Elezioni a Padova: Giordani non ricuce con Coalizione civica "C'è chi sta danneggiando lo spirito di squadra"

In queste settimane di viaggio nella città ho ascoltato tantissimi padovani, ascoltato le loro preoccupazioni, quello che vogliono e desiderano per la loro città. La maggior parte di loro, come per altro anch'io, sono cittadini appassionati e informati più che persone troppo dentro alla politica e alle sue complessità, che a volte sono ben poco comprensibili. Quella che traggo è una conclusione piuttosto semplice: guai a noi se ci dimentichiamo perché siamo qua, guai a noi se ci scordiamo che tutto quello che facciamo e faremo è per Padova e per il suo futuro. Se mi sono candidato è perché penso che chi è venuto prima ha fatto danni gravi, dividendo la città, consegnandola a una prospettiva rassegnata, più povera, più insicura sotto ogni punto di vista. In poche parole un domani senza speranza. È tutto semplice: qui io ci sono nato e non ho nessuna intenzione di rassegnarmi, io non ci sto. Ascolto tutti, parlo con tutti, mi piace lavorare in squadra, è il mio metodo e lo rispetterò. Ma anche la chiarezza è una cosa a cui non rinuncerò mai, ho solo una parola e quella è. L'ho detto fin da quando è partita questa corsa, io sono una figura civica, il mio partito è Padova e Padova deve essere il nostro obiettivo. Fin da subito ho chiarito le condizioni con le quali mi mettevo in gioco per vincere assieme a chi avrebbe voluto dar forza a un progetto positivo. Non l'ho chiarito ai partiti e ai vari interlocutori che pure rispetto profondamente, ma all'intera città, a tutti i padovani. Come se li avessi guardati in faccia ad uno ad uno. Quelle condizioni restano, non sono ne saranno oggetto di scambi e trattative. Questo non per testardaggine mia, ma per puro buon senso e soprattutto perché dobbiamo salvare Padova da una situazione grave, facendone una comunità finalmente solida, unita e riportandola dove merita di stare. Chi come me si assume questo genere di responsabilità deve anche saper decidere e deve indicare una via in maniera chiara e senza farsi tirare la giacchetta. L'ho detto da subito: la strada è unire chiunque sia disponibile a rimboccarsi le maniche per uscire da un'emergenza in cui siamo finiti, perché non possiamo permetterci che i distinguo e una sterile gara a chi è più "duro e puro" possa compromettere questo percorso. Non ce lo possiamo permettere.
Lo dico con chiarezza, ogni singola persona, ogni gruppo, ogni forza che ha avuto il coraggio di unirsi, spendersi e rischiare in proprio a vario titolo per superare la fase buia della guida Bitonci per me è una risorsa che può unirsi a noi nel costruire un progetto solido e comune. Compresi quelli che dopo essere stati con lui hanno poi combattuto con azioni e parole che a tutti sono apparse chiarissime. Loro e anche le persone che sono con loro, nessuno escluso. Ora con molta concretezza dobbiamo unire guardando avanti perché la città viene prima. I veti? Semplicemente non esistono, non ci sono, non c'è discussione. Cosa diremo ai cittadini sotto le elezioni? Magari a quelli che la scorsa volta hanno votato Bitonci e oggi sono in cerca di qualcosa di migliore e ci vogliono dare fiducia? Che il loro consenso e la loro collaborazione ci fanno schifo? Che mettiamo il veto al loro voto? No signori, questo non è il modo per fare il bene di Padova.
Agli amici di Coalizione Civica, voglio dire che li ho ascoltati, li rispetto, ma non accetto il fatto che si sia detto a delle persone che sono indesiderate, che se ne devono andare. Con dei paletti, condizioni e liste di cognomi che potrebbero suonare come marchi di infamia quando ben altri sono i problemi che siamo chiamati a risolvere, quello che ci chiede il padovano normale, quello che all'Arcella o alla Guizza le persone chiedono finalmente alla politica e a chi si spende per il governo di tutti. Purtroppo il danno è grave, perché in una squadra il clima non va mai rovinato, altrimenti si perde, non si può lavorare bene quando qualcuno si sente escluso da altri, additato quasi come se dovesse vergognarsi di voler dare un aiuto. Non ci siamo. Così come mi fa molto preoccupare il fatto che qualcuno consideri me e non Bitonci il nemico da battere, pregiudicando l'idea di una squadra che dovrebbe marciare assieme. E lo stesso vale per i giudizi espressi su alcune delle forze politiche che si sono dette disponibili a sostenermi. L'amicizia e il rispetto devono tradursi in sentire comune, sempre, sennò ci si limita a una bella finzione poco utile a produrre fatti e questo l'abbiamo visto anche con l'esperienza Bitonci deflagrata per le lotte interne e la mancanza di governabilità. Per giocare una partita assieme, qualsiasi essa sia, serve preservare il campo da gioco, non lo si può bombardare prima. Su tutto questo sono molto deciso, anche se non mi sottrarrò al dialogo. Ora una sola cosa è certa: Bitonci è già partito e io sento con forza l'esigenza di andare subito in tutti i quartieri, le piazze e le vie della città per portare un messaggio di cambiamento ai padovani. In questa sfida sarò in campo fino all'ultimo giorno con tutti quelli che cercano come me un progetto inclusivo perché Padova finalmente può cambiare.

