Omicidio Noventa: 30 anni ai fratelli Freddy e Debora Sorgato e 16 anni alla tabaccaia Manuela Cacco

Tutti e tre condannati e un corpo che ancora non si trova. Supera il secolo il cumulo di condanne pronunciate dal giudice al termine del processo di primo grado celebrato ieri in tribunale a Padova. Verso le 22 la sentenza con trent'anni ai due fratelli Sorgato e 16 anni e 10 mesi alla Cacco. Mentre per quanto riguarda i risarcimenti del danno ammontano a: 500mila euro alla mamma di Isabella Noventa, 400mila euro al fratello, 30mila ad ognuno dei due figli della donna e 100mila all'ex marito.
Il processo con rito abbreviato ha salvato i tre imputati dall'ergastolo per il delitto di Isabella Noventa, che vedeva alla sbarra i fratelli Freddy e Debora Sorgato e la tabaccaia di Camponogara Manuela Cacco. Un'udienza iniziata in ritardo: "colpa" di quest'ultima, che sarebbe rimasta bloccata nel trasferimento dal Veneziano a causa di lunghe code. La sentenza, dunque, riconosce un ruolo di primo piano nel delitto ai fratelli, più marginale per la Cacco.
Isabella Noventa sparì nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 2016 all'epoca dei fatti, pare che la 55enne di Albignasego fosse uscita per una pizza assieme al fidanzato, senza fare più rientro a casa. Le ricerche proseguirono per giorni, senza che però si trovasse il corpo. Gli inquirenti cercarono le prove indagando sulla vita della Noventa.

Il mercato dell'auto, nuove e usate, a Padova torna a livelli pre crisi

Il mercato dell'auto riprende il proprio passo spedito che dura da 42 mesi, confermando che la pausa di riflessione di aprile dipendeva solo dalle festività.
E così, a maggio, in Italia si registrano 204 mila vetture immatricolate, secondo posto in Europa alle spalle solo della Germania che ne registra 323 mila.
E nella nostra provincia?
"Le vendite – conferma Massimo Ghiraldo, presidente dei concessionari Ascom Confcommercio – hanno confermato il buon trend dei primi mesi dell'anno, chiudendo maggio a quota 2.788 con un incremento del 6,37% sul pari mese dell'anno passato. Bene poi il raffronto anche sui primi cinque mesi dell'anno che si chiudono con 13.833 vetture immatricolate che corrispondono al 3,84% in più sul pari periodo del 2016".
Incrementi di tutto rilievo che pongono Padova al secondo posto in regione dietro Vicenza che, dopo un discreto lasso di tempo di vendite contenute, segna ora un +9,68% nel mese ed un +9,72% nel periodo.
Ma quali vetture hanno immatricolato i padovani?
A far la parte del leone è sempre il marchio Fiat che segna 381 vetture immatricolate a maggio con un incremento però rispetto ad un anno fa di solo 1,06 punti percentuali e addirittura un calo del 2,97% nei primi cinque mesi dell'anno.
Alle sue spalle Volkswagen con 268 auto immatricolate a maggio che significano un robusto aumento (18,06%) rispetto ad un anno fa, aumento che fa sì che nei primi cinque mesi il volume di vendite sia aumentato del 6,66%.
Numeri interessanti anche per Renault (189 e +6,18%) , Ford (188 e +16,05%) e Peugeot (177 e + 4,73%) anche se sono i marchi francesi a registrare i maggiori progressi nel periodo gennaio-maggio con Renault a +23,51% e Peugeot a +8,25%.
Altri marchi che superano quota 100 vetture immatricolate, dunque con percentuali non suscettibili di scostamenti dovuti all'esiguità dei numeri, sono Opel (148 auto ed un +5,71% a maggio ma solo +0,64% nei cinque mesi), Toyota (115 e +6,48% ma ben 16,82% in più tra gennaio e maggio) e poi BMW, Citroen e Hyundai che registrano numeri analoghi: 106 il marchio tedesco (ma con un incremento del 43,24% e 9,18% nei cinque mesi) e 105 la francese e l'asiatica ma con Citroen che dopo periodi di magra si riprende con un secco +75,00% nel mese e +49,28% nei primi cinque mesi del 2017 rispetto al 2016 e Hyundai che aumenta del 34,62% nel mese ma flette dell'8,66% tra gennaio e maggio.
Infine le immancabili curiosità: nessuna vendita, a maggio, per Aston Martin, Bentley, Infinity, Lamborghini, Lotus, Mahindra e Mitsubishi ed una sola vettura per Ferrari e Tesla. Chi registra invece il maggior incremento percentuale, pur se con numeri bassi, è Jaguar che con le sue 13 vetture vendute nel mese sale del 225,00% mentre nei cinque mesi è significativa la performance di Seat che con 73 vetture immatricolate rispetto alle 47 dell'anno precedente, fissa l'incremento a quota 55,32%.
"Possiamo dire – chiosa Ghiraldo – che siamo tornati sul livelli pre-crisi con un trend positivo per quanto concerne il canale privati, sempre più attratti dai Suv e sempre più attenti alle dotazioni tecnologiche delle vetture".

