Niente Naviglio autunnale: sfuma l'ipotesi del ritorno della festa dello spritz e della musica sul Lungo Piovego a fine mese

Doccia fredda sull'entusiasmo che aveva suscitato la lettera di invito dell'università di Padova, a firma del direttore di dipartimento di Psicologia generale Guido Vidotto, che chiedeva a Federico Contin, organizzatore del Naviglio, di riproporre la rassegna musicale e spritzettara anche in autunno a partire da fine mese. L'occasione propizia, secondo Vedovotto, era quella del Convegno internazionale di psicologia della salute che si terrà proprio al Portello tra il 28 agosto e il 2 settembre. L'idea, subito sposata da Contin, era quella di animare il lungo Piovego con chioschetti e band musicali in occasione delle serate del convegno. Ma i sogni di una mini rassegna autunnale sono naufragati sui tempi che le norme sulle concessioni degli spazi demaniali. Scrive infatti il direttore del genio civile di Padova che la data ravvicinata del convegno confligge con le procedure di evidenza pubblica. Quindi niente concessione ed addio al "mini Naviglio".
"Da una parte siamo dispiaciuti, perchè l'idea di animare anche il periodo di arrivo degi studenti universitari ci sembrava un ottimo biglietto da visita per la città - spiega Federico Contin, ideatore delle rassegne estive lungo il Piovego - rimane il riconoscimento da parte dell'università attraverso il direttore di dipartimento Vedovotto, del valore culturale ed identitario della nostra realtà. Siamo felici per questo perchè si è capito l'animo della nostra iniziativa che travalica il lato commerciale. Ci consoleremo con l'oktober fest alle serre di Corso Australi, a fianco del PalaGeox, un luogo della città che recupereremo alla movida dal 13 al 23 settembre per dieci giorni non solo di festa della birra ma anche di festa della musica dal vivo e del divertimento consapevole".

Alessandra Bortoletto, mamma dei 14 figli Calò, aggredita in stazione scrive al sindaco di Padova Sergio Giordani

E' la mamma più famosa di Padova: quella che insieme al marito ha messo al mondo 14 figli. L'altra sera Alessandra Bortoletto in Calò aveva parcheggiato il furgoncino con cui trasporta la parte più giovane della maxi famiglia in piazzale della Stazione. Stava aspettando quando uno sconosciuto ha aperto la portiera del veicolo ed ha cercato di sottrarle la borsa. La donna è riuscita a mettere in fuga il malintenzionato ferendosi. Questa la lettera aperta che la maxi mamma ha scritto su facebook al sindaco Sergio Giordani:


Caro Sindaco Giordani,

Le voglio raccontare della SUA città di Padova.
Lei forse,ancora,non conosce Padova.
Mi chiamo Alessandra,sono la mamma di 14 figli,nata e ho sempre vissuto qui.
L'ho amata Padova.....quando era una città viva e sana.
Ieri pomeriggio alle 18,aspettavo le mie figlie davanti al piazzale stazione.
Ero parcheggiata,seduta al posto del conducente.
Ad un tratto è entrato un extracomunitario nel nostro pulmino,mentre un secondo personaggio faceva da palo.
Ho capito che voleva la mia borsa,riposta a terra,tra i sedili,vicino ai miei piedi.
Lui l'ha afferrata,ma anch'io l'ho afferrata con tutte le mie forze.
Mi ha trascinato fuori,per terra,picchiandomi.
E io la borsa l'ho tenuta ancora più stretta,come si tiene un bimbo.
E sa perché??
Perché questa borsa è un puzzle importante della mia vita, perché mi è stata regalata a un compleanno da persone speciali.
Perché dentro alla mia borsa ho i disegni dei miei bambini.
Perché quei pochi soldi che ho dentro,sono soldi nostri!
Perché la mia borsa è parte della mia vita.
Ho urlato con tutto il fiato che avevo,ma le posso assicurare che seppur ci fossero persone,nessuno è intervenuto.
Quando si sono allontanati,mi sono rialzata e ho cercato il mio telefono che io stessa avevo lanciato,per non farglielo prendere.
Ho chiamato la Polizia, quando sono arrivati sono stati molto gentili,per carità,nulla da dire,ma oltre al documento di riconoscimento che avevo dato subito,era secondo lei il momento per chiedermi patente e libretto del mezzo??? Io stavo male,invece ho dovuto restare lì finché mandavano via i miei dati telematicamente!
Complimenti!!!
Ho avuto bisogno delle cure del pronto soccorso,dove mi hanno riscontrato una contusione al bacino,ed escoriazioni varie al braccio destro e gamba sinistra,otto giorni di prognosi.
Io sono stata trascinata,picchiata nel tentativo di scippo e mi ritrovo con un ticket di 61,15 da pagare,credo che qualcosa non funzioni!!!!
Certo il dolore fisico passa,ma il dolore dell'anima???
I dolori dell'anima,sono dolori troppo grandi e non si cicatrizzano mai!!!
Glielo assicuro!!
#Delusanauseata

