La Marsilio al festival del libro a Torino. Cesare De Michelis intervistato da Lorenza Toson

 

Lorenza Toson ci racconta le novità di Marsilio editore attraverso una frizzante intervista al capo della casa editrice Cesare De Michelis.

Cesare De Michelis, mi aspetta tranquillo seduto in un bar all’aperto.
Legge, naturalmente, le lunghe gambe accavallate, il fisico asciutto, e quella sua aria apparentemente indifferente.
   In realtà nulla gli sfugge.
   Cesare De Michelis – un nome a dire poco importante nel mondo dell’editoria italiana la Marsilio Editore -, non è affatto un individualista. “Tengo molto al fatto che la casa editrice non porti il mio nome. Il nostro è un lavoro di gruppo, un lavoro duro, a volte estenuante, ma mai – ripete – mai deludente”.
   Ha lo sguardo intenso, Cesare De Michelis. Gli occhi azzurro attraversano da parte a parte, trafiggono. Trafiggono autori, libri, studenti ( è anche docente di Letteratura Moderna e Contemporanea all’Università di Padova), un uomo che ha vissuto, vive, vivrà sempre e solo di passioni.
“Mi ritengo un uomo mediocre – dice – non amo gli eccessi, mi piace lo spirito di collaborazione così come scoprire talenti nuovi”.
   E’ adesso a Torino alla XXII Fiera Internazionale  del libro inaugurata questa mattina , al Lingotto.
“Cinque giorni che definisco un’occasione, più che una vetrina. Un occasione per incontrare amici vecchi e nuovi”.
    E l’occasione anche  per presentare in anteprima nazionale il film “Uomini che odiano le donne”, il primo romanzo della trilogia di Larsson Stieg; un successo planetario che Marsilio ha offerto al pubblico italiano.
   Il film – uscirà nelle sale il 29 maggio -, (regia di Niels Arden Oplev, cast Noomi Rapace, Michael Nyqvist) è già stato proiettato in alcuni paesi scandinavi ottenendo un grande clamore.

   Chiedo com’era Cesare De Michelis da ragazzo. Ecco uno dei suoi rari sorrisi. “Proprio come sono adesso. Amavo leggere, istruirmi, conoscere, approfondire, poi la fortuna e il caso mi hanno portato a dirigere la Marsilio quando avevo venticinque anni”. Sorride ancora sottolineando che non era comunque stato un privilegio. Tutt’altro.
“La casa editrice navigava in cattive acque, ma le sfide mi sono sempre piaciute quindi l’ ho raccolta e mi sono lanciato. Una vita senza stimoli, senza passioni, non è nelle mie corde”.
    Ed è così che la Marsilio e’ una collana oggi composta da trentaquattro anelli che spazia dai romanzi ai racconti, dalla prosa alla letteratura universale, dai saggi alle ricerche, dalla poesia e teatro ai testi illustrati.
   Una panorama vastissimo che guarda oltreoceano senza mai perdere di vista la sua appartenenza logistica, Venezia, e il Veneto.
Nata negli anni 70 nell’ambiente universitario padovano, la Marsilio è stata poi spostata dallo stesso De Michelis a  Venezia perché, come lui stesso scrive: “La casa editrice era pressoché sola e tale in sostanza è rimasta, ma lei intanto cresceva, faticosamente ma costantemente cresceva, diventando un piccolo punto di riferimento  sulla mappa degli editori di oggi, nel segno di una tradizione che, mi illudo, non ho lasciato si spegnesse del tutto. Far libri a Venezia, dunque, come se il tempo che intanto è passato, non sia bastato a cancellare una storia che ormai ha cinque secoli e più”.

   I Piaceri della vita di Cesare De Michelis?  “Leggere e scrivere, ma ciò che scrivo io, non lo scrive la Marsilio, è un piacere, profondo, tutto personale”.
  E le vacanze?, incalzo.  “Leggere altrove”. “Altrove dove?”, chiedo. “Lascio decidere ai figli, alla famiglia. A me basta avere una buona scorta di libri, di ogni genere. Sono un lettore onnivoro, amo i libri storici quanto i romanzi”.
   “Sogna molto? E ricorda i sogni al risveglio?”
    Un altro sorriso e gli occhi azzurri si accendono. Dice: “Non ho mai sognato, ritengo di non avere un inconscio, ho sempre fatto i conti con me stesso molto chiaramente. C’è chi nasce con qualche disabilità e per questo lo Stato provvede a risarcire chi ha un handicap. Comincio a riflettere se fare domanda anche io, dal momento sono sprovvisto di inconscio e quindi non sogno”.
   Oppure, rifletto io, buona parte dei suoi sogni li ha realizzati già, lottando contro una malattia e vincendola.
   Ed è così che, Cesare De Michelis, se lo scruti bene negli occhi, ti rendi conto che è ancora un ragazzo. 
Ed ha ancora molto da dare