Padova tra elezioni ed erezioni: la trovata di Chicco Contin (Giordani): il santino elettorale con il preservativo"

La prima volta fallo sicuro. E dentro alla scatolina elettorale assieme al "santino" del candidato c'è un preservativo.
La provocatoria campagna elettorale arriva da Federico Contin, candidato consigliere comunale nelle fila della lista civica "Giordani sindaco", una delle sette liste che sostengono la candidatura a sindaco di Sergio Giordani, candidato oltre che per il Pd per alcune formazioni di centro.
"Una volta a Padova c'era più volontà di partecipazione politica - spiega Federico Contin, imprenditore del settore del divertimento e tra i principali nomi noti della movida padovana - Per riportare i giovani a votare, specie i diciottenni, questa idea ci è sembrata carina anche perchè ha un doppio livello di lettura. Oltre al messaggio elettorale, di pensare comunque al futuro della città partecipando alle elezioni amministrative da elettori, vogliamo far riflettere i ragazzi anche sulla questione, tuttaltro che risolta, delle malattie infettive sessualmente trasmissibili.
E' un po' una provocazione, ma siamo in una delle capitali della goliardia e sono sicuro che i ragazzi capiranno".
L'appuntamento per la prima distrbuzione degli insoliti gadget elettorali è per domattina alle ore 12.50 di fronte alla fermata del tram "Tito Livio" a Padova a poche decine di metri dall'omonimo liceo dove si diplomò anche l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
"Vogliamo una Padova più viva - spiega Contin - in cui diminuiscano odio e paure e si recuperi spazio per amore e spensieratezza".

 

Come cambia il lavoro e come Padova può aumentare l'occupazione giovanile: ne discute Arturo Lorenzoni giovedì 27 in sala Nassirya

Partendo dall'analisi di come sta cambiando il lavoro, a livello locale e globale, Coalizione Civica per Padova promuove un confronto per rilanciare Padova quale polo di generazione di lavoro e imprese innovativi. Come?
Con l'impiego partecipato di risorse strutturali e culturali già a disposizione della Comunità come l'Università e gli investimenti che la città sta facendo su Industry 4.0; e poi la ZIP e la sua fruizione futura come luogo di una manifattura di qualità;
con l'investimento su agricoltura, produzione e vendita di prodotti sostenibili in tutti i settori;
con il turismo come elemento su cui costruire una pianificazione di investimenti.
valorizzando le micro e piccole imprese anche attraverso l'introduzione di innovazioni tecnologiche, affinché tale tessuto produttivo sia nelle condizioni di dare lavoro sicuro e salubre per i cittadini e per i lavoratori, ben retribuito e distribuito a chi la città la abita e la vive.
Parliamone insieme giovedì sera con:
- Tania Toffanin - Università degli Studi di Padova
- Valter Zanin - Università degli Studi di Padova
- Federico Martelloni - Giuslavorista e consigliere comunale della Coalizione Civica di Bologna
- Arturo Lorenzoni, professore di economia dell'energia all'Università di Padova e candidato Sindaco di Coalizione Civica per Padova.

Come rendere Padova un polo di generazione di lavoro e imprese innovativi?
Incontro pubblico presso la Sala Nassirya,
27 aprile 2017 dalle 20.45

 

 

 

China Ingross, Borile: “Tutelare il piccolo commercio padovano, ecco come faremo”

La ripresa del commercio padovano dovrà passare anche per una profonda "revisione" del Centro Ingrosso Cina. Parole durissime del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Simone Borile, che mette nel mirino la struttura di corso Stati Uniti.

"Quella del Centro Ingrosso Cina è una situazione che si trascina da troppo tempo – spiega il candidato – ed è ora che le cose vengano regolarizzate. Sto parlando del cambio di destinazione d'uso dell'area, che è diventata commerciale da produttiva senza che nessuno abbia pagato gli oneri del caso. Per non parlare delle opere accessorie, come i parcheggi".

"Ai commercianti padovani questo lusso non è permesso – tuona Borile – e da anni noi del Movimento 5 Stelle proclamiamo questa ingiustizia senza che nessuno faccia niente. Sto parlando del cambio di destinazione d'uso che il Comune poteva richiedere variando, semplicemente con due righe sugli atti, la norma relativa agli oneri. Questo primo passo non è stato fatto dalla giunta di Zanonato, che avrebbe potuto ottenere oneri molto maggiori di quelli effettivamente incassati. Poi è arrivato Bitonci, che ha perseverato su questa linea".