Alla chiesa dell'Immacolata di Padova la comunità di Sant'Egidio ricorda le vittime dei viaggi della speranza verso l'Europa

Anche quest'anno, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, la Comunità di Sant’Egidio, insieme a Chiesa Evangelica Metodista di Padova, Associazione Popoli Insieme, ACLI, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, promuovono "Morire di Speranza", una veglia di preghiera, per ricordare tutti coloro che hanno perso la vita nei viaggi della speranza. Si terrà martedì 20 giugno 2017 alle ore 19.00 presso la Chiesa dell’Immacolata, in via Belzoni 71 a Padova. Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell'Europa più di 30.000 persone. Anche Il 2016 è stato un anno drammatico per i migranti in cerca di salvezza in Europa: oltre 5.000 persone hanno perso la vita. E il 2017 purtroppo si mostra altrettanto agghiacciante: da gennaio ad oggi risultano morte in mare nel Mediterraneo almeno 1.700 persone. Parteciperanno alla veglia numerosi rifugiati e profughi. Durante la preghiera saranno letti i nomi e le storie di quanti sono morti nel tentativo di raggiungere il nostro continente. Una memoria che deve farsi impegno affinché cresca una cultura di accoglienza e cessino le tragedie ai confini dell’Europa. Sarà un momento di celebrazione comune per lanciare un appello unanime: fermare l’ecatombe dei migranti in viaggio, attraverso l’attivazione da parte dei governi nazionali e dell’UE di vie d’accesso legali e sicure, come quella dei Corridoi Umanitari. Quest'anno la preghiera "Morire di Speranza" si terrà contemporaneamente in in più di 30 città italiane e in diverse altre città europee.