Ragazzino "effeminato" di Padova sottratto alla famiglia? La giustizia ragione alla madre

«Vittoria!». L'avvocato Francesco Miraglia commenta così, a caldo, la disposizione giunta oggi ed emanata martedì scorso dalla Corte d'appello di Venezia, con la quale viene accolto il ricorso presentato dalla madre del tredicenne padovano, che il Tribunale voleva allontanare dalla casa in cui vive con lei e le due sorelle maggiori, perché giudicato troppo "effeminato". La donna si era rivolta al legale, esperto in Diritto minorile, per tentare di avere giustizia. «La Corte ha accolto ogni nostra richiesta, visto e considerato che il provvedimento di allontanamento era stato pronunciato sulla base di una relazione vecchia di cinque anni, quando il ragazzino era completamente diverso: allora era un bambino di otto anni, ora è un adolescente di quasi quattordici» prosegue l'avvocato Miraglia. Lo scorso maggio alla madre era arrivata all'improvviso la disposizione emanata dal Tribunale dei Minori di Venezia, con la quale le si comunicava il decadimento della potestà genitoriale su suo figlio, sulla base di una relazione presentata dal Servizi sociali territoriali, che consigliavano un allontanamento al di fuori della famiglia visto gli atteggiamenti "effeminati" che il ragazzino mostrava. Questo nonostante fossero anni che non vedevano il ragazzo. La madre allora aveva presentato ricorso alla Corte di Appello veneziana ed oggi è riuscita da ottenere la sospensione del provvedimento di allontanamento.

«All'udienza, svoltasi martedì scorso 8 agosto, non ho portato nuove prove, nuove testimonianze, nuove relazioni» rivela l'avvocato Miraglia, «bensì ho portato davanti ai giudici il ragazzino stesso, facendo vedere loro sulla pelle e sulla vita di chi stessero emanando dei provvedimenti assurdi e immotivati. I Servizi sociali avevano già disposto che il ragazzino, il giorno dopo Ferragosto, venisse trasferito in una comunità di Treviso. Davanti a loro si è presentato un normalissimo adolescente, che ha ribadito ancora una volta che una famiglia ce l'aveva e non vedeva perché dovesse allontanarsene».

I giudici si sono convinti e hanno sospeso il suo allontanamento e il trasferimento in comunità.

«Questo è un caso emblematico di come, spesso, i Tribunali dei Minori si trovino ad emettere dei provvedimenti e ad assumere decisioni pesanti per la vita dei bambini, sulla base di relazioni di Servizi sociali incompetenti» conclude l'avvocato Miraglia. «Ammesso e non concesso che l'essere effeminato possa essere un problema (etichetta che al ragazzo è stata "affibbiata" dai Servizi sociali, senza alcuna perizia tecnica), sicuramente non è un motivo valido da addurre come scusa per strappare un ragazzino alla sua premurosa famiglia, per togliergli la libertà di decidere della sua vita e per costringerlo ad andare a vivere in una comunità. Vista la decisione della Corte d'Appello evidentemente avevamo sempre avuto ragione noi e se non avessimo lottato e non ci fossimo opposti al provvedimento, convinti della nostra ragione, tra una settimana un ragazzino di tredici anni sarebbe stato catapultato in un ambiente estraneo, a decine di chilometri da casa e dall'ambiente rassicurante in cui era sempre vissuto, per andare ad abitare con degli sconosciuti».

