L'Appe di Padova lancia l'appello ai Comuni per arginare il fenomeno della "sagra facile"

«La Giunta Regionale del Veneto ha fatto la sua parte: adesso tocca ai Comuni». È questo il commento dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) sull'attuale situazione di "stallo" in merito alla regolamentazione delle sagre.
Un fenomeno, quello delle sagre, che vede la realizzazione in Veneto di quasi 2.000 manifestazioni, con una durata media di 7,3 giorni, per un totale di oltre 14.000 giorni di festa ogni anno e un giro d'affari di circa 40 milioni di euro.
«È chiaro – commenta il Presidente APPE, Erminio Alajmo – che occorre disciplinare questo settore, così come peraltro già fatto anche da altre Regioni».
Per questo, la Giunta Regionale ha approvato la Deliberazione n. 184 del 21 febbraio 2017, riguardante le "Linee guida per la programmazione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande nelle sagre e nelle fiere".
L'allegato "A" alla Deliberazione contiene le indicazioni, destinate ai Comuni, per la calendarizzazione delle manifestazioni temporanee in cui viene svolta attività di somministrazione, al fine di pubblicizzarne le date e le modalità di svolgimento, in modo da assicurare l'omogeneità dell'organizzazione su tutto il territorio regionale.
Entro il 30 novembre di ogni anno, i Comuni predispongono il calendario delle sagre e delle fiere con riferimento alle manifestazioni che si svolgeranno nell'anno successivo. Detto calendario deve essere trasmesso alla Regione entro il 15 dicembre di ogni anno.
È inoltre previsto che le Amministrazioni Comunali si dotino di un regolamento che disciplini le modalità di iscrizione al calendario, le eventuali limitazioni alla durata massima delle manifestazioni (altrimenti fissata a 30 giorni), nonché il coinvolgimento degli operatori in sede fissa e ambulanti.
«Da un lato – dichiara Alajmo – siamo soddisfatti perché, per la prima, volta la Regione si è occupata di un argomento molto sentito dagli esercenti e, in particolare, dai ristoratori. E, per la prima volta, si parla espressamente di "concorrenza sleale"».
«Dall'altro lato – prosegue il Presidente dei ristoratori – siamo delusi dall'atteggiamento delle amministrazioni comunali che, ad oggi, non ci risulta abbiano avviato alcun iter per la predisposizione del Regolamento. E questo nonostante l'APPE, appena approvata la Deliberazione regionale, abbia scritto una lettera a tutti i 104 Comuni della provincia di Padova, informandoli della novità e dando piena disponibilità alla collaborazione».
Ma l'Associazione non si è persa d'animo e, presa carta e penna, ha predisposto di sua iniziativa una bozza di Regolamento-tipo sulle sagre, pronto per essere adottato dai Consigli comunali.
«Stiamo agevolando al massimo – conclude Alajmo – il lavoro dei Comuni, che adesso hanno tutti gli strumenti per tutelare il territorio, le attività economiche che vi lavorano e le tradizioni culturali e gastronomiche, nel rispetto della libertà d'impresa e con la finalità ultima di tutela dei consumatori».

Torna a "casa" il professore Giulio Di Toro: geologo di fama mondiale dopo una splendida carriera da pallavolista azzurro

Torna come professore di prima fascia nell'Ateneo di Padova dove si è laureato nel 1999 e dove era, finora, professore in congedo. Lo fa dopo aver maturato una lunga serie di esperienze internazionali ed essere diventato un geologo di fama mondiale, tanto da essersi aggiudicato (fra i vari riconoscimenti) due Erc Consolidator Grant dal valore di quasi quattro milioni di euro. Ma Giulio Di Toro è abituato a girare il mondo anche per un altro motivo: è stato un giocatore professionista di volley, vincitore di due coppe europee e per 25 volte «azzurro» della nazionale di Julio Velasco. Quella, per intenderci, che più di tutte ha fatto sognare, negli anni Novanta, i tifosi italiani.

A mettere a segno il punto, per rimanere in metafora pallavolistica, è ancora una volta l'Università di Padova. Lo scorso venerdì, 16 giugno, il CdA d'Ateneo ha dato il via libera alla chiamata diretta proposta dal dipartimento di Geoscienze per un posto nel settore Geologia Strutturale. Di Toro torna così in Italia: il 49enne è attualmente professore ordinario all'Università di Manchester. Non solo: il suo curriculum ricorda come sia anche professore di ricerca presso l'Ecole Normale Superieure di Parigi e ricercatore associato all'Istituto Nazionale d i Geofisica e Vulcanologia di Roma.