Il 20 giugno è la Giornata mondiale del rifugiato. Il tema di quest'anno è "Oggi più che mai dobbiamo stare dalla parte dei rifugiati". Ancora pochi giorni fa altre otto persone sono morte e oltre 50 sono stati i dispersi in mare al largo della Libia a causa del naufragio di un gommone. Sono oltre trentamila i dispersi nel mar Mediterraneo negli ultimi quindici anni. L'anno peggiore è stato l'ultimo, il 2016, con 5.022 morti accertate. La situazione non sta cambiando nel 2017: si contano già 1.800 vittime. Si deve tener conto poi che la maggioranza delle persone annegate non è mai stata recuperata e, anche quando questo accade, il 60% rimane sepolto senza un'identità. È importante ricordare, anche nella preghiera, quanti hanno perso la vita in mare o in estenuanti viaggi via terra. Per questo, la Comunità di Sant'Egidio di Padova, insieme con la Chiesa Evangelica Metodista, Associazione Popoli Insieme, ACLI, e Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, promuovono la veglia di preghiera "Morire di speranza". A Padova, l'appuntamento è per questa sera, alle 19.00, presso la Chiesa dell'Immacolata in via Belzoni 71. Nel corso della preghiera, presieduta dal vescovo emerito di El Obeid, Sudan, mons. Antonio Menegazzo, saranno letti i nomi e le storie delle vittime dei viaggi della speranza. Affidiamo a Dio la loro memoria. Affinché non vada perduta e perché non accada più. Da qui passa la scelta tra assuefazione o ribellione, anzitutto spirituale, di fronte alla tragedia in corso nel Mediterraneo. Allo stesso tempo non smettiamo di ricordare che le morti in mare sono dovute all'assenza di vie legali per giungere in Europa. In questo senso, "i corridoi umanitari" sono una delle risposte possibili: più di 800 siriani sono stati già accolti in Italia da famiglie, parrocchie e altre istituzioni. Alcune famiglie sono state accolte anche a Padova. I corridoi umanitari rispondono alla grande crisi umanitaria della Siria e sono l'espressione di un'Italia non ripiegata su se stessa, che non sceglie l'indifferenza, ma opera per una concreta integrazione. L'incontro con i rifugiati è stato infatti una grande opportunità di crescita reciproca. L'incontro personale – come ha ricordato Papa Francesco all'Angelus di domenica – "dissipa paure e ideologie distorte, e diventa fattore di crescita in umanità, capace di fare spazio a sentimenti di apertura e alla costruzione di ponti".
Monica Mazzucato – Comunità di Sant'Egidio

Tennis: Rebecca Peterson vince il Padova Challenge Open alla Canottieri: 5-7, 6-1, 6-4 sulla Vasylyeva

Sul trono della Canottieri sale una regina del nord. Per la prima volta da tanti anni la testa di serie numero uno del Padova Challenge Open conferma i favori del pronostico e conquista l'ambito Trofeo Alì Aliper e un buona fetta del montepremi da 25.000 dollari messo a disposizione dall'organizzazione. Rebecca Peterson (svedese numero 208 del mondo) ha strappato la corona dopo una finale di due ore e mezza contro l'ucraina Anastasiya Vasylyeva che sognava di compiere un'impresa eccezionale, vincere il titolo partendo dalle qualificazioni. E c'è stato un momento del match in cui anche il folto pubblico assiepato sugli spali del centrale ha creduto al miracolo. Molto fredda e rilassata, nel primo set la Vasylyeva ha nascosto la palla all'avversaria in virtù di un gioco molto più vario, fatto di palle corte e rovesci tagliati a rompere il ritmo degli scambi. Dall'altra parte del campo la Peterson provava senza riuscirvi a piazzare i suoi colpi vincenti e finiva spesso fuori misura, innervosendosi e lanciando qualche occhiataccia al coach in tribuna. Il primo set finisce quindi alla Vasylyeva, ma dopo la pausa l'inerzia del match cambia radicalmente. La svedese scioglie l'enigma del gioco della sua avversaria e impone finalmente il suo ritmo, piazzando un parziale di 11 giochi a 2. Portando perciò a casa il secondo set e issandosi fino al 5-1 nel terzo. Sembra fatta, e invece la Vasylyeva, al settimo match in altrettanti giorni, trova ancora le energie mentali per tessere la sua ragnatela e riportarsi sotto. Sul 5-4, però, la Peterson lotta per non concederle respiro e alla fine può alzare le braccia al cielo.

Finale Padova Challenge Open - Trofeo Alì Peterson - Vasylyeva 5-7, 6-1, 6-4.

Durante le premiazioni, abilmente condotte dal Direttore del torneo Maurizio Lazzaroni, è apparsa all'improvviso una torta gigante alla frutta, offerta dal circolo a Giampietro Battaglia per il suo 85o compleanno.

