Ballottaggio a Padova, Borile (M5S): “Domenica andrò a votare, ma al Movimento nessuna indicazione di voto”

Simone Borile andrà a votare domenica per il ballottaggio, ma non darà alcuna indicazione di voto al Movimento 5 Stelle di Padova.
"Domenica 25 andrò a votare – conferma Borile - questa è la mia decisione, quella di un libero cittadino e attivista politico. Stiamo parlando di responsabilità e senso civico. Non rientra nella mia natura pensare di non aver espresso la mia posizione su chi andrà a gestire la mia città, con soldi pubblici, prendendo decisioni su grandi opere che mi riguardano e riguardano tutti i cittadini di Padova".
"Non daremo indicazioni di voto – continua l'esponente del Movimento 5 Stelle - come è ovvio, ma ritengo, nella mia personale convinzione, che sia utile esprimersi attraverso il voto. Sono altresì convinto che un portavoce non incida sullo spostamento dei voti, sebbene durante la campagna elettorale ho avuto modo di conoscere tutti i progetti politici e, in alcuni casi, anche i candidati sindaci nella loro sfera umana".
"Relativamente poi ai ruoli all'interno del Consiglio Comunale – avverte Borile - al momento non costituisce una priorità l'accettazione e o negazione di cariche di Presidenza, in quanto il mio obiettivo è quello di riaffermare un Movimento in città più forte e coeso di prima con una chiara spinta riformatrice e aggregante".
"Questo non implicherà la non accettazione di responsabilità politiche all'interno del Consiglio, in quanto 5000 persone mi hanno votato perché io facessi il sindaco – sottolinea Borile - e quindi la presenza in Consiglio del M5S, tramite la mia figura, dovrà operare nel rispetto dei principi fondanti e ispiratori del Movimento e di coloro i quali hanno creduto e credono in un progetto di rinnovamento della politica".
"Entrare in Consiglio e non essere partecipe alle azioni politiche non fa per me – è il commento finale - in Consiglio prometto battaglia con chi agirà ambiguamente e nei confronti di coloro i quali non avranno come primario obiettivo l'interesse collettivo della città e dei Padovani, nel rispetto delle regole e della trasparenza".

Partecipazione e referendum: Giordani e Lorenzoni presentano la riapertura a quartieri ed associazioni

Un governo basato sulla partecipazione: Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni hanno spiegato come intenderanno amministrare la città in maniera partecipata, coinvolgendo i cittadini.

«Una città complessa come Padova si deve governare assieme, facendo dialogare i diversi mondi che la compongono con le migliori e più innovative tecniche di partecipazione, altrimenti si creano conflitti, malumori ed inefficienze e di conseguenza povertà» spiegano i due presentando i punti principali del loro piano per la partecipazione cittadina nel prossimo quinquennio".

«Riattiveremo da subito il tavolo delle Associazioni istituito a Padova anni fa, in rappresentanza del Registro delle Associazioni – sottolinea Lorenzoni – Porteremo a Padova, tramite le case di quartiere, il bilancio partecipato e con esso la possibilità per cittadini e associazioni di interloquire con l'amministrazione locale con progetti e priorità e di decidere l'allocazione di parte della spesa pubblica, indicando cosa va fatto prioritariamente in quartiere, come si fa da anni in importanti città europee come Torino e Bruxelles. A Torino le case di quartiere sono un successo con la rivitalizzazione di parti degradate della città. Vogliamo che il budget che in precedenza era destinato ai consigli di quartiere, circa sei milioni di euro, torni ad essere di competenza del quartiere, attraverso la partecipazione dei cittadini nei Comitati di quartiere, moderati da facilitatori. Oltre ai Comitati di quartiere, previsti da statuto, ma mai fatti partire da Bitonci per beghe politiche pensiamo di istituire poi dei tavoli di lavoro sui grandi temi, con il metodo partecipativo di Agenda21, in maniera che si possa arrivare in maniera rapida a una partecipazione diretta di indirizzo all'amministrazione».