 

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Vittorio Matteucci al Verdi con un recital per "un'ambulanza per Padova"

 In attesa della proiezione ufficiale dello spot solidale che nelle scorse settimane il regista Giuseppe Ferlito ha girato in una Selvazzano straordinariamente innevata per l'occorrenza, è già in programma un nuovo appuntamento volto a sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese su "Un'Ambulanza per Padova", la raccolta di donazioni organizzata dal Lions Club Padova Antenore e aperta a livello internazionale per l'acquisto di un nuovo mezzo di soccorso per la Croce Verde di Padova.

Il 28 febbraio, in occasione dei tradizionali festeggiamenti carnevaleschi del Martedì Grasso, il Teatro Verdi di Padova ospiterà alle 20.45 il Recital di Vittorio Matteucci, il celebre cantattore italiano noto al grande pubblico per il ruolo di Frollo in Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante. Una serata di spettacolo e intrattenimento al sostegno dell'iniziativa in cui il grande mattatore del palcoscenico, appassionato di musica napoletana e della canzone d’autore, spazierà da citazioni dei musical che lo hanno visto protagonista (da Tosca Amore Disperato di Lucio Dalla al Conte Dracula nell’omonima Opera Rock della P.F.M., da La Divina Commedia di Mons. Marco Frisina a I Promessi Sposi di Michele Guardì, fino a Romeo e Giulietta di David Zard) a brani che testimoniano il suo amore per il jazz e il mondo dei crooners, accompagnato dalla sapienza e dal tocco del pianista d’eccezione Giuliano Pastore.
L'incasso dello spettacolo sarà interamente devoluto a "Un'Ambulanza per Padova".

INTERVISTA A VITTORIO MATTEUCCI

Vittorio, da subito hai manifestato una grande sensibilità per il progetto "Un'Ambulanza per Padova". Cosa ti ha spinto a sostenere questa iniziativa? "È uno di quei casi in cui si può decisamente affermare di unire l'utile al dilettevole...mi spiego: non nascondo che esibirmi nella mia città, nel suo teatro, certamente uno dei più belli e prestigiosi d'Italia, con uno spettacolo tutto mio rappresenti di per sé una grande opportunità e, soprattutto, un grande onore; così, quando Carlo Marchesini (Presidente in carica di Lions Club Padova Antenore, ndrmi ha fatto la proposta, non ho potuto che accettarla con tutto l'entusiasmo possibile. Se poi si tiene conto