Bike sharing a Padova: Arturo Lorenzoni, vice sindaco, racconta la sua visione per questo servizio smart

«Una straordinaria esperienza in una città bella, serena e accogliente». Lucia Dalla Montà, preside della scuola italiana Cristoforo Colombo di Buenos Aires ha scritto al comune di Padova per ringraziare della visita alla città organizzata in collaborazione tra l'ufficio per la Mobilità Ciclabile del comune, la Polizia Locale, l'associazione Amici della Bicicletta e la Fondazione Antonino Caponnetto.

Settanta biciclette del servizio bike sharing padovano hanno permesso, grazie anche alla supervisione della Polizia Locale e alla guida degli studenti del Valle, di visitare Padova a "ritmo lento": «L'idea della biciclettata è stata oltremodo gradita – scrive la preside – Ci ha permesso un contatto più vivo e vero con la città». La gita, avvenuta all'inizio di luglio, aveva dato adito a qualche polemica relativa all'efficienza del servizio di bike sharing, cui però la professoressa Dalla Montà non dà eccessivo peso: «Mancavano alcune biciclette perché qualche studente aveva detto di voler fare il percorso a piedi – continua la preside – Qualche bicicletta ha avuto dei problemi tecnici, dovuto però anche all'imperizia dei nostri studenti, che a Buenos Aires non sono abituati a muoversi in bici. Io ho consegnato la mia a uno studente solo perché lui aveva avuto problemi alla catena. Un ragazzo di colore quando mi ha visto in difficoltà si è offerto di darmi una mano. Tutto si è concluso bene e senza incidenti. Per i nostri studenti la tappa di Padova è stata quella più bella dell'intero viaggio. Speriamo tutti di poterci rivedere l'anno prossimo».

La bicicletta si conferma, anche dalle parole della professoressa Dalla Montà, un mezzo privilegiato non solo per alleggerire il traffico cittadino, ma anche per il turismo. In questo senso il bike sharing è uno strumento indispensabile: «Vogliamo assolutamente potenziare il bike sharing – spiega il vice sindaco Arturo Lorenzoni – Negli ultimi anni il sistema padovano non è stato adeguatamente valorizzato e incentivato. Stiamo studiano i migliori sistemi del mondo per rendere il bike sharing padovano efficiente ed innovativo. Il bike sharing è utile sia ai cittadini, per muoversi tutti i giorni in città, che per i turisti, che possono così avere a disposizione un mezzo che consente di apprezzare la città conoscendola nella sua essenza, allargando la possibilità di visita anche al di fuori degli itinerari più classici senza frenesia».

Attualmente le stazioni di bike sharing a Padova sono 28 che l'amministrazione punta di aumentare fino a cento. In particolare l'obiettivo è quello di aumentare la presenza nelle zone frequentate dagli studenti e in generale i giovani, ma anche nei pressi dell'Ospedale, diffondendo il in tutti i quartieri cittadini valutando anche l'opzione senza stalli. L'obiettivo è anche quello di rinforzare il rapporto con i comuni della cintura urbana per dare vita a un sistema integrato di trasporto sostenibile.

Radio Padova sbarca a playa Punta Canna, la spiaggia "fassista" con il bagnino Gianni Scarpa ospite fisso del "Morning Show"