Questo quanto dichiarato dai protagonisti

Rebecca Peterson - "Ho vissuto una settimana straordinaria, voglio ringraziare tutto lo staff degli organizzatori per averti trattato sempre al meglio e sostenuto durante i match. Voglio fare i miei sinceri complimenti anche ad Anastasyia che ha fatto un torneo eccezionale, partendo dalle qualificazioni"

Il presidente della Canottieri Andrea Massaggia - "Ringrazio il pubblico che per tutta la settimana e in particolare oggi ha seguito gli incontri in maniera appassionata ma sempre corretta. E' stata una settimana intensa ma molto bella, tutto è filato per il meglio grazie ad una perfetta organizzazione. E di questo voglio ringraziare i nostri volontari e dello staff del torneo che hanno sempre agito per il meglio".

Giampietro Battaglia, presidente del comitato organizzatore del torneo - "Vorrei innanzitutto rivolgere un pensiero a Luciano Borghi (storico maestro del circolo scomparso quest'anno) che è ancora nei nostri cuori. Se abbiamo deciso di portare avanti questa tradizione è anche per continuare a seguire il suo insegnamento. Ringrazio tutti i membri del comitato che hanno lavorato alla riuscita della manifestazione, devo dire che la nostra miglior scelta è stata quella di designare Maurizio Lazzaroni come direttore del torneo"

Gianfranco Piombo, consigliere regionale della federtennis - "Vi porto il saluto e i complimenti da parte di tutto il comitato regionale e da parte del vice presiedete nazionale Gianni Milan. Quello della Canottieri è il miglior torneo femminile della regione e un vanto per la città di Padova. E la Canottieri è un circolo con tradizioni eccezionali, spero che la nuova presidenza dia continuità al lavoro svolto così bene da Piero Battaglia in questi ultimi anni".

Giulia Levorato, rappresentante di Alì Aliper, sponsor della manifestazione. "Per il tredicesimo anno consecutivo abbiamo scelto di essere al fianco di questa importantissima kermesse. Alì considera lo sport un importante strumento di aggregazione e vuole continuare a sostenerlo, soprattutto all'interno del nostro territorio. Mi auguro di vedere presto in campo in tornei come questo, tutti i ragazzi e le ragazze che hanno seguito il trofeo Alì"

Vaccini, chemioterapia e quelle insinuazioni social della presidente di Team for Children che fanno davvero male

Non sono mica di poco conto le insinuazioni di carattere medico che si leggono su facebook e che vedono in prima fila tra gli ultras no vax un nome molto noto nel mondo del volontariato sociale padovano. Scatenata nella battaglia ai vaccini è Chiara Girello Azzena, presidente di Team for children, onlus in prima fila nel supportare l'oncoematologia pediatrica. E la presidente si fa prendere la mano sfogandosi sulla bacheca del curatore dell'immagine anche della onlus padovana.

Scrive la presidente Girello Azzena: "Ogni genitore deve poter decidere cosa fare con i propri figli . Questa costrizione e dittatoriale e non è pensabile in un paese democratico! Diciamo che hanno i magazzini pieni di vaccini e ora non sanno più come sbolognarli !! Questo è il concetto !
Le risponde il curatore: Chiara punti di vista, certo che per dove lavori mi aspettavo una visione differente
Entra nella discussione Roberto Brunoro: Chissà se hanno anche i magazzini pieni di chemioterapici per curare i bambini dell immunotrasfusionale...
Risponde Chiara Girello Azzena a Roberto Brunoro "si hanno anche i magazzini pieni di chemioterapia!"
e rincara sempre Chiara Girello Azzena rispondendo al curatore dell'immagine "perché ? Forse proprio perché vedo e sento tante cose che la penso così non credi?".
Cosa vede Chiara Girello Azzena? Perchè parla di magazzini pieni di chemioterapia mettendola sullo stesso piano dei vaccini che contesta? Domande che, da sostenitore di Team for Children, associazione che ho sempre guardato con grande favore, mi piacerebbe avessero risposta. Basta mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e sarò lieto di pubblicare il chiarimento. Perchè la presidente dell'associazione che parla di magazzini pieni di chemioterapia, sottintendendo chissachè, credo non faccia bene proprio a nessuno.

