Sergio Giordani scrive ad Arturo Lorenzoni: prove generali di ticket elettorale?

Il generale prussiano Helmuth Karl Bernhard Graf von Moltke coniò la frase "marciare divisi, colpire uniti". Lo stesso generale prussiano coniò una regola di selezione dei soldati che poggiava sull'assunto che gli stupidi e volenterosi andassero allontanati dall'esercito poichè in continuazione fonte di danni per sè e per gli altri. Tralasciando di valutare se gli stupidi volenterosi siano stati allontanati dal piccolo plotone che sorregge la candidatura di Sergio Giordani, pubblichiamo questa lettera aperta del candidato del Pd, che piace da matti anche a Giustina Destro ed altri ex di Forza Italia, rivolta al candidato di Coalizione civica Arturo Lorenzoni:
Caro Arturo,
credo che nessuno di noi due avrebbe immaginato qualche mese fa che ci saremmo oggi trovati impegnati in prima persona nella campagna elettorale per l'elezione di Sindaco di Padova.
Penso che ad un certo punto, di fronte a pressioni ripetute di associazioni, movimenti, partiti, singoli cittadini, abbiamo detto un sì con le stesse motivazioni. Il desiderio di fare qualcosa per la nostra città, mossi da una passione civica.
Quella di contribuire a farla tornare ciò che è sempre stata: una bella città aperta al futuro, fiduciosa nelle proprie risorse, a cui piacciono le sfide, in cui sia piacevole vivere, una comunità solidale che sa che la parola fiducia vale molto di più della parola paura per costruire un domani positivo. Una città che ritrovi una sua unità, chiudendo la brutta fase di questi ultimi anni, caratterizzata troppo spesso da distruttive divisioni tra istituzioni e tra i cittadini, dalla coltivazione di paure che bloccano la possibilità di una crescita coraggiosa, da un immobilismo amministrativo che ha fatto perdere parecchie occasioni.
Con questo spirito mi muoverò nella campagna elettorale. Parlando del futuro della città, di ciò che insieme possiamo fare per il benessere dei cittadini, perché ai nostri figli e nipoti possa essere offerto un domani positivo, per vivere la loro vita in una città bella, aperta, dinamica, cui non facciano paura idee nuove.
Sono convinto che su questo piano sono molto di più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono. Che sulle cose essenziali siamo dalla stessa parte. Per questo ti considero un competitore ma non ti considererò mai un avversario. Penso che nella campagna elettorale possiamo proporre ai nostri concittadini il meglio delle nostre proposte, ognuno con le proprie specificità e sensibilità, fermi però nella convinzione che il nostro comune avversario è una destra per niente liberale, che priverebbe la città del futuro che si merita.
Condurrò la campagna elettorale con uno spirito leale, al meglio delle mie possibilità. Nello scenario più probabile, quello di un ballottaggio, saranno gli elettori a decidere chi porterà il peso della sfida decisiva e dovrà essere capace di rappresentare tutti i cittadini che vogliono un cambiamento alla guida della città. Se toccherà a me lo farò con trepidazione, ma con la massima determinazione e convinzione, sapendo di dover rappresentare anche quei cittadini che al primo turno hanno fatto una scelta diversa, ma che il cambiamento lo vogliono.
Se toccherà a te non avrò alcun dubbio nell'impegnarmi con pari determinazione. Perché l'interesse di Padova viene prima di tutto e perché sono convinto che ne varrebbe la pena.
Alcune cose ci dividono caro Arturo, non ci divide però la voglia di costruire una Padova viva e moderna, più attenta agli ultimi è più rispettosa dell'ambiente. Per questo, so che assieme potremo dare un contributo importante a questa città. E vincere la sfida più importante: quella del futuro.

Con viva cordialità
Sergio Giordani