«Per noi i cittadini non sono e non saranno una seccatura ma al contrario una risorsa. Ascoltare le loro proposte ma anche le loro critiche ci aiuterà a amministrare meglio – sottolinea Sergio Giordani - Vogliamo essere controllati e giudicati perché non abbiamo nulla da nascondere e non facciamo gli interessi di nessuno se non dei cittadini padovani. Ricordo che abbiamo deciso di svolgere annualmente una Consultazione Popolare in cui tutti i cittadini potranno esprimere la loro opinione sul nostro operato. Ancora, abbiamo pensato di riconoscere il valore civico dell'impegno dei cittadini che ci suggeriranno interventi per migliorare la nostra città: sarà un piccolo premio non in denaro, ma sotto forma ad esempio di abbonamenti al bus o al teatro. Come ha già detto Arturo, metteremo a disposizione dei quartieri 6 milioni di euro, che recupereremo tra gli sprechi della gestione opaca della amministrazione Bitonci. Saranno i cittadini a indicarci le loro vere priorità rione per rione. Dobbiamo ripartire dalla base – ribadisce Giordani – tornando a dare trasparenza e reale diritto di accesso civico agli atti dell'amministrazione, che la precedente amministrazione cercava di negare perfino ai consiglieri di opposizione. A questo proposito il nostro approccio sarà assolutamente diverso. Ho letto con attenzione il programma del Movimento Cinque Stelle è ho trovato dei punti che non ho alcun problema a dire che possiamo accogliere, già dalle prime fasi del mandato aprirò con il Movimento un confronto per verificare assieme i punti qualificanti della loro proposta su cui avviare una riflessione assieme. Uno di questi punti è la proposta della Commissione di Vigilanza Anticorruzione in Consiglio sulla quale apriremo un dialogo anche con le opposizioni».

«Con Simone Borile c'è sempre stato rispetto reciproco in questa campagna e ritengo che si lavorerà insieme in modo costruttivo» commenta Lorenzoni.

«È davvero una grande rivoluzione per questa città - concludono i due - I padovani sono abituati, dopo la scomparsa dei consigli di quartiere, ad avere tre minuti di tempo a testa per parlare con le istituzioni, che nel caso della Giunta passata erano quelli graziosamente concessi dal "sindaco" ai sudditi durante le sue udienze. Sempre che i cittadini si comportassero bene e non lo criticassero».

Ballottaggi ad Abano Terme: i due candidati scelgono di correre da soli. Le analisi di Sabrina Talarico e Francesco Bonsembiante

Federico Barbierato ed Emanuele Boccardo hanno tenuto duro: niente apparentamenti e avanti senza simboli di partito. Difficile stabilire chi dei due verrà premiato dalla strategia della corsa solitaria domenica sera. In attesa del verdetto delle urne, riproponiamo due interessanti analisi dei mancati patti di allargamento della maggioranza.
La prima analisi arriva dalla candidata sindaco di Abano Terme Sabrina Talarico:
Per il ballottaggio del 25 giugno ad Abano Terme, Grande Abano darà libertà di voto ai propri elettori.

Ai cittadini che hanno votato per Grande Abano e le liste collegate, che insieme hanno raccolto 719 voti corrispondenti al 7,57% dell'elettorato, l'indicazione è la totale libertà di voto.
Spiace non aver potuto fare l'apparentamento con la il centrodestra che andrà al ballottaggio, cosa che per noi sarebbe stata naturale.