Alberto Gottardo

Su facebook la presidente di Team for children ha chiarito, usando il proprio profilo personale, scrivendo quanto segue
Con grande dispiacere apprendo da Padova24ore, che parlando di vaccini si sia arrivati ad un mio pensiero sbagliato sulle somministrazioni di chemioterapia.
cit. '' ..si hanno i magazzini pieni di chemioterapia.''
questa è la mia risposta. Triste ma purtroppo reale perché i dati ci insegnano che gli ammalati di cancro sono sempre in aumento, adulti e bambini.
cit.''...forse è proprio perché vedo e sento tante cose che la penso così non credi?..''
Confermo che vedo tutti i giorni bambini che vengono curati con chemioterapia ma ciò non significa che io non creda in questa cure, anzi per fortuna che esistono e tanti bambini guariscono. L'argomento vaccini credo sia a libera interpretazione e completamente scisso dai farmaci salvavita come la chemioterapia.
Prima di essere la presidente di Team For Children sono una mamma e come tale esprimo il mio umile parere sulla legge che riguarda i vaccini.

Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni insieme. Obiettivo: vincere

Arturo Lorenzoni e Sergio Giordani spalla contro spalla. Arancioni e popolo del centrosinistra allargato anche ad esperienze civiche al limite della destra insieme appassionatamente. Obiettivo: vincere.

Con precisione svizzera va in scena in una sala degli Anziani gremita, la riconciliazione tra le due anime del fronte anti Bitonci che si sono fronteggiate anche in maniera aspra. Adesso provano ad essere un corpo solo, un'anima sola. Sarà per questo che in mezz'ora di intervento, nè Giordani nè Lorenzoni hanno parlato di temi.

Parole quelle dei due leader piene di termini come unione, vincere, e vuote di opere ed obiettivi concreti. Si dovrà spiegare soprattutto che si deve andare uniti al traguardo, che è la vittoria, l'amministrazione della città. Poi su chi governerà verso cosa, si rifletterà dal 26 giugno in poi.

Qui di seguito la trascrizione quasi letterale di ciò che hanno detto Sergio Giordani ed Arturo Lorenzoni di fronte a circa quattrocento persone.

"Siamo civici, noi non abbiamo partiti a cui rispondere, ci siamo guardati negli occhi con Arturo ed abbiamo capito che possiamo lavorare insieme. Non ci siamo innamorati, state tranquili (scherza Giordani portando a casa la prima selva di applausi). A noi interessa la sicurezza, la giustizia sociale, cambiare la città e rimetterla in moto. Come si fa ad amare questa città se uno non ci è nato, non ci vive, non va ogni giorno a prendere il caffè e il giornale, non annusa l'umore della gente? il nostro rapporto sarà di condivisione, io condividerò con Arturo tutto. Questo vuol dire governare: io non sono un uomo solo al comando. Abbiamo la bellezza di 250 persone che si spendono per Padova. Ho avuto modo di vedere la conferenza stampa di Bitonci, l'ex sindaco sfiduciato. Sono molto preoccupatio per lui: quando uno dice una bugia tre vote pensa si convince che sia una verità. Non ha fatto nulla, in due anni appena un fagiolo (seconda salva di applausi).

Dice che non ce l'ha fatta perchè è stato sfiduciato: non ce l'ha fatta perchè non è riuscito a tenere i suoi. Stia tranquillo Bitonci, io e Arturo andremo d'accordo per 5 anni. Io non voglio litigare. Lui, Bitonci, ha dato un esempio di lite continua. Noi, lo giuro, non litigheremo mai. Noi abbiamo un obiettivo solo: la città. Facciamo vedere come si fa.