Di Toro si è aggiudicato qualche anno fa il finanziamento di un progetto competitivo dell'European Research Council (Erc). Così ha ottenuto la nomina a Consolidator Grant per il periodo 2014-2019, con un finanziamento totale di 1,9 milioni di euro. dal titolo. Prima gli era stato riconosciuto un altro Erc: Starting Grant (per gli anni dal 2008 al 2013), altrettanto finanziato con 1,9 milioni di euro.

L'obiettivo principale della sua ricerca, in collaborazione con studiosi nazionali e internazionali di diversa estrazione scientifica (geologi, sismologi, fisici, ingegneri), è l'integrazione delle osservazioni provenienti dall'analisi geologica di terreno e dagli studi sperimentali con le osservazioni e i dati sismologici e geofisici finalizzata alla comprensione della meccanica dei terremoti. Tra i risultati più rilevanti della sua attività di ricerca vanno ricordati due contributi fondamentali: la prima evidenza sperimentale di lubrificazione di faglie durante terremoti e la proposta di un comportamento generale dell'attrito nelle faglie durante i terremoti.

Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni disegnano la nuova Padova con più autobus per i quartieri e tram fino alle 2

Sessanta milioni di euro statali gettati al vento pur di non potenziare il tram, cancellato il diretto piazze, tagliate le corse degli autobus da e per i quartieri specie nelle ore serali, nessun controllo sulle corsie preferenziali, oltre un milione di passeggeri in meno. Sono queste le cifre del disastro del nostro trasporto pubblico grazie alla manifesta incapacità di indirizzo del settore da parte dell'ex sindaco- sfiduciato persino dai suoi consiglieri e abbandonato dai suoi stessi assessori- Massimo Bitonci. In due anni e mezzo di guida leghista sono stati acquistati per il trasporto urbano di Padova solo 8 nuovi autobus. Elettrici almeno? No. A metano? Ma naturalmente no. L'ex sindaco ha dotato Padova solo di ulteriori autobus a gasolio. Una situazione insostenibile che deve essere superata.
Sergio Giordani sul trasporto pubblico ha le idee molto chiare: «Con noi si cambia per davvero. Nel nostro programma amministrativo il trasporto pubblico ha un ruolo molto importante. La nostra città è tra le più inquinate d'Italia e io come Sindaco avrò anche istituzionalmente il compito di tutelare la salute dei miei concittadini. Non possiamo ignorare il problema dell'inquinamento, ma anche quello della congestione stradale, d'estate per poi ritrovarci puntualmente in emergenza ogni autunno. E' necessario avviare un intervento strutturale sulla mobilità cittadina, puntando sul trasporto pubblico. Che non vuol dire vedere l'auto privata come un nemico, sarebbe un atteggiamento stupido e ideologico, ma piuttosto offrire mezzi di trasporto pubblici efficienti che siano più convenienti da usare del veicolo privato per muoversi in città. Il nostro tram è un successo e sono migliaia ogni giorno le persone che lasciano l'auto ai suoi capolinea per arrivare in centro con un mezzo confortevole, frequente, e dai tempi di percorrenza certi. Questo è il modello da sviluppare: ovviamente anche con autobus elettrici e altri mezzi ecologici, garantendo corsie preferenziali sgombre, frequenze non superiori agli 8 minuti, e collegamenti non solo tra quartieri e centro ma anche tra quartiere e quartiere. Riattiveremo subito il Diretto Piazze, chiesto a gran voce proprio dai cittadini e aggiungeremo una linea ad alta frequenza che colleghi alcuni dei luoghi più frequentati e attualmente mal serviti della città: partirà dalla stazione, toccherà il tribunale, la fiera, la zona universitaria per arrivare fino all'area degli uffici che si sviluppa tra Via Longhin e Via della Croce Rossa. Introdurremo ulteriori agevolazioni per gli anziani e i giovani e prolungheremo il servizio fino alle due. Nelle ore serali istituiremo un servizio di vigilanza su bus e tram per assicurare alle nostre mamme e a tutti i viaggiatori serenità e sicurezza. Ancora porterò a100 le stazioni del bike sharing, adesso sono solo 28, completando e potenziando la rete delle piste ciclabili per collegare anche i comuni confinanti e svilupperò il servizio di car sharing con auto elettriche sempre più apprezzate dai padovani. Padova anche nel trasporto pubblico non merita di essere lasciata in mano a dilettanti allo sbaraglio».
«Oggi la tecnologia offre nuove possibilità per muoversi in città in maniera rapida e sostenibile - spiega Arturo Lorenzoni - Arrivare in centro con la propria auto è un'idea del secolo scorso. Ridurre la mobilità privata nella città non vuol dire allungare i tempi per arrivare in centro, anzi. Possiamo ridurre i tempi di percorrenza offrendo ai cittadini servizi migliori. Esistono molte soluzioni, come il bike sharing, car sharing, ma anche altri servizi: penso ad esempio gli scooter elettrici che per una città come Padova possono rappresentare una soluzione molto efficace. Dobbiamo guardare al futuro per il bene della città. Un trasporto pubblico migliore rende la città più vivibile e sicura».
Con noi dal 26 giugno si cambia: il trasporto pubblico deve essere potenziato. E per fare questo avremo un confronto diretto con l'Azienda di Trasporto e incontreremo una volta al mese le Associazioni degli Utenti ed i vari comitati cittadini locali. Perché una volta di più, noi dobbiamo rendere conto solo ai padovani e l'ascolto di tutti i cittadini sarà sempre una delle nostre priorità.