Prima puntata con il vento, anzi la bora, in poppa per il Morning Show di Radio Padova in collegamento da Punta Canna, la più mediatica spiaggia del litorale veneziano, ribattezzata tra il serio e il faceto la spiaggia "fassista". Collegato con il programma di Radio Padova, da questa mattina per tutto agosto c'è infatti il bagnino "fassista" Gianni Scarpa.
A rendere nota in tutta Italia Punta Canna la scelta del titolare, Gianni Scarpa, che aveva riempito la spiaggia di cartelli, tra cui alcuni innegianti a Benito Mussolini, professandosi autenticamente fascista.
Per capire quanto Punta Canna sia un fenomeno mediatico e quanto ci sia di fondato, su una ipotesi i cui risvolti di eventuali nostalgie fasciste sta indagando anche la polizia su mandato della Procura di Venezia, il Morning Show è stato "sdoppiato": Barry Mason continua come da vent'anni a questa parte, a condurre il programma, mentre Alberto Gottardo interroga Gianni Scarpa sui temi di attualità che d'abitudine vengono discussi nella striscia mattutina.
"Gianni Scarpa è molto genuino - spiegano Barry Mason e Alberto Gottardo - ed esce con affermazioni molto forti tipo "i borseggiatori li manganellerei sui denti", ed i nostri ascoltatori si sono divisi tra chi è d'accordo con il suo modo di vedere le cose e chi la pensa in maniera diversa. Noi siamo arrivati con molta curiosità a playa Punta Canna, trovando un Gianni Scarpa verace, e a volte sopra le righe, ma ci siamo divertiti durante questa prima mattinata. Gianni ha dimostrato di avere i tempi radiofonici ed anche l'ironia necessaria a sostenere un programma radiofonico come il nostro".
L'appuntamento è sulle frequenze di Radio Padova tutte le mattine dalle 7 alle 9.30 con le incursioni radiofoniche dalla spiaggia "fassista" tra un blocco musicale e l'altro.

Nella foto da sinistra Barry Mason, Gianni Scarpa e Alberto Gottardo

A palazzo Moroni altri tre assunti nello staff del sindaco e del vice sindaco Arturo Lorenzoni: dentro Busato, Zilio e Tanel. Totale oltre 300mila euro

Altra infornata di collaboratori per lo staff del sindaco Sergio Giordani e del vice sindaco Arturo Lorenzoni. Quest'ultimo si avvale da oggi della collaborazione del giornalista Massimo Zilio, già esperto nel raccontare sulle pagine del Gazzettino episodi minori della cronaca cittadina e sindacale, oltre che specializzato negli articoli sportivi in particolare di corsa campestre, atletica leggera, baseball e tiro con l'arco. Per Zilio il Comune di Padova fino alla fine del mandato del vice sindaco Arturo Lorenzoni, il Comune sborserà 29mila euro abbondanti.
Tremila euro in più costerà la segretaria particolare del vice sindaco Sara Busato, attiva come anche Zilio nella comunicazione e nella logistica della campagna elettorale delle due liste arancioni che hanno sostenuto Arturo Lorenzoni.
E' andata peggio all'altro giornalista impiegato fino a giugno nello staff di Sergio Giordani. Per lui 15mila euro l'anno. Il conto totale della squadra di Giordani/Lorenzoni sale quindi a 210mila euro. A cui andrebbero aggiunti, almeno a livello di contabilità, 93mila euro che percepisce l'anno Fiorita Luciano, capo di gabinetto, stipendio che secondo altri, pur ricoprendo la dottoressa Luciano il delicato incarico di capo di gabinetto, non andrebbe conteggiato visto che la dirigente comunale era già in forza a palazzo Moroni ad altro incarico. Mentre era esterno all'amministrazione Andrea Recaldin, capo di gabinetto ai tempi di Massimo Bitonci. Secondo i supporter del centrosinistra insomma lo staff costerebbe 210mila euro e non 303mila come indurrebbe l'aritmetica pura. Valore che porterebbe lo staff Giordani/Lorenzoni a sbilanciare di 35mia euro rispetto ai 268mila euro che costava alle casse del Comune la prima linea ai tempi di Massimo Bitonci.
A questo link le determine del gabinetto del settore risorse umane di Franco Tanel e degli altri collaboratori.

 

Sullo stesso argomento leggi anche
"Lo staff di Bitonci costava di più": quando la foglia di fico diventa supercazzola. La prima linea di Giordani rischia di battere tutti i record

Miracolo in giunta: con un tratto di penna l'ex segretario del Pd guadagna 6653 euro lordi al mese (nel giorno in cui il Pd manda in cassa integrazione

Mauro Corona a Radio Padova: "Io strumentalizzato dalla politica. Voterò Movimento 5 stelle"