Il mancato apparentamento ha provocato, per il ricalcolo dei seggi dovuto alla distribuzione del premio di maggioranza, la fuoriuscita di Grande Abano dal Consiglio comunale. Siamo fuori per 10 voti. Sia nel caso di vittoria di Barbierato che di Boccardo, il nostro seggio sarà assegnato a Monica Lazzaretto, che avrà 2 consiglieri comunali anziché 1. Oltre al mancato apparentamento, non è stato possibile trovare accordi con Emanuele Boccardo, a causa della diversa visione delle strategie di marketing territoriale turistico. Per Grande Abano, la parte del programma relativo allo sviluppo turistico nel medio e lungo termine era la più qualificante e irrinunciabile, perché include azioni complessive e funzioni coordinate non separabili.
"Il nostro lavoro continua fuori dal consiglio comunale - conclude Sabrina Talarico -. Saremo presenti sul territorio e il nostro impegno politico continuerà in mezzo alla gente. La nostra è stata un'esperienza bellissima, che ci ha arricchito e ha creato un gruppo di persone che desiderano continuare a lavorare per il bene di Abano e delle terme. Ringraziamo chi ci ha votato. Il nostro patrimonio progettuale e di voti non andrà disperso".
I secondo interessante ragionamento è tratto dalla pagina facebook di Francesco Bonsembiante, produttore cinematografico e aponense molto impegnato tra le fila dei movimenti gemelli che fanno capo ad Abano a Monica Lazzaretto ed a Padova a coalizione civica con Arturo Lorenzoni:
Federico Barbierato, ha più volte definito "INCIUCIO" (es. Intervista a TG7) qualsiasi apparentamento. Bitonci a Padova ha usato lo stesso termine parlando dell'apparentamento fatto dal candidato del PD Giordani con Lorenzoni.
Mi sono chiesto comeS mai due pesi e due misure a 8 km di distanza?
La legge elettorale dei comuni (1993) attribuisce maggiori poteri al Sindaco rispetto al consiglio comunale e dando al consiglio maggiore stabilità (nei comuni con più di 15.000 abitanti) attraverso un "premio di maggioranza". Tra il primo e il secondo turno è possibile l'apparentamento.
Scopo della legge è quello di favorire il fatto che il sindaco che risulterà eletto possa rappresentare un arco di forze più vasto di quello che lo ha sostenuto inizialmente, mitigando in parte gli effetti di limitazione della rappresentanza prodotti dal premio di maggioranza e, allo stesso tempo, permettendo all'elettorato di disporre al primo turno di rose più ampie di candidati sindaco.
Da qui si evince con chiarezza la spiegazione dei due differenti atteggiamenti del PD locale: a Padova (Giordani 29%) ha preferito, concordando priorità di programma, condividere con Lorenzoni (22%) i benefici del premio di maggioranza, sapendo entrambi che solo insieme possono vincere; mentre ad Abano Barbierato (29%) e le liste che lo sostengono non hanno fatto alcuna proposta di apparentamento a Lazzaretto (15%) per la forte preoccupazione (più volte dichiarata) di perdere dei posti in consiglio, sperando altresì di raggiungere fantomatici accordi informali o semplicemente ritenendo efficace la politica del "piano inclinato", cioè che gli elettori fortemente contrari ad un governo di centro-destra votino per Barbierato in ogni caso.
In sostanza a Padova una grande visione, un atto politico coraggioso e intelligente; ad Abano una miopia assoluta, dovuta ad eccessi di autoreferenzialità, alla incapacità di leggere il dato politico dell'innegabile successo delle liste civiche a discapito dei partiti politici, e, di fatto fornendo un assist pericoloso al centrodestra. Il PD e i Cittadini per il Cambiamento si sono assunti una grande responsabilità che, in caso di sconfitta, dovranno assumersi di fronte a tutta la città di Abano.

Ultima settimana di campagna elettorale (per fortuna): a parte fake news, insulti e polemiche sui morti, arriverà un po' di buona politica?

E' stata una campagna elettorale orrenda, e mica solo dal mio punto di vista. Lunga sei mesi e nonostante tutto questo tempo, fatta di scontri tra fazioni più che di esposizione di idee. Prima tutti contro Bitonci, poi le opposte coorti della sinistra che si dicono sui social di tutto: i "nuovi" infarciti di ex assessori che accusano di essere il "vecchio" gli ex compagni di maggioranza e di giunta. Sessantenni che hanno fatto più girotondi delle mie figlie al parco. Poteva bastare così e invece negli ultimi giorni ancora fake news, messaggi whatsapp che fanno venir voglia di lanciare il telefono contro un muro e addirittura polemiche sui morti, in occasione dei poveri Mazzola e Giralucci.
Da una parte Bitonci attacca Daniela Ruffini, dall'altra non si risponde nè difendendola, nè chiarendo se l'esponente di Rifondazione Comunista sarà in effetti assessore o semplice consigliere. Anzi, si ribatte con decaloghi che assomigliano alle sette piaghe d'Egitto che squasseranno Padova se l'ex sindaco sfiduciato rimonterà in sella alla città che l'ha disarcionato. In due parole? diarrea elettorale. Se continua così mi sa che l'unico effetto di questo scontro tra ultras inferociti sarà l'abbandono da parte dello stadio degli spettatori/elettori moderati, inorriditi da tanta mediocre trivialità. 