Massimo Bitonci intervistato a Radio Padova ostenta sicurezza: "Rimarrò davanti anche al secondo turno"

"Tutti hanno detto vinciamo al primo turno senza il ballottaggio. Ma con tutte le liste che c'erano, con i candidati consiglieri che vanno in cerca ognuno delle proprie preferenze, era praticamente impossibile una chiusura a primo turno. Il 40 per cento con Giordani distaccato di 11 punti e 18 da Lorenzoni mi sembra un risultato direi ottimale". A dirlo in una intervista in onda questa sera su Radio Padova il candidato sindaco di centrodestra Massimo Bitonci. "Un candidato che mi ha sorpreso positivamente è stato ovviamente Arturo Lorenzoni - ha aggiunto Bitonci - i nostri sondaggi rispetto a quelli diffusi dal Pd davano Lorenzoni già abbastanza alto". Il sindaco uscente, decaduto a causa della dimissione della maggioranza dei consiglieri comunali lo scorso 11 novembre, dice di non temere il ballottaggio, a dispetto dei sondaggi che all'unanimità lo darebbero perdente contro il centrosinistra unito. "Erano sondaggi fatti con valori assoluti completamente diversi - spiega Massimo Bitonci - ricordiamo che il primo sondaggio dava una forchetta tra 39 e 42 sia per Bitonci che per Giordani. Abbiamo visto invece che è completamente diverso il valore attuale: consideriamo inoltre il fattore molto importante per cui molta gente non è andata a votare poichè era al mare per il ponte del 13 giugno. Questo fattore mi fa presupporre che non ci sarà un calo sostanziale dei votanti tra due settimane".

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Le bugie hanno le gambe corte: il Corecom scagiona all'unanimità il presidente della Camera di commercio Fernando Zilio

