Venerdì 03 Settembre 2010 09:44
Redazione
Nella tarda serata di ieri i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Padova in casa di un pregiudicato residente vicino ad Este (Padova) hanno scovato e sequestrato 2 pistole mitragliatrici modello “Skorpion” calibro 7.65, con relativi caricatori, munizioni e dispositivo “silenziatore” artigianale ed un Revolver “Smith&Wesson” calibro 357 con relativo munizionamento e numerose cartucce di vario calibro. La perquisizione, successivamente estesa all’Officina presso cui lavorava il proprietario della casa, Giuliano Vallese, 61enne arrestato un paio di settimane fa perchè in possesso di quasi dieci chili di cocaina, ha permesso inoltre di rinvenire e sequestrare una pistola artigianale, cal. 7,65, in avanzato stato di realizzazione, già dotata di due caricatori e relative cartucce. Gli investigatori dei carabinieri ritengono che l’Officina fosse utilizzata come vero e proprio laboratorio per la costruzione di armi e parti di esse, come ad esempio i due silenziatori per le mitragliette “Skorpion” trovate nell’abitazione. L’arsenale era occultato in un’intercapedine appositamente ricavata in un vano scala. La perquisizione è stata disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova, a seguito dell’arresto di Giuliano Vallese,avvenuto il 12 agosto scorso. L’atto era mirato a verificare la presenza di ulteriori quantitativi di stupefacente, nonché di documentazione utile alle successive indagini. Nei guai sono finite anche la moglie 66enne e la figlia 40enne del Vallese, arrestate con l’accusa di concorso in detenzione di armi da sparo e rinchiuse, in nottata, nel carcere femminile di Rovigo, a disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Padova, Roberto D’Angelo.
Giovedì 02 Settembre 2010 01:45
Redazione
Anche Padova si mobilita per salvare la vita a Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per aver avuto un figlio al di fuori del matrimonio. Questa sera alle 18 varie associazioni e partiti politici si danno appuntamento in piazza Cavour alle 18 per riflettere su questa vicenda e far sentire la voce di Padova. Tra le autorità attive su questo fronte anche il sindaco Flavio Zanonato che sta contribuendo al tam tam in internet. Per sottoscrivere la raccolta di firma in internet di Amnesty international clicca qui
Martedì 31 Agosto 2010 11:39
Redazione
Dopo poche ore dal salvataggio sono morti tutti e quattro i cuccioli di cane abbandonati "salvati" da 100% animalisti. "Lunedì 30 agosto, in tarda serata - scrive in una nota 100% animalisti - una persona inqualificabile ha abbandonato quattro cuccioli di Cane in un cassonetto della spazzatura in zona cimitero di Salboro, Padova. I cuccioli, nati da poco (non hanno ancora aperto gli occhi) sono stati gettati tra la spazzatura, chiusi dentro un sacco, e in un posto dove i passanti sono rari. Non è quindi un "semplice" abbandono, chi li ha gettati lì voleva che i cuccioli morissero di fame e patimenti! Fortuna ha voluto che un ragazzo (Simone Canova) di passaggio, abbia sentito i piccoli piangere, e, aperto il sacco, ha subito pensato di soccorrerli portandoli a casa nella vicina via Lusso a Rio di Ponte San Nicolò. Contemporaneamente ha contattato la nostra Associazione, e un nostro attivista si è recato subito sul posto. E' apparso evidente che gli animali, così piccoli, avevano bisogno di cure particolari. Nonostante l'ora tarda (23.00) sono stati avvertiti i Carabinieri di Piove di Sacco, che a loro volta hanno subito allertato l'USL Veterinaria di zona (Usl di Selvazzano). A tempo di record, il veterinario di turno intervenuto sul posto, ha prelevato i cuccioli. Attualmente i pelosoni sono in cura presso l'equipe del dottor Aldo Costa, incrociamo le dita per i quattro cuccioli, non sarà facile salvarli, ma siamo fiduciosi. Se ogni abbandono di Animale è un atto odioso e criminale, in questo caso è particolarmente abietto: è chiara l'intenzione di far morire i cuccioli. La scorsa notte, i nostri attivisti hanno affisso uno striscione "BASTARDO!!!!!! NOI TI TROVEREMO.... 100%ANIMALISTI" sul cassonetto della vergogna diretto all'infame che ha compiuto un gesto tanto crudele, il sacchetto dove erano rinchiusi i poveri cuccioli e di una nota catena di supermercati, nella zona vicino al cimitero se ne trova proprio uno, da lì partiranno le nostre indagini……
Lunedì 30 Agosto 2010 14:06
Redazione