Scriveva ieri Davide D'Attino, cronista del Corriere del Veneto: "Il bello è che certi WhatsApp virali, infarciti di falsità e cattiverie nei confronti dei rispettivi avversari e quindi prodotti da entrambi gli schieramenti, arrivano anche a noi cronisti.
Livelli mai così bassi, davvero".
Io cronista non lo sono più. Da questa campagna elettorale mefitica mi sono tenuto il più lontano possibile. Ho votato per Sergio Giordani tra mille perplessità, e lo farò, ancora più perplesso tra una settimana. A meno che compaiano all'orizzonte alcune idee di città che non siano supercazzole del nuovo su vecchio (dopo che tre anni fa c'era un accordo di programma firmato e dei progetti seri sull'ospedale a Padova ovest) e denigrazioni continue nei confronti di un avversario che sul piano degli insulti delle fake news e degli insulti, non teme nessuno. Massimo Bitonci lo si supera con l'unità vera, non di facciata, del popolo moderato e riformista, e con una buona politica. Tutto il resto è un nuoiosissimo scontro tra buoni a nulla pronti a tutto pur di conquistare una piccola miserabile fetta di potere.
Buona campagna elettorale a tutti quelli che credono nella buona politica e che, immagino, come me ne hanno una gran sete.

Alberto Gottardo

Luigi Sposato (Osa) sostiene Massimo Bitonci sindaco e commenta: "Civico Lorenzoni? L'unico civico ero io"

Luigi Sposato ha rotto gli indugi, e dopo una riunione con i suoi più stretti collaboratori della campagna elettorale, questa mattina ha annunciato il proprio appoggio a Massimo Bitonci sindaco. Una scelta che Luigi Sposato, imprenditore nel settore della formazione e del lavoro interinale motiva così:
"Ho ribadito anche in conferenza stampa che non conoscevo Bitonci quando mi sono candidato, a differenza di quanto sostengono certe malelingue - ha detto Sposato - e l'ho conosciuto solo ai banchetti in piazza. Nei dibattiti su alcuni temi legati al rilancio dell'economia e alle politiche del lavoro ci siamo trovati in sintonia. Con Bitonci abbiamo parlato di questi temi alcuni giorni fa e quindi ho deciso di appoggiarlo". rispetto agli altri candidati Luigi Sposato conferma, senza aggiungere altro, di aver visto anche Sergio Giordani per un veloce incontro avvenuto nella giornata di ieri (i due erano stati visti in serata al caffè Margherita) e su Lorenzoni rincara: "Penso che per i cittadini padovani sia ingiusto passare Lorenzoni come civico - spiega Sposato - l'unico civico vero ero io: quando dentro ha post comunisti, centri sociali e via elencando non puoi dirti civico. Sappiamo bene che c'è tutto un mondo che si richiama alla sinistra più radicale ed extraparlamentare - conclude Sposato - certo poi lungo il cammino la platea si è arricchita anche di altre esperienze, ma il nocciolo duro è quello. Credo che Lorenzoni avrebbe dovuto avere il coraggio di essere trasparente in questo senso".

Simulazione di ballottaggio su Repubblica.it : Giordani + Lorenzoni al 100% batte Bitonci (anche alleato con tutti)