Il pulpito non era il più indicato visto che il predicatore non era assolutamente imparziale ma di stretta osservanza, ma Massimiliano Pellizzari aveva lo stesso provato a fare il suo sermone nei confronti di Fernando Zilio, presidente della Camera di Commercio lanciando, novello inquisitore, l'anatema, investendo della questione Ministero dello Sviluppo Economico, Regione del Veneto e Corecon.
"Zilio - aveva scritto in buona sostanza in un esposto l'ex presidente di Fiera Immobiliare nella sua veste di presidente dell'Acc - non è imparziale perchè ha ricevuto ufficialmente solo un candidato sindaco", nella fattispecie Sergio Giordani.
Il Corecon, nella seduta del 7 giugno scorso, dopo aver preso visione dell'esposto e delle controdeduzioni del presidente Zilio (che ha ampiamente documentato come l'invito fosse rivolto a tutti, che la comunicazione generale era stata diffusa "urbi et orbi" e che non provenivano dalla Camera di Commercio i resoconti degli incontri poi avvenuti anche con altri candidati) ha disposto all'unanimità l'archiviazione in via amministrativa del provvedimento.
"Ancora una volta - commenta Zilio - pur di sparare addosso al presidente della Camera di Commercio, al quale evidentemente ha dichiarato una sua personale guerra che lui auspica essere di logoramento ma che, per quanto mi riguarda, affronto con la serenità che deriva da chi sa di svolgere il proprio ruolo con serietà e correttezza, impegna senza costrutto alcuno (ma con costi che gravano sui cittadini contribuenti) la pubblica amministrazione che non solo rigetta i suoi esposti ma lo fa all'unanimità a dimostrazione del fatto che la temerarietà del soggetto è seconda solo alla sua certezza di andare contro i mulini a vento".
"Al netto dell'ironia che spero mi sia consentita - conclude Zilio - mi sembra di poter dire che Pellizzari, ancora una volta, ha trovato il modo per rendere pubblica, lui sì come il lupo che perde il pelo ma non il vizio, la sua personalissima predisposizione all'errore di valutazione oltre che di merito. Non capisco questa sua avversione compulsiva nei confronti miei e della Camera di Commercio, ma talvolta non sarebbe male se potesse attorniarsi di persone competenti, cosa che io faccio sempre e comunque. A Pellizzari, che penso non disdegni la comune discendenza dalla Serenissima Repubblica, ricordo cosa raccomandava il doge a quelli che oggi si definirebbero i suoi più stretti collaboratori: "Prima de parlar, tasi!".

Padova sottosopra sabato ai Musei Eremitani

C'è una Padova nascosta, sotterranea o invisibile, che racchiude tracce significative del passato importante della nostra città: una delle più antiche del Paese, certo del Veneto. A questa dimensione, così suggestiva ma poco nota, è dedicato il progetto "Padova SottoSopra", che vuole proprio far riscoprire le remote e illustri origini di Padova e valorizzare alcuni suoi personaggi quasi dimenticati.
Sabato 10 giugno, in calendario il primo appuntamento del progetto: due reading teatrali troveranno la loro scena al chiostro Albini dei Musei civici agli Eremitani, a pochi passi dall'Arena Romana. Al centro alcuni racconti che nascono dai testi elaborati dai bambini e dai ragazzi coinvolti nei laboratori di scrittura creativa condotti nei mesi scorsi in alcune scuole di Padova e provincia. A dare loro voce saranno gli attori di Top Pierantonio Rizzato, Erica Taffara, Gianni Bozza e Loris Contarini, accompagnati dal vivo dal polistrumentista Claudio Conforto.

Nuovo progetto ideato e realizzato da Teatro popolare di ricerca-Centro universitario teatrale (Tpr-Cut), in collaborazione con Top-Teatri Off Padova, "Padova Sottosopra" è tra i vincitori del bando "Culturalmente 2016" della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e vede la partnership del Comune di Padova-Assessorato alla Cultura. Si inserisce nell'ambito di "Museum Alive", brand di TOP che mira a promuovere modi e linguaggi nuovi per valorizzare e per fruire gli spazi d'arte, di storia e di cultura.

Articolata in due sessioni di reading la serata di sabato: dalle ore 18.30 alle 19.30 protagonisti saranno i racconti ispirati dal lavoro svolto insieme ai piccoli allievi delle primarie "Morante" e "Randi" di Padova e agli studenti della secondaria di primo grado "Tintoretto" di Gazzo Padovano, mentre dalle 21.30 alle 22.30 i racconti tratti dai testi degli studenti del liceo "Duca d'Aosta" di Padova.
I testi e i disegni elaborati dai bambini e dai ragazzi sono ispirati ai luoghi talvolta "invisibili" della quasi sconosciuta Padova archeologica – dal teatro romano di Prato della Valle a ponte san Lorenzo interrato sotto Riviera Ponti Romani, agli abitati romani sottostanti Palazzo della Ragione...–, così come alla figura poco nota dell'esploratore patavino Giovanni Battista Belzoni. Nel corso dei laboratori nelle scuole, condotti dagli attori Pierantonio Rizzato ed Erica Taffara e dallo scrittore e regista teatrale Francesco Puccio, gli studenti hanno scoperto questi luoghi e "conosciuto" Belzoni, alcuni anche grazie a visite esterne.