"Siccome la campagna elettorale prossima si svolgerà sulla difesa personale, è logico che si sono impossessati e di qua e di là di questa faccenda: questo la dice lunga sulla pochezza, sulla nullità della politica".
A dirlo Mauro Corona, scultore e scrittore, intervistato durante il "Morning show" di Radio Padova questa mattina, commentando il clamore seguito alle affermazioni fatte nell'immediatezza dell'atto di vandalismo che lo ha coinvolto tra sabato e domenica notte, quando tre giovani a cui i carabinieri di Pordenone stanno cercando di dare una identità, gli hanno mandato in frantumi la vetrata dello studio a Erto.
"Sono sicuro di essere stato strumentalizzato - dice Mauro Corona in un altro passaggio dell'intervista a radio Padova, ed aggiunge - L'ho sparata grossa e ci sono caduti tutti, hanno cavalcato la situazione. I carabinieri fanno il loro dovere e qui sono lontani: devono partire da Spilimbergo, Udine. Quando sento la politica che dice "bisogna affidarsi alle istituzioni, alla legge, alle forze del'ordine". Ma allora bisogna mettere un poliziotto in ogni casa, fanno ridere queste affermazioni e le fanno fior di politici".
Su chi lo rappresenti tra i politici, Mauro Corona, rispondendo ad una domanda del conduttore del programma Barry Mason, risponde: "Io di politica non mi occupo, mi preoccupo, mi fanno ribrezzo - aggiunge lo scrittore di Erto (Pn) - e se entri in politica anche con buoni sentimenti, con buoni propositi e con onestà, vieni subito inglobato come il ragno ingloba l'insetto nella tela, e se non ci stai ti creano subito lo scandalino per farti fuori". Alla domanda se ci sarà un Mauro Corona in politica lo scrittore risponde: "no, no me lo hanno chiesto più volte, ho altro da fare. Mi sento anche un incapace, forse politicamente. Perchè devo andare lì ad avere i vitalizi, le prebende, le facilitazioni. Guardate che siamo guidati da politici che non sanno neanche l'italiano. Io non mi sento rappresentato da un Razzi. Sinceramente ero bersanista, ma ormai non sono più nulla, se volete proprio la mia confessione, che vi ho detto sono un uomo pulito, mi sa che la prossima volta voterò i 5 stelle. Ma anche lì cominciano a fare scherma tra di loro...".

"Saluti a Ramelli, il terrorista". E sul giornalista padovano David Parenzo piovono insulti di ogni tipo e scritte offensive

"Saluti a Ramelli ... il terrorista". Una frase tolta dal suo contesto e che sta costando qualche fastidio al giornalista padovano David Parenzo, che insieme a Giuseppe Cruciani è anima de "La zanzara", il popolare programma radiofonico. E' evidente che Parenzo non si riferisse a Sergio Ramelli, militante del Fronte della gioventù, morto un anno prima che Parenzo nascesse, assassinato da militanti di Avanguardia operaia. A spiegare la vicenda è lo stesso Parenzo con due post su facebook:
"Ramelli e' stata una vittima del Terrorismo, come tutti sanno! Non era mia intenzione, lo ripeto ancora, offendere la memoria di una vittima del Terrorismo. Chi segue la zanzara sa che non ho mai scherzato sui morti. E' un mio principio. Vedo che una intera comunità politica si è sentita tirata in causa. Da padovano partecipavo alle commemorazioni di Mazzola e Girallucci, barbaramente trucidati dalle brigate rosse. A tutta questa comunita' chiedo scusa per equivoco. Per quelli che mi minacciano ci penserà la procura".
Ed ancora nel post precedente il giornalista nato a Padova e romano d'adozione aggiunge:
"In genere non le faccio, ma qui mi tocca: alla zanzara , come sa bene chi la ascolta, ogni giorno ironizzo su regista (la corte ) e collaboratori vari per i quali chiedo sempre tribunali e pene detentive! Trattasi di ironia. Il regista piero la corte, viene da me ogni giorno apostrofato come criminale, terrorista...degno di essere processato alla corte penale internazionale. Nel corso dell'ultima puntata, venerdì, al momento dei saluti ho detto: felice che questa trasmissione si chiuda. Saluti a tutti quelli che hanno collaborato e alla lettura dei nomi ho detto "Ramelli ...il terrorista!" Ramelli e', come si può facilmente verificare, un collaboratore della Zanzara! Nulla a che vedere con Sergio Ramelli ucciso dall'estrema sinistra. La reazione di alcuni gruppi mi fa capire quanto sia ancora viva quella ferita. Però chi conosce il programma sa che non vi è alcun riferimento a quella storia. Non insulto i morti. Non è nel mio stile".

