ZLS Veneto, Confapi Padova rilancia Interporto e Bassa: «Misure concrete per le Pmi»

 

Confapi Padova rilancia il confronto sulla ZLS Veneto: l’associazione sostiene l’ampliamento, dove consentito, a partire dall’Interporto e dalle aree produttive della Bassa padovana. Chiede inoltre che le semplificazioni amministrative siano estese subito a tutte le piccole e medie imprese venete.

ZLS Veneto, la proposta di Confapi Padova per le imprese

Ampliare il perimetro della Zona logistica semplificata dove la legge lo permette e, nello stesso tempo, rendere più semplici le procedure per tutte le piccole e medie imprese del Veneto. È la richiesta rilanciata da Confapi Padova nel dibattito regionale.

Interporto e Bassa padovana nel possibile ampliamento

L’associazione indica come punti di partenza l’Interporto di Padova e le aree produttive della Bassa. La proposta, ricorda Confapi, era stata avanzata un anno fa da Conselve e oggi è arrivata al confronto tra le Regioni del Nord.

Nel documento con la posizione sulla Zona logistica semplificata, Confapi distingue due piani. Il primo riguarda l’estensione territoriale della ZLS nelle zone compatibili con la normativa. Il secondo punta a semplificazioni amministrative applicabili a tutte le Pmi venete, anche fuori dal perimetro agevolato.

Che cosa chiede l’associazione

La linea espressa è favorevole all’ampliamento, ma con una condizione: il progetto non deve restare uno slogan. Secondo Confapi servono misure concrete, procedure più rapide e un quadro comprensibile per le aziende che devono programmare investimenti.

La ZLS può offrire agevolazioni e percorsi amministrativi semplificati nelle aree individuate. L’associazione ritiene però che la riduzione della burocrazia debba avere una portata più ampia e produrre effetti immediati sull’intero sistema delle piccole imprese regionali.

Il ruolo logistico di Padova

Il richiamo all’Interporto collega la proposta al ruolo della città nei flussi merci e nei collegamenti tra porto, ferrovia e rete stradale. Il sito ha già seguito i cambiamenti societari dell’infrastruttura con un approfondimento sul nuovo assetto dell’Interporto di Padova.

Il passaggio successivo sarà capire quali territori possano entrare nel perimetro e quali semplificazioni possano essere estese senza attendere l’ampliamento. Per le imprese padovane contano soprattutto tempi certi, regole operative e accesso effettivo agli strumenti previsti.