essere solo un nuovo edificio, ma un sistema aperto che all’interno della rete dei servizi sanitari, abbia la funzione di assicurare la cura e il prendersi cura di pazienti complessi non gestibili dai servizi e dalle strutture territoriali; che debba costituire un importante punto d’incontro e integrazione tra assistenza clinica, didattica, ricerca, caratterizzato dalla sinergica compenetrazione tra Scuola di Medicina e Sanità Pubblica; che debba essere parte organica della città, con un intreccio di relazioni sociali, economiche e culturali sedimentate, che coinvolgono un rilevantissimo numero di cittadini.

Qualsiasi proposta non potrà prescindere da questo e non potrà essere giustificata da un tavolo di tecnici, ma dovrà essere il risultato del confronto tra le parti che deve mettere al di  sopra di tutto l’interesse dei cittadini e non le logiche politiche leghiste.
Noi ai bluff di Zaia non cediamo, tantomeno ai suoi ricatti”.