E' anche sfortunato Bitonci, primo perchè in breve tempo mi sono ristabilito (applausi). Secondo, mai pensava che avremmo fatto alleanza. Siamo uguali, a parità di dignità. Vedrete come Padova cambierà a partire dal 26. Io ora lascio la parola ad Arturo, che è molto più bravo di me. Già stasera saremo insieme in una riunione operativa e da domani mattina si lavora a spron battuto insieme. Abbiamo il dovere di vincere.

Più breve l'intervento di Arturo Lorenzoni:
Sono orgoglioso di poter partecipare a questo progetto: noi con la Coalizione abbiamo partecipato a questo cammino condiviso. Quello che mi fa piacere è che Sergio ha riconosciuto il valore di questo percorso, inglobandolo nel suo progetto. E' segno di grande visione ed è un patrimonio enorme per la nostra città. Io domenica sera ero un po' demoralizzato perchè temevo che si infrangesse il sogno di dare un governo vicino alle persone, basato sulla trasparenza e sulle reti solcuiali di questa città, ed invece il nostro sogno continua. Le nostre competezze si integrano bene con quelle della squadra di Sergio. Negli ultimi tre anni è stata divisa la città, la mancanza di dialogo tra istituzioni e rappresentanze economiche e sociali ha creato povertà. Abbiamo il dovere di creare valore in questa città, che ha un grande valore aggiunto nell'associazionismo. Dateci una mano nel far capire la differenza abissale tra la prospettiva nostra e quella del nostro avversario. Questa città ha bisogno di attaccare, di fare impresa di dare visibilità alla propria forza sociale".

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Ballottaggio delle elezioni 2017 a Padova: Bitonci è davanti, ma la coppia Giordani-Lorenzoni può fare il sorpasso

Al ballottaggio ci va Giordani, ma se le elezioni le vince o le perde il centrosinistra dipende in gran parte dalla tenuta dell'ottimo risultato delle due liste che sostenevano Arturo Lorenzoni. E seppure indietro, potenzialmente la coppia Giordani - Lorenzoni è in vantaggio. Per capirsi, come un'automobile di formula uno che ha già fatto il pit stop: indietro ma con un vantaggio rispetto a chi li precede.
Andiamo a vedere perchè Bitonci che dice "sono in vantaggio" evidentemente cerca di negare una evidenza diametralmente opposta, e probabilmente mentre dice di essere davanti guarda nervosamente gli specchietti retovisori della politica.
Per capire dove stiamo andando dobbiamo guardare dove eravamo rimasti. Foto di gruppo in un'afosissima serata di giugno 2014. Tutti sudati Massimo Bitonci e i suoi fedelissimi festeggiano una clamorosa vittoria. Il sindaco venuto da Cittadella vince con 51702 voti validi contro i 44943 di Ivo Rossi. Totale voti validi 96600 (contro i 114528 del primo turno). Teniamo a mente questo dato, ci servirà per capire perchè i ragionamenti che Massimo Bitonci in queste ore non reggono alla prova dei numeri.
Com'erano partiti dopo il primo turno?

I dati 2014 sono questi
Ivo Rossi primo turno 37 488
Massimo Bitonci primo turno 34 890
Francesco Fiore primo turno 11 004
Maurizio Saia primo turno 11 805
Movimento 5 stele 1° turni 9590

Totale votanti primo turno 114 528

Finì con Bitonci che porta a casa tutti i voti di Saia e metà di quelli del Movimento 5 stelle. Metà dei voti di Padova 2020 e un migliaio di quelli di Colasio non arrivarono a Ivo Rossi e l'esito lo conosciamo.