"Se poi questo intervento amministrativo – allarga le braccia Borile – si trasformerà in uno smantellamento a causa delle spese e degli oneri, convincendo gli operatori a cercare altre piazze più morbide e accomodanti, ce ne dispiaceremo. Ma non ci si può fare nulla, ce lo chiedono migliaia di piccoli e medi commercianti padovani".

"Sono convinto che con questa manovra si possa tutelare il piccolo commercio, un tessuto fatto di tanti imprenditori padovani che pagano le tasse e non hanno i servizi che meritano – rivela il candidato M5S – poi con i precisi interventi della Guardia di finanza, che trova puntualmente valanghe di prodotti fuori norma, si potrà ricondurre la partita del commercio padovano a un sano equilibrio".

Sergio Giordani presenta la sua civica per Padova: in attacco Simonini, Tarzia e Contin, re dello spritz

Due ex giocatori del calcio Padova, una manciata di candidati della civica che sostenne Ivo Rossi, due ex consiglieri di Forza Italia, e persone che vengono dal mondo dell'artigianato e del commercio. E' un mix di popolarità e competenza, esperienze nel sottogoverno e new entry nell'agone politico. Trentadue nomi che porteranno la bandiera della lista civica SErgio Giordani sindaco. Tra questi spiccano, per i tifosi del Padova di tanti anni fa, Diego Bonavina e Fulvio Simonini, per chi ha memoria storica delle seconde e terze file del Pd all'epoca di Zanonato Luigi Tarzia, già consigliere di amministrazione nelle aziende della galassia AcegasAps, Alfredo Drago, già esponente del Pd per un lungo periodo "cerniera" tra Zed e l'amministrazione comunale. Ma anche politici che con l'epoca di Flavio Zanonato non c'entrano nulla, anzi furono eletti nelle fila di Forza Italia come Manuel Bianzale e Carlo Pasqualetto. O persone che si sono distinte nel mondo del commercio e dell'artigianato, come Federico Contin, anima dei "Navigli" e Lino Fabbian, padrino di intere generazioni di acconciatori.
Da capire quanto inciderà la grafica, molto accattivante, che portò fortuna nel 2014 alla lista civica Massimo Bitonci o in tempi più remoti, complice un allineamento che migliore non si poteva, ala lista Covi.
La presentazione della lista "civica" del candidato sindaco precede di 24 ore quella istituzionale del Pd che verrà tenuta a battesimo domani dal ministro dell'agricoltura Martina, capocorrente dei terminali padovani Antonio Bressa e Massimo Bettin.
Commenta uno degli esponenti più in vista della lista Giordani, il barista Federico Contin, che si autosospenderà in queste ore dalla carica di portavoce del Naviglio proprio per non mischiare politica e affari privati:
"Ho deciso di impegnarmi direttamente in questa avventura perchè Padova merita una svolta di brio e vitalità dopo tre anni in cui sul fronte della proposta culturale e di intrattenimento dei giovani è arrivata una gelata totale - spiega Federico Contin - Divertimento e diritto alla qualità della vita dei residenti, specie del centro, possono coesistere con una programmazione intelligente degli eventi ed una rinascita dei quartieri attraverso la leva degli eventi dedicati non solo ai giovani: abbiamo cinque idee per altrettante piazze di Padova e le illustreremo nel corso delle prossime settimane. Padova non è solo spritz e bar: può essere una città davvero d'esempio per il resto d'Italia sul fronte del divertimento consapevole come fattore di contrasto a degrado e microcriminalità".


I candidati sindaco di Padova si confrontano sulla morte. Quando si confronteranno sulla vita?

