Quel poco che ho capito di CL in un giorno di Meeting

 

“Quando sono arrivato sono rimasto a bocca aperta ed ho chiesto come è nata questa storia”. A dirlo è Alessandro Benetton, e se si stupisce uno che ha vinto titoli mondiali in Formula uno ed ha fondato la sua prima azienda, la 21 investimenti con un “piccolo prestito” di 40 miliardi di lire, figuratevi come mi sento io dopo essere arrivato al Meeting alle 10 di mattina ed esserne uscito sette ore dopo con un sacco di immagini.
La prima è quella della vastità del luogo: c’è di tutto, il bar, il bookshop, un campo da beach volley, il cinema e tre mostre una più suggestiva dell’altra. Ci sono anche gli stand degli sponsor. Enel la posso capire, Freccia Rossa ci sta, ma che tra gli sponsor ci sia anche Finmeccanica, azienda controllata dallo Stato, che ha i lavoratori in cassa integrazione, produce sistemi elettronici di difesa antimissile ed elicotteri, è una cosa che non capisco.
La quantità della gente che si affretta, corre da uno stand all’altro, è di per sè uno spettacolo: dove caspita vanno ragazzini tra i 16 ed i 18 anni assieme a suore, frati antoniani, monaci buddisti ed una notevole rappresentanza di fedeli di Allah? Certo mal che gli vada da ascoltare c’è un premio Nobel o un top manager o un ministro. Ma io se fossi un ragazzino di 16 anni a Rimini andrei in spiaggia, il frate antoniano, il monaco buddista ed il fedele di Allah possono effettivamente anche starci in una grande fiera del senso religioso adagiato sul reale.
Religiosità a parte, si respira in ogni dove un grande attivismo. Capisci perchè all’università quelli più grandi di me quelli di CL li chiamavano “Comunione e fatturazione”. Il mondo della Compagnia delle Opere, il braccio economico del movimento di don Giussani ha le mani in pasta in tutta una verticale di aziende che collaborano tra di loro, hanno un senso di appartenenza. Hai l’idea che se uno volesse potrebbe spendere ogni euro del suo stipendio in qualche azienda comunque collegata a questo mondo, dalla casa al vestiario non manca nulla al Meeting: tutti a proporre offerte speciali per i visitatori del Meeting, d’altro canto è un evento che registra 800mila presenze in una settimana, è una grande occasione di business per definizione. Solo Finmeccanica non ha lanciato offerte, ma era dura che qualcuno si comperasse un elicottero o un sistema radar, anche a sconto, in effetti. E’ una grande esposizione dei frutti del lavoro del popolo di CL questo meeting insomma, ma anche una pausa di riflessione per una settimana su temi alti. Poi c’è chi questi temi magari è in grado di interiorizzarli e chi invece ne coglie solo qualche slogan buono per sputar fuori due o tre frasi chiave, tutte uguali su mistero, amicizia e senso religioso.
Però si capisce alla fine che per molti c’è qualcosa di più oltre magari al posto di lavoro e alla casa pronta per sè e per i figli, che di questi tempi non è poi nemmeno malaccio. C’è una certezza accogliente e rassicurante nell’esistenza dell’infinito, di un bene superiore, che in un mondo materialistico fa piacere accarezzare. Poi c’è anche il mondo materialistico, ed i ciellini di rango superiore a quanto pare lo maneggiano benissimo. Alcuni magari ne rimarranno anche affascinati più che dal mistero e dall’infinito, ma anche questo è normale. Insomma un giorno è troppo poco per capire se quello del Meeting è un popolo o un gregge, se il Meeting c’è una fiera o una convention ma certo alla fine si esce con qualche domanda in più e qualche certezza in meno, e questo di per sè è già positivo. Quasi quasi l’anno prossimo ci torno per due giorni

Alberto Gottardo