Il progetto prosegue nei prossimi mesi con laboratori teatrali formativi rivolti a giovani artisti e, a ottobre, con una divertentissima caccia al tesoro per la città, che li vedrà protagonisti di performance teatrali site specific e utilizzerà un'app innovativa per guidare i partecipanti alla scoperta di... "Padova SottoSopra".

Arturo Lorenzoni presenta il suo programma per una Padova inconsapevole capitale della cultura

Padova, una "inconsapevole" capitale della cultura. Carlo Fumian, candidato della lista Lorenzoni Sindaco, insegnante di Storia contemporanea e Storia globale all'Università di Padova e direttore del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea, ha presentato oggi in un luogo simbolo della politica culturale cittadina, il Centro San Gaetano, una serie di proposte per ridare a Padova un ruolo di primo piano a livello culturale: «La politica culturale è strategica per una città come Padova – spiega Carlo Fumian – Dobbiamo cambiare rotta rispetto agli ultimi anni, per non perdere delle opportunità importanti di crescita. L'amministrazione comunale deve diventare il fulcro di una programmazione pluriennale, il promotore di un tavolo operativo che raccolga tutte le realtà che in questa città fanno cultura, arte, ma anche scienza e innovazione. Programmazione significa che non devono essere l'assessore o il sindaco a "inventare" una grande mostra, ma che si devono costruire delle proposte con una prospettiva di lungo termine. Dobbiamo lanciare delle "Call for ideas" per stimolare le realtà del territorio a lanciare proposte all'amministrazione»

L'istituzione fondamentale con cui stabilire un rapporto in campo culturale è ovviamente l'Università. La presenza dell'Ateo è diffusa in tutta la città, come dimostra una piantina in sui sono evidenziati gli edifici legati al Bo: «Questa cartina dà l'idea di cosa significa l'Università per la città, dal punto di vista edilizio, ma non solo – continua Fumian – Il ruolo dell'Ateno è fondamentale, ma spesso non c'è un rapporto costruttivo con la città».

Rinsaldare il rapporto città-Università può offrire anche occasioni di promozione culturale: «Nel 2022 Padova potrà sfruttare un'occasione importantissima: saranno infatti gli 800 anni del Bo. L'impatto culturale ed economico di questo evento può essere incredibile per tutta la città. Le prospettive che si aprono per questo anniversario sono incredibili, dobbiamo sfruttarle».
Le proposte nell'ambito della programmazione culturale sono innumerevoli: «Un'altra opportunità è costituita dalla presenza del Musme e di una grande scuola di medicina: Padova potrebbe ospitare un grande "Festival della scienza medica e della salute", un evento di carattere scientifico e divulgativo che potrebbe essere di grande livello».

Le competenze e le esperienze delle persone sono fondamentali per costruire una politica di ampio respiro: «Persone come Carlo Fumian contribuiscono ad arricchire la nostra proposta – sottolinea Arturo Lorenzoni – Avere degli obiettivi di grande livello è importante per la città. Lavorare su progetti di ampio respiro innesta dei meccanismi virtuosi e noi ci impegneremo sicuramente in questo senso».

Marina Buffoni (FdI): "Aree cani in ogni quartiere per favorire socialità e sicurezza di vicinato"

"Più aree cani significano un rapporto migliore di vicinato per i cittadini dei quartieri oltre che una migliore sicurezza per uomini e animali". A dirlo l'ex assessore della Giunta Bitonci e candidata di punta della lista alle prossime comunale di Fratelli d'Italia Marina Buffoni, che questa mattina ha spiegato i progetti per i "cittadini a quattro zampe" di Padova.
"Durante i due anni di amministrazione abbiamo realizzato numerose aree per i cani - ha spiegato Marina Buffoni - almeno tre in ogni quartiere della città. E ci siamo resi conto che sono diventate da subito dei luoghi di aggregazione e socializzazione importanti non solo per i nostri amici animali, ma anche per i loro padroni. Quella del cane è una passione che unisce ed aiuta ad abbattere timidezze e diffidenze. Occorre quindi anche in questo senso procedere ad una sempre più capillare presenza di questi angoli di socialità nei quartieri: una persona che passeggia con il cane è un ottimo deterrente inoltre per i malintenzionati, specie di notte".
Marina Buffoni ha convocato la conferenza stampa di oggi nell'area cani di via Rovigo, in compagnia del veterinario Ferdinando Zanin e dell'educatore cinofilo Francesco Caricato. Il luogo scelto, in quartiere Paltana, è un angolo recentemente ripulito da una azione di ripristino svolta una decina di giorni fa da attivisti e candidati di Fratelli d'Italia che hanno imbracciato per un pomeriggio scopa e decespugliatore riportando ad essere un prato quello che era una sorta di angolo di brughiera. "Il commissariamento ha portato ad un generale abbandono delle nostre periferie - ha spiegato Marina Buffoni - occorre che i quartieri tornino ad avere un ruolo centrale nel coordinamento cittadini - amministrazione come all'epoca dell'amministrazione Bitonci".