C'è un gioco su Repubblica.it che può essere divertente. Dà la possibilità di fare alcune simulazioni sul ballottaggio delle principali città che torneranno a votare il 25 giugno. Se l'astensionismo, variabile davvero determinante nella seconda tornata, si distribuisse tra i due canidati, ed andassero a votare solo quelli che hanno votato per i due candidati arrivati al ballottaggio, mentre gli altri andassero tutti al mare, finirebbe 57,96% a 42,04% per il sindaco Massimo Bitonci.
Tra le mille ipotesi che si possono fare ne facciamo due.
La prima e cioè che per Sergio Giordani si schierino solo metà dei sostenitori di Arturo Lorenzoni, e cioè o Coalizione civica oppure la lista diretta del sindaco Lorenzoni. In entrambi i casi, assumendo che dall'altra parte Massimo Bitonci porti a votare tutti i suoi o in una maniera proporzionale a quella di Giordani, il sindaco leghista vincerebbe. Assumendo invece che per Giordani si schierino oltre alle liste che lo hanno sostenuto al primo turno anche quelle che hanno votato lorenzoni, mentre a Bitonci vadano tutti i voti degli altri, il risultato sarebbe 50,79% Giordani + Lorenzoni, mentre Bitonci non andrebbe oltre al 49,21%. E' solo un gioco, chiaramente. Ma per provare basta cliccare sul sito di Repubblica.it a questo link

Giordani - Lorenzoni: via libera all'apparentamento che unisce il centrosinistra di Padova contro Massimo Bitonci

Patto fatto tra Lorenzoni e Giordani. Le due anime del centro sinistra padovano si saldano per lanciare l'aultimo assalto tra undici giorni a palazzo Moroni a cui aspira anche la formazione di destra costituita dal trittico Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega Nord che sostengono sin dal primo turno il sindaco prima del commissariamento per il venire meno della maggioranza, Massimo Bitonci. 
Qui di seguito il comunicato stampa diffuso dalla formazione poitica che sostiene Arturo Lorenzoni, in attesa della conferenza stampa che si terrà oggi pomeriggio alle 17:30 nella sala degli Anziani di palazzo Moroni. 
I candidati della lista Lorenzoni Sindaco, riunitisi martedì pomeriggio con la presenza di Arturo Lorenzoni per esaminare i passi da compiere dopo il primo turno delle elezioni comunali a Padova, dopo aver preso atto con soddisfazione dello straordinario risultato conseguito in brevissimo tempo e con pochissimi mezzi (9329 voti, pari al 10,5%) esprimono la piena fiducia ad Arturo Lorenzoni, che ha informato dei contatti avviati con Sergio Giordani per realizzare l'apparentamento elettorale nel secondo turno.

L'accordo tra le liste di sostegno a Lorenzoni e di Giordani dovrà garantire la pariteticità delle due parti politiche e l'adozione del programma condiviso con Coalizione Civica, che punta a innovare radicalmente la gestione della città nel segno dell'apertura, dell'innovazione, della promozione delle risorse umane e associative che essa contiene e dell'attenzione ai bisogni delle persone più disagiate.

L'accordo dovrà anche assicurare una posizione di forte visibilità per lo stesso Lorenzoni, la cui figura è risultata determinante nel successo elettorale delle sue due liste, e risulterebbe perfettamente complementare col profilo civico di Sergio Giordani.

Come sarebbe il prossimo Consiglio comunale se vincesse Bitonci? E se vince Giordani? Alcune proiezioni in ordine sparso

Come sarebbe composto il Consiglio comunale nel caso vincesse Massimo Bitonci il ballottaggio del prossimo 25 maggio, o se a parti invertite vincesse Sergio Giordani?

I calcoli sono parecchio complessi, resi ancora più difficili dalle scelte individuali dei consiglieri counali eletti.

Quanto segue quindi è a sua volta una proiezione. Alcuni verdetti però siamo in grado di darli. In ordine sparso, come vengono.

Il primo: Luigi Sposato non entra in Consiglio comunale, neanche se si apparentasse con il vincitore. Troppo basso il risultato fatto dalla lista "Osa".

Non entra in consiglio comunale neanche Mariella Mazzetto. La Lega Nord infatti è stata sbranata da Massimo Bitonci, che fa il 60 per cento dei suoi voti con la civica. Fuori anche Bruno Cesaro, che a differenza di Mariella Mazzetto, in consiglio comunale non è mai stato. Dovrebbe invece tornare in Consiglio l'ex presidente Federica Pietrogrande come prima dei non eletti se, com'è moto probabile, Alain Luciani, tornerà a fare l'assessore.