"Lo staff di Bitonci costava di più": quando la foglia di fico diventa supercazzola. La prima linea di Giordani rischia di battere tutti i record

Lo staff di Massimo Bitonci costava di meno. Magra consolazione della serie "siamo meno peggio" o una supercazzola prematurata con scappellamento a destra? La tesi che il Mattino di Padova sostiene con l'articolo a firma di Luca Preziusi è al limite della categoria fake news. Perchè non racconta una bugia ma omette almeno un paio di verità.
La tesi del Mattino di Padova secondo cui "la prima linea del leghista guadagnava 268mila euro, 134 mila quella di Giordani" fa acqua da tutte le parti. Andiamo a vedere perchè.
Nel calderone dell'analisi del giornale cittadino più letto infatti finisce anche lo stipendio percepito dal capo di gabinetto Andrea Recaldin, 93mila euro lorde l'anno.
Chi è il capo di gabinetto di Giordani? Nessuno? Se fosse nessuno o fosse qualcuno tra Jessica Canton, Massimo Bettin potremmo mettere zero alla voce Capo di Gabinetto. Il nuovo capo di gabinetto invece, come giustamente fa notare Luca Preziusi è Fiorita Luciano, già stipendiata da Palazzo Moroni. Omette il giornalista di scrivere quanto. Basta una ricerca sul sito del Comune di Padova per vedere che lo stipendio della dirigente succeduta ad Andrea Recaldin è di 92mila euro. Perchè non dovrebbe essere computato tra i costi della "prima linea"?
Seconda omissione, si scrive che "l'adriese Carlo Melina, portavoce", percepiva 86mila euro lordi. Lasciando trasparire solo di passaggio che lo stesso, con nel curriculum anche prestigiose collaborazioni da giornalista nella galassia delle produzioni Mediaset, svolgeva la funzione anche di capo dell'ufficio stampa. Ruolo che l'attuale portavoce, che i giornali li ha al massimo letti, non essendo mai stato giornalista nemmeno per un giorno, non può ricoprire. Quindi molto probabilmente il ruolo dovrebbe essere assegnato a Franco Tanel, lui sì giornalista oltre che valente fotografo. Donatella Gasperi ai tempi di Flavio Zanonato percepiva un trattamento annuo di 45mila euro lordi. Se tanti ne fossero assegnati anche a Franco Tanel il nuovo conto salirebbe a
prima linea Sergio Giordani = 271 mila euro. Tremila euro in più di quanto imputato dal Mattino di Padova di oggi allo staff di Massimo Bitonci = 268mila euro.
Con un giallo nel giallo: Sul Mattino del 21 Giugno 2014, sempre scritto da Luca Preziusi in occasione dell'insediamento di Bitonci, gli stipendi del gabinetto del sindaco pubblicati all'Albo Pretorio erano: Andrea Recaldin , ex capo gabinetto Bitonci 67.000 ( 47.000 trattamento accessorio e 27000 inquadramento economico D3 , perchè laureato ) ; Carlo Melina, portavoce ( come Bettin ) e capo ufficio stampa ) 65.700 ; Comacchio ( supporto gabinetto sindaco ) 39.400 ; Anna Bassano, segretaria particolare di Bitonci 42.200. Cioè 214mila e 300 euro. 54mila euro in meno di quanto calcolato dal Mattino di Padova tre anni dopo. Misteri dell'aritmetica. E anche del giornalismo, evidentemente.

 

Alberto Gottardo

 

sullo stesso argomento leggi anche
Simone Borile (M5S): "Lo stipendio di Bettin, portavoce a 87mila euro? Uno schiaffo alla crisi"

Miracolo in giunta: con un tratto di penna l'ex segretario del Pd guadagna 6653 euro lordi al mese (nel giorno in cui il Pd manda in cassa integrazione