Il titolare di una panetteria a Padova, "L'albero del pane" di via Buonarroti 144, Juan Testa, 26 anni, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale e sequestro di persona. L’uomo è accusato di aver stuprato una ragazza di 22 anni a inizio agosto. Quel giorno la donna aveva chiamato il 113 per denunciare di aver subito una violenza sessuale ad opera dell’uomo che con l’inganno di ritirare querele che i due avevano sporto l'uno contro l'altro, l’aveva invitata a casa. Le indagini svolte dalla squadra mobile hanno permesso di trovare riscontri al racconto della donna. Il gip Paola Cameran ha emesso quindi, accogliendo le risultanze del Pm Federica Baccaglini, una misura cautelare a carico del panettiere. (Ansa)
Sabato 28 Agosto 2010 00:59
Redazione
Una nuova aggressione a sfondo omofobo a Padova? Su questo stanno indagando i carabinieri di Padova. A dare l'allarme il titolare del bar Bertelli's in via Andrea Gritti in pieno centro storico a Padova. Sul Facebook dell'assessore comunale Alessandro Zan infatti è lo stesso Enrico Bertelli a postare questo messaggio con la foto che riproduciamo: "ORE 1.30, AGGRESSIONE IN ZONA INCENERITORE. io e il mio amico daniele calzavara aggrediti da 3 napoletani a calci e pugni al grido "froci di merda". Al 112 il poliziotto mi fa "Ma lei che ci fa nelle zone buie a quest'ora?". Dopo mezz'ora di attesa decidiamo di andare in centrale. Fortunatamente eravam riusciti a fuggire. 10 giorni di prognosi a lui, 3 a me". Guarda il servizio di ReteVeneta con l'intervista a Enrico Bertelli Va chiarito che se chiami il 112 non ti risponde un poliziotto ma un carabiniere Certo che il fatto che ci siano ancora gay aggrediti a Padova fa riflettere. Clicca qui per vedere il precedente, con una coppia di gay aggrediti davanti ad un bar
Qui il video del servizio del tg3 sul fatto avvenuto l'11 giugno
Ultimo aggiornamento ( Domenica 29 Agosto 2010 15:48 )
Venerdì 27 Agosto 2010 15:04
Redazione
Dal coordinamento Abracciaperte riceviamo e pubblichiamo: A cena tutti insieme nel "salotto buono" di Padova, a partire da chi e' senza lavoro e non sa come tirare a fine mese: con questo obiettivo si svolgera' domenica 12 settembre in piazza delle Erbe la Cena per tutti, iniziativa voluta e organizzata dal coordinamento Abracciaperte, che riunisce una trentina di associazioni ed enti padovani. Forte del successo riscontrato nelle prime due edizioni, che hanno visto la partecipazione di circa un migliaio di persone ciascuna, anche quest'anno Abracciaperte ripropone l'appuntamento della cena cittadina gratuita e condivisa, con lo slogan Insieme a cena contro la crisi.
"Anche chi, fortunatamente, non soffre le conseguenze dell'attuale crisi economica sa che quest'anno tantissimi, italiani e immigrati, hanno perso il lavoro - afferma il coordinamento -. Per molti sta finendo la cassa integrazione. In tanti faticano ad arrivare a fine mese e a pagare affitto, acqua, luce e gas. Per i piu' giovani sembra impossibile trovare una collocazione di responsabilita' nella societa'. Per qualcuno non c'e' solo preoccupazione: c'e' disperazione".
Allora... perche' una cena? "Perche' a tavola ci si incontra e si impara a vivere insieme, a fare famiglia, amicizia, comunita' e a rispondere ai bisogni e ai diritti di ogni persona - continuano gli organizzatori di Abracciaperte -. Per dire che, con o senza soldi, tutti devono poter mangiare e dar da mangiare ai propri figli. E ancora per condividere impegni concreti nel rispondere alle necessita' primarie delle persone, perche' gli alimenti non vengano buttati in discarica a tonnellate in nome delle regole di mercato. Perche' nessuno rimanga isolato: solo insieme possiamo farcela".
L'invito e' esteso a tutti, per primi a coloro che non hanno nulla. Se qualcuno ne ha la possibilita', puo' contribuire aiutando a servire ai tavoli o anche portando qualcosa da condividere (cibi semplici non deperibili, bibite senza alcol).
L'iniziativa si pone come la prima pubblica e aperta a tutti a Padova per ricordare che questo 2010 e' stato proclamato Anno Europeo di lotta alla poverta' e all'emarginazione sociale: per questo l'obiettivo e il desiderio del coordinamento Abracciaperte per questa edizione della Cena per Tutti sono la partecipazione e il coinvolgimento di tutti coloro che abitano la citta'. Nessuno escluso.
Al coordinamento Abracciaperte aderiscono:
Beati i costruttori di pace, Ass. per la Pace, Donne in nero, Ass. Nigeriani, Centro Aiuto Ss. Trinita', Caritas diocesana di Padova, ACS, AIE, Comunita' Eritrea, Ass. Giuristi Democratici, Acli, MFE, Fondazione Zancan, Granello di Senape, Studio Forenix, Cgil, Cisl, Uil, Legambiente, Ass. Migranti, Centro Universitario, Arci, Ass. Ja-Poo, Ascan, Migrantes, Amici dei Popoli Padova, Comunita' Comboniana Padova, ADEC.
Per informazioni:
Segreteria organizzativa della Cena per Tutti: c/o Beati i costruttori di pace, via da Tempo 2, 35131 Padova, tel. 049.8070522, fax 049.8070699, e-mail:
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; face book: a braccia aperte
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