Dato il contemporaneo doppio incarico dell'assessore regionale Roberto Marcato che quasi sicuramente si dimetterà, entrerebbero Vera Sodero, Marco Polato e appunto la Pietrogrande. Torna in consiglio comunale, in caso di vittoria di Massimo Bitonci, anche il secondo dei più votati di Fratelli d'Italia Gabriele Zanon. Poichè pare probabilissimo che Marina Buffoni torni a fare l'assessore comunale. A bocca asciutta Tommaso Tommasi ed Enrico Pavanetto.

Antonio Foresta, altro storico consigliere comuale, entrerebbe in Consiglio solo se Andrea Colasio, primo della formazione Area Civica, venisse nominato assessore dal sindaco Sergio Giordani.

Fuori in ogni caso Alessandra Brunetti e gli altri esponenti del centro che è stato determinante a lanciare la frana nell'autunno dello scorso anno. Area Civica vede tre sconfitti più sconfitti di altri:

- Barbara Degani, sottosegretario, già presidente della Provincia. Non è riuscita a portare alla sorella più di un centinaio di voti.
- Maurizio Saia, non va molto distante con il fratello. L'ex assessore sceriffo, i voti li lascia tutti o quasi nel campo avverso.
- Guerino Polito, si era presentato agli imprenditori dell'Appe come assessore al commercio in pectore. Aveva comperato tabelloni 6 x 3 su strada e mezze pagine sul Mattino di Padova. Prende preferenze inferiori al tanto vituperato Federico Contin.
Forza Italia viene cannibalizzata da Bitonci: Nicola Lodi per ritornare in consiglio comunale deve sperare che Eleonora Mosco venga nominata assessore.
Nove dovrebbero essere gli eletti nella lista Bitonci sindaco. Sicuri del posto e forse promossi al rango di assessori oltre al confermato Matteo Cavatton, anche Cinzia Rampazzo ed Elena Cappellini. Ritronano in consiglio se vince Bitonci Vanda Pellizzari, Davide Meneghini ed Enrico Turrin. Ubaldo Lonardi secondo alcuni potrebbe fare il presidente del Consiglio comunale. Secondo altri verrà chiamato a qualche incarico di pregio nel sottogoverno di serie A.
E se vince Giordani? Con apparentamento, di fatto scontato, anche se non sarà facile, il PD dovrebbe avere 5 consiglieri: un record negativo che non ha precedenti negli anni del centrosinistra padovano di governo. La lista Giordani andrebbe a 4 consiglieri mentre Area Civica si fermerebbe a 1 e con i resti anche. Coalizione civica complessivamente farebbe dieci consiglieri.
Se perdesse i consiglieri comunali di opposizione raccolti da Bitonci sarebbero 9 alla lista omonima, 2 alla Lega e 1 Forza Italia.

Alla fine di questa ricostruzione, che mi perdonerete se magari non è del tutto precisa, una raccomandazione: conviene controllare quanti timbri hanno sulla tessera elettorale, ieri in tantissimi, praticamente un buon 10% avevano esaurito gli spazi ed alcuni presidenti di seggio non accettava i cittadini con la tessera elettorale piena a votare mandandoli in Comune a rifare la tessera.

Elezioni a Padova: affluenza ai seggi in calo: voteranno poco più di 6 padovani su 10. Dalle 23 le prime indicazioni

Sette punti in meno alle 19 con un misero 45,57% (nel 2014 era 52,46%), con una proiezione di un -10% sul finale del 2014, quando i votanti furono 114.528 e questa volta potrebbero faticare ad essere poco più di centomila. E' il primo dato, largamente atteso, delle elezioni 2017. A tre anni di distanza da quelle in cui Massimo Bitonci vinse con 51.702 voti il trend sembra essere di una partecipazione alle urne simile a quella delle elezioni regionali del 31 maggio 2015 quando il dato finale dei votanti fu di una manciata di votanti meno dei 95mila. Dalle 23 saranno disponibili i primi exit poll mentre poco prima di mezzanotte è attesa la prima proiezione attendibile. Dati stabilizzati poi saranno disponibili, se le operazioni di spoglio seguiranno l'abituale ritmo, verso l'una.
Su www.padova24ore dalle 23 in poi sarà disponibile una diretta elezioni con commenti e dati in tempo reale.