Neri Marcorè mercoledì 4 aprile al Piccolo Teartro di via solo

 
Appuntamento di prestigio al Piccolo Teatro di via Asolo (zona Paltana) mercoledì 4 aprile, ore 21.15, per chiudere il “Tris d’assi” di questa stagione teatrale record.
Arriva Neri Marcorè  preannunciato sin dall’agosto scorso, con il suo spettacolo “Quello che non ho“.
I biglietti sono andati esauriti in prevendita in breve tempo.
Si tratta di un “affresco teatrale” che, utilizzando la forma del teatro canzone, cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in precario equilibrio tra ansia del presente e speranza del futuro.  Ispirazione principale di questo percorso sono le canzoni di De Andrè (in particolare del concept album “Le nuvole”) e le visioni lucide e beffarde di Pier Paolo Pasolini, apocalittiche, visionarie profezie (contenute nel poema filmico “La rabbia”) che raccontano di una “nuova orrenda preistoria”, che sta minando politicamente ed eticamente la società contemporanea.  Ci serviremo per questo di storie emblematiche, quasi parabole del presente, che raccontano (anche in forma satirica) nuove utopie, inciampi grotteschi e civile indignazione. Storie di sfruttamento dell’uomo e dell’ambiente, di esclusione, di ribellione, di guerra, di illegalità, rileggendole col filtro grottesco, ghignante e aristofanesco, che De Andrè ha utilizzato ne “Le nuvole”.

QUELLO CHE NON HO è basato sulle canzoni di Fabrizio De Andrè e la drammaturgia e regia Giorgio Gallione. Con Neri Marcorè sul palco ci saranno Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini (voci e chitarre)
Nelle ultime stagioni Neri Marcorè ha molto frequentato il teatro musicale, esplorando tra l’altro Gaber e i Beatles e costruendo spettacoli che guardano sia al teatro civile che alla bizzarra giocosità del surreale. Con “Quello che non ho” siamo di fronte a un anomalo, reinventato esempio di teatro canzone (sostenuto e arricchito in scena da tre chitarristi/cantanti dal talento virtuosistico) che, ispirandosi a due giganti del nostro recente passato (De Andrè e Pasolini) prova a costruire una visione personale dell’oggi. Un tempo nuovo e in parte inesplorato in cerca di idee e ideali.