Come si parte dopo il primo turno 2017?
Massimo Bitonci primo turno 39 413. Davanti a Giordani, certo, ma senza più tanto da raschiare in fondo al barile dei voti: sono infatti 5000 voti in più del 2014, quando poteva attingere a un robusto bacino dei voti di Saia, ma ben 12mila in meno del secondo turno, con una numerosità di votanti confrontabile.
Dove recupera quei 12mila voti Bitonci? Anche ragranellando tutti i voti del M5S (ma gli analisti sono concordi nell'attestare che nel 2014 Bitonci sedusse metà dei votanti pentastellati) e rastrellando tutti i voti degli zero virgola, all'appello ne mancano sempre circa cinquemila, a meno che Massimo Bitonci non riuscisse a invertire il trend naturale del secondo turno, e cioè portare a votare più elettori del primo turno, impresa a memoria d'uomo mai riuscita a nessuno a Padova.
Con i voti del secondo turno 2014 Bitonci avrebbe vinto al primo turno. Ma la spallata non gli è riuscita ed ora diventa tutto più difficile, se Arturo Lorenzoni riuscirà a far digerire ai suoi 22mila o almeno a due terzi di questi, il matrimonio con Sergio Giordani.
Insomma la partita è tutt'altro che scontata. Il secondo turno, mi ha spiegato un vecchio politico, è una specie di tempo supplementare: vince non chi ha giocato meglio i primi 90 minuti terminati in parità, ma chi ha più determinazione a segnare un goal in più.
Il 25 giugno alle 23 l'arbitro fischierà. Ed a mezzanotte sapremo già chi gioirà.
Alberto Gottardo

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A Padova ballottaggio con Bitonci al 40% e la coppia Giordani - Lorenzoni con un teorico 51%

Si profila un ballottaggio Bitonci - Giordani, come ampiamente prevedibile già alla vigilia. E come ampiamente temuto dal sindaco uscente di Padova Massimo Bitonci che i sondaggi darebbero perdente contro ogni candidato. Ed in effetti la somma dei voti Giordani - Lorenzoni con il 5% del campione dei votanti scrutinato e quindi dati attendibili, dà un potenziale del centrosinistra unito al 51% mentre Bitonci raccoglie al primo turno un 40,5% a cui andrebbero a sommarsi forse i grillini (al limite dell'orrendo il risultato di Simone Borile attestato a un miserrimo 4,5%) e forse quelli di Luigi Sposato accreditato poco dopo l'una del 2 e mezzo per cento. 0 virgola per Meridi e Bordin che probabilmente faranno un ballottaggio per evitare, o chissà, guadagnare, la poco onorevole maglia nera. 

Guardando all'altra importante elezione della provincia: ad Abano Terme si profila un ballottaggio dagli esiti imprevedibili tra Federico Barierato (Pd) ed a sorpresa Emanuele Boccardo di "Abano dice no"


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Diretta elezioni Padova: Bitonci sotto quota 40%, Giordani al 30%Lorenzoni vicino al 20%

Aggiornamento ore 1:30
"Se Lorenzoni andasse al ballottaggio io con tutti i miei lo appoggerei al ballottaggio. Sono dati di grande soddisfazione: Bitonci aveva detto che avrebbe vinto al primo turno e mi spiace per lui non ci è riuscito. Ora si tratta di mettere da parte le piccole cose che ci dividono da Lorenzoni. Il dato negativo dei pentastellati me lo spiego con il fatto che lorenzoni probabilmente ha pescato da quel bacino. Ora va fatto come diceva Boskov: "Partità è finita quando l'arbitro fischia". Credo che con Lorenzoni parleremo di programmi e di futuro: i padovani vogliono il cambiamento". A dirlo Sergio Giordani intervistato da Marzia Pretolani per Telenuovo all'interno del proprio punto elettorale.

Aggiornamento ore
00:59

"I sondaggi che avevamo fatto noi erano reali: avevamo previsto 10 punti percentuali di distacco dal secondo. Nelle zone periferiche abbiamo un netto vantaggio e posso dire che è un risultato nettamente positivo. In questi due anni e mezzo rispetto al 2014 abbiamo guadagnato consenso. Arrivare su una città grande come Padova come sindaco uscente al 40% è uno dei migliori risultati a livello nazionale. Mi pare che il tutti contro Bitonci non abbia sortito l'effetto che voleva il Partito democratico". A irlo ai microfoni di Telenuovo Massimo Bitonci parlando dalla sua sede elettorale di San Carlo all'Arcella.  