Un video dell'azione di ripulitura dell'area di via Rovigo da parte degli attivisti di Fratelli d'Italia è disponibile online sulla pagina facebook di Fratelli d'Italia https://www.facebook.com/groups/nuovipatrioti/?fref=ts

Arturo Lorenzoni presenta il questionario sul nuovo ospedale: il 72% degli intervistati lo vuole dov'è

Sala Anziani a Palazzo Moroni tutta esaurita per l’incontro organizzato da Coalizione Civica per Padova sul futuro di Ospedale e Sanità cittadina. All’incontro, oltre al candidato sindaco Arturo Lorenzoni e ai rappresentanti di Coalizione Civica per Padova, sono intervenuti l’Ex Prorettore con delega all’edilizia Lorenzo Fellin, e Fulvio Forino, già Direttore del San Camillo Forlanini di Roma.

Nell’occasione sono stati presentati i risultati del questionario sottoposto dagli attivisti di Coalizione Civica per una settimana a cittadini e operatori sanitari fuori dall’ospedale, in merito a cosa ne pensassero dell’attuale e del nuovo ospedale.

Su 260 questionari raccolti, hanno risposto per il 72% i pazienti e loro accompagnatori, mentre i restanti sono stati medici, infermieri e altri operatori sanitari, compreso qualche studente di medicina. Più dell’80% degli intervistati preferirebbe che l’ospedale, a fronte di un progetto di ammodernamento che ne renda la struttura efficiente, resti dov’è, nel cuore della città.

Meno della metà delle persone raggiunge l’ospedale in auto (44%), mentre un 36% ci arriva in scooter, bici o a piedi ed un restante 20% con bus pubblici. Portare a Padova Est l’ospedale significherebbe quindi mettere in difficoltà la maggior parte delle persone. A fronte di questo, l’82% degli intervistati, si renderebbe disponibile a lasciare l’auto in un parcheggio scambiatore ai margini della città e prendere un bus navetta per raggiungerlo, risolvendo così i lamentati problemi di parcheggio.

Alla domanda su cosa funzioni e cosa invece non funzioni dell’ospedale, gli utenti hanno confermato l’eccellenza della professionalità di medici e altri operatori sanitari, il livello di organizzazione, nonostante le strutture vetuste. Tra le cose di cui ci si lamenta di più c’è naturalmente la difficoltà a trovare un parcheggio e qualche disservizio organizzativo, mentre un 17% non ha avuto nulla di cui lamentarsi.

I risultati del sondaggio confortano quindi l’idea di Coalizione Civica di rigenerazione in chiave moderna dell’attuale ospedale, con un progetto coordinato di demolizione delle strutture obsolete e costruzione di nuove strutture. L’ospedale deve rimanere nel cuore della città, risolvendo i problemi di accesso con una mobilità pubblica efficiente e realizzando strutture flessibili che possano rispondere alle esigenze in continuo mutamento della sanità moderna. Il punto centrale della questione non è quindi l’ospedale, ma il paziente ed un modello di sanità che dovrà trovare risposta anche in strutture territoriali a sostegno della medicina del territorio.

L’ospedale del futuro, sarà un ospedale “senza mura” che dovrà vedere un riequilibrio fra attività in urgenza – da incentivare – e le attività programmate. Un ospedale che svolge la propria attività nell’arco della intera settimana, non solo per l’emergenza, un ospedale in cui i medici operano sia in ospedale, ma anche nel territorio per una parte del loro tempo.