Oggi pomeriggio dalle 17.30 alle 19 all'hotel Biri i candidati sindaco si confronteranno sulla morte. Ad organizzare l'incontro è il partito radicale. E' forse lo specchio di una città che sta morendo. Letteralmente. Da anni infatti i cittadini residenti a Padova soo in diminuzione costante. I nati calano in maniera inesorabile e di conseguenza l'età media si alza sempre di più, avvicinandosi pericolosamente ai 50 anni, il che vuol dire che per ogni nuovo nato ci sono due over 75 anni. Una situazione da default demografico di cui finora nessuno si è ancora dato pena. Anzi è finora una campagna elettorale che si occupa di temi quali il trasporto pubblico (senza dire quanto costerà igliorarlo), gli alberi, annunciando che ne verrà piantato uno per ogni nuovo nato (lo prescrive già da 30 anni la legge nazionale), dell'inquinamento. 
L'immigrazione, principale carburante della natalità, è vista addirittura come un problema. Moriremo con i polmoni sanissimi insomma. Ma moriremo, come città. Sulla lapide della città potrebbe essere scritto tra un po': "Padova, la culla delle arti, è morta perchè i miei cittadini si occupavano di tutto, tranne che delle cose che mi avrebbero tenuta in vita"

Elezioni a Padova: Simone Borile (M5S) lancia le sue proposte per favorire le nuove imprenditorialità

Maggior dialogo, taglio alle tasse comunali per le nuove imprese, co-working, semplificazione dei processi burocratici e via libera al sistema delle “segnalazioni”. Parte da questi ingredienti la ricetta del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Simone Borile, per rilanciare il comparto commerciale e artigianale padovano. Borile ha incontrato oggi i vertici della Confederazione Nazionale Artigiani, sottoponendo alla loro attenzione i punti salienti del programma elettorale relativi all’artigianato e al commercio.

“Diventa indispensabile partire con una de-tassazione comunale – sottolinea il candidato – per le nuove imprese. Un’impresa che non c’è non paga le tasse, quindi è dannoso andare a succhiare subito risorse a un imprenditore che è appena partito e deve già affrontare la valanga di dazi e balzelli che tutti conosciamo. Dal terzo anno le nuove imprese inizieranno a pagare le tasse comunali, come è giusto che sia. Tutto questo si deve innestare su una forte semplificazione della burocrazia comunale per le imprese, con la creazione di percorsi più diretti per le aziende”.

“Inoltre – continua Borile – noi vogliamo favorire il co-working, ricercando spazi da assegnare ai giovani per le loro nuove imprese e per le start-up. L’idea è di avvicinare nuove risorse ai mestieri tradizionali, che stanno scomparendo, per dare vita a un passaggio di nozioni che sia d’impulso per entrambe le parti. Questo piano va a braccetto con la creazione di un hub per le imprese e con il rilancio della zona industriale di Padova al ruolo che le compete”.

“E poi – avverte l’esponente del Movimento 5 Stelle – basta ai mercatini che spuntano come funghi e alle iniziative slegate. Serve un programma di eventi che dia nuova linfa al comparto e che diventi promozione per la città e per le sue attività”.

Nel programma figurano anche le iniziative contro l’illegalità.

“Su questo versante non ci può essere che una lotta senza quartiere – annuncia Borile – chi sgarra o non sta alle regole rende tutti più poveri. Per arrivare a questo traguardo sarà necessario collaborare con le associazioni di categoria, l’Università e gli operatori che lavorano sul territorio. Ma lotta all’illegalità non vuol dire incapacità di valutare le situazioni. Perciò vogliamo introdurre il sistema della segnalazione, che prevede un primo avvertimento per l’attività che non rispetta un regolamento e solo in un secondo momento la sanzione”.

Elezioni a Padova: Sergio Giordani incontra un comitato di residenti e commercianti della stazione