 

 

Aggiornamento ore 00:38
Alla elementare Cavalletto Bitonci primo con il 38,45% dei voti, secondo Arturo Lorenzoni al 30% mentre Giordani insegue al 23,5%

 

Aggiornamento ore 00:28
Alle scuole Muratori di via Dignano all'Arcella Bitonci al 35.5% mentre Giordani a una incollatura al 33,6% e Lorenzoni al 23,6%

 

Aggiornamento 00:26
alla Luzzato Dina del Portello Lorenzoni 32% Giordani 31% e Bitonci 30%

Aggiornamento 00:16

Bitonci dopo una prima "fiammata" al 48 per cento quando è scrutinato l'uno per cento del campione si attesta al 41%. Giordani va al 29% e 20% Lorenzoni. Risultato di sezioni quali Bassanello, Sacro Cuore e Ponte di Brenta

 

Aggiornamento 23:46
Sui primi 583 voti validi Massimo Bitonci porta a casa 278 voti con il 47%. Sergio Giordani è al 25% e Lorenzoni al 175 

 

Aggiornamento delle 23:41
Sezione dell'ospedale con 64 voti scrutinati di cui 34 vanno a Bitonci che ha quindi un virtuale 53% tra i malati. Numeri ancora troppo bassi per essere presi in considerazione seriamente

Aggiornamento ore 23:30

Arriva un primo dato ufficioso sull'affluenza. al 61,35%  con 96.633 voti
Alla sezione dell'ospedale con 30 voti validi, Massimo Bitonci fa il 50% 

 

Aggiornamento ore 23:24
Affluenza sopra il 63% dice il segretario provinciale del Pd Massimo Bettin rispondendo alle domande di Marzia Pretolani su Telenuovo. Voto in flessione in centro storico sotto il 60% secondo i dati che arrivano nella sede elettorale di Sergio Giordani in piazza della frutta, mentre un po' più alta in periferia

 

Aggiornamento ore 23:19

Massimo Bitonci seguirà l'esito del primo turno nel punto elettorale di San Carlo. Sergio Giordani ha fatto sapere ufficiosamente che non parlerà con i cronisti prima di domani pomeriggio. 

 

Aggiornamento ore 23:10

Dato ufficioso sul'affluenza alle ore 23 di poco superiore al 63% in proiezione cittadina

Aggiornamento ore 23:03 
Porta a Porta dà i primi exit poll con il M5S che non va al ballottaggio da nessuna parte. Verona è vista spaccata in 3 con Salemi e Sboarina appaiati e la tosiana Bisinella indietro. 
Alballottaggio secondo gli esperti di Bruno Vespa arriva Massimo Bitonci in vantaggio su Sergio Giordani

Quanto prenderanno i singoli candidati sindaco? Abbiamo fatto un gioco, iniziato in realtà sul proprio sito internet
a questo indirizzo (clicca il link) dall'ex sindaco Paolo Giaretta.

Secondo l'ex senatore del Pd Bitonci varrebbe il 40%, Giordani si piazzerebbe non troppo distante intorno al 35%, non proprio brillante il risultato degli arancioni di Lorenzoni che porterebbero a casa un comunque non disprezzabile 15%. M5S "visto" intorno al 10%.

Io gli ho risposto su facebook con una personalissima previsione: 46% Bitonci, 29% Giordani, 13% Lorenzoni, 9 per cento M5S e gli altri a dividersi un 3%.
Al gioco hanno partecipato in molti, quasi tutti hanno quotato Bitonci sopra il 40 per cento, con Giordani intorno al 30 per cento o poco di più ed a seguire gli altri. L'unico a quotare un Bitonci ad un soffio dal vincere al primo turno, quotandolo al 48%, l'imprenditore Luca Vecchiato.