L'hotel Monaco e l'ex hotel Abritto da risistemare e riattivare, più illuminazione, mediatori culturali (chiamati stagisti) ad accompagnare i vigili urbani. Ed ancora più illuminazione ed eventi serali. E' la lista di provvedimenti promessi da Sergio Giordani al comitato di residenti e commercianti della zona stazione incontrati la viglia di Pasqua al bar Pedavena. Qui di seguito il resoconto della mattinata redatto dal comitato elettorali di Sergio Giordani sindaco.
Ho incontrato questa mattina il Comitato di Quartiere della Stazione con il quale abbiamo ragionato sulle soluzioni da adottare per risolvere i problemi dell'area. E'stato un incontro molto affollato al quale hanno partecipato oltre 70 persone, residenti e volontari delle associazioni che operano in stazione e nel quale mi hanno affiancato rappresentanti di tutte le liste che mi sostengono. Ci sono due modi per affrontare i problemi. Agitare slogan e fare manifestazioni di partito alle quali i cittadini di questo quartiere nemmeno partecipano, o al contrario venire qui, ascoltare i residenti, raccogliere le loro osservazioni e proposte, e studiare degli interventi concreti. Ed è quello che faccio io, non solo in questo quartiere ma in tutta la città.Il Comitato mi ha illustrato un documento in 10 punti, da loro elaborato, che propone alcune soluzioni e che condivido in pieno. Bisogna cambiare l'approccio ai problemi del quartiere, non basta agire sull'ordine pubblico ma bisogna sviluppare azioni di recupero e inclusione sociale. Quindi promuovere eventi che rendano piacevole la zona e allontanino i delinquenti, pensare al recupero degli edifici abbandonati o sfitti come gli ex Hotel Monaco e Abritto. Ci sono anche qui moltissimi negozi sfitti, ed è mia intenzione trovare un modo perché vengano messi a disposizione di nuove attività che rivitalizzino la zona: start up, laboratori artigianali avviati da giovani, associazioni, mostre d'arte ad esempio. Questo sia per locali di proprietà pubblica che per quelli privati. Chi ha un negozio sfitti ha un bene il cui valore si sta drammaticamente svalutando e allo stesso tempo continua a pagare tasse spesso onerose. Io sono certo che tra lasciare un locale sfitto e in condizione di degrado, e metterlo a disposizione per un progetto che riqualifica tutta l'area nessuno si tirerà indietro. Naturalmente bisognerà porre mano all'illuminazione, all'arredo urbano, ai marciapiedi che qui come in tutto il resto della città sono disastrati. C'è chi pensa di fare il fenomeno, e ha anche il coraggio di venire in questa piazza a fare una manifestazione come se non fosse stato lui, il sindaco negli ultimi tre anni. A proposito, i residenti sono molto arrabbiati con Salvini che ha definito quest'area "un quartiere mediorientale". Le offese non servono a risolvere i problemi, ma solo a mascherare la propria incapacità e il proprio fallimento. Io non prometto di risolvere in 48 ore i problemi, non sarebbe serio, ma certamente attuerò in collaborazione con i residenti, i comitati e le associazioni, quegli interventi, che solo realizzati, tutti, all'interno di un progetto complessivo e articolato danno una svolta alla situazione attuale.

I sondaggi "incoronano" Sergio Giordani, ma gli avversari non si scompongono

Bitonci in vantaggio, minimo, al primo turno, un ballottaggio senza storia con Sergio Giordani che vincerebbe 55 a 45 o giù di lì. E' il risultato di oltre 800 interviste condotte dall'agenzia Quorum di Milano che ha condotto per conto del comitato elettorale di Sergio Giordani, candidato del Pd e del centro un sondaggio dalle due facce. Cosa succede al primo turno secondo il sondaggio? In estrema sintesi: succederebbe che Bitonci porta a casa tra il 38 e il 40 per cento. Sergio Giordani si fermerebbe poco distante tra il 35 e il 38 per cento, a parte le virgole. Per il terzo posto corsa appaiata tra Lorenzoni e Movimento 5 stelle, entrambi visti dai sondaggisti tra il 9 e l'11 per cento. In fondo alla classifica Luigi sposato, che veleggrebbe tra l'uno e il tre per cento. Residuali gli altri eventuali candidati. 

Al ballottaggio succederebbe una cosa diametralmente opposta a quella avvenuta alle scorse elezioni, del giugno 2014: Giordani recupera tutti i suoi elettori a sinistra, mentre Massimo Bitonci attrarrebbe pochissimi di quelli che eventualmente al primo turno avrebbero dato fiducia a Simone Borile del M5S. 

E come la pensano simone Borile e Artuto Lorenzoni? (Dal comitato elettorale di Massimo Bitonci non perviene nulla alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scrive nel comunicato stampa Simone Borile: I sondaggi hanno valore per chi li commissiona, la gente vuole il vero cambiamento. A dirlo è Simone Borile, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle, che interviene sul risultato del sondaggio sulle elezioni padovane presentato oggi a Padova.
"Abbiamo visto come sono andati gli ultimi sondaggi, a ogni livello – ricorda Borile – la storia recente ci insegna che i sondaggisti ci azzeccano solo quando i giochi sono fatti. Potremmo stare qui ore a parlare di Brexit, Trump, Olanda e via dicendo, ma onestamente non ritengo i sondaggi granché affidabili".
"L'ultimo sondaggio del Pd – continua Borile – riesce ad andare oltre le più rosee aspettative, ponendo testa a testa Bitonci e Giordani senza considerare gli altri avversari. Molto meglio aveva fatto il famoso sondaggio dell'ex sindaco, per il quale non varrebbe nemmeno la pena di fare la campagna elettorale. Cosa dovrei dire io, che vengo fermato da una marea di gente che mi chiede di mandare a casa la vecchia politica della casta, dei sondaggi e dei partiti? A questo punto credo di poter dire che il valore di queste consultazioni è alto per chi le acquista e nulla più, e vale molto più il volere dei cittadini".
"Noi del Movimento 5 Stelle non spendiamo soldi per i grandi cartelloni stradali, figuriamoci se ne spendiamo per sondaggi farlocchi – continua il candidato del M5S – credo inoltre che i giochi siano ancora aperti, a due mesi dal voto la situazione è troppo fluida per volerla fotografare con un sondaggio a favore di questo o quel candidato. Ne riparliamo a giugno, a urne chiuse. Allora sì che ci saranno delle sorprese".
Dello stesso tenore la dichiarazione di Arturo Lorenzoni: «I sondaggi spesso sono poco indicativi delle reali intenzioni di voto degli elettori - il commento di Arturo Lorenzoni sul sondaggio che vede Giordani vincitore al secondo turno su Bitonci - La strada verso l'appuntamento elettorale è ancora lunga e queste operazioni ora sono poco indicative se non fuorvianti. Quello che conta in questo momento è il tasso di crescita, e noi stiamo crescendo. Siamo una realtà nuova, ci stiamo facendo conoscere. Ci muoviamo tutti i giorni in mezzo alla gente e qui vediamo che siamo in forte e costante crescita di consensi. Quello che ci sentiamo di suggerire a Giordani e al Partito Democratico è che sarebbe un pericoloso errore sottostimare Bitonci. Alla fine saranno le urne a decidere e gli elettori non si faranno influenzare dai sondaggi».

Elezioni ad Abano: Sabrina Talarico "batte" la Juventus. Sala piena all'Alexander nonostante la Champions

"Abbiamo avuto il coraggio di sfidare la Juventus e abbiamo riempito la sala con 250 persone!!! La Juventus ha vinto 3 a 0!!! 11 febbraio Stati Generali, 11 aprile presentazione candidato sindaco, 11 giugno elezioni Abano. #stiamoarrivando #faigrandeabano". Lo scrive Sabrina Talarico su facebook poche ore dopo la sorprendente serata di martedì, quando all'hotel Alexander la sala principale (capienza 250 posti a sedere) era piena per ascoltare le argomentazioni della candidata sindaco di Grande Abano. Una prova di forza sbalorditiva.

"Gli aponensi hanno dovuto decidere tra la tifoseria e la passione per la propria città: Juventus - Barcellona è la partita dell'anno, a anche il nostro è un appuntamento decisivo, ed essere donne significa anche far venire la passione civile prima degli interessi individuali - spiega Sabrina Talarico - Ed è quello che succederà anche quando sarò sindaco: Abano Terme ha vissuto a lungo la stagione delle opposte fazioni che si insultano, io credo invece che occorra unire la città per farla tornare nella serie A del turismo e della qualità della vita".

L'impegnativa sala dell'hotel Alexander, scollinata con un tutto esaurito, non ha mai fatto paura a Sabrina Talarico.

"Se ci chiamiamo Grande Abano non potevamo mica scegliere una sala piccola - spiega Sabrina Talarico - e sarà un metodo. Il tempo del sindaco che fa e decide da solo è finito. Inizia invece un lavoro di squadra, e la squadra è tutta Abano, anche quelli che non la pensano come noi. Solo così si potrà governare per il bene comune e per cinque anni".

I temi del programma, che la squadra che crede nella candidatura di Sabrina Talarico ha messo a punto a partire dagli Stati Generali del febbraio scorso, saranno illustrati nel corso delle prossime settimane. "non ci limiteremo a dire sì a termalismo, decoro, sicurezza et cetera come gli altri candidati - garantisce Sabrina Talarico - indicheremo soluzioni praticabili, tempi e costi. Sono questi ultimi la differenza tra una promessa e un progetto: noi abbiamo un progetto e lo realizzeremo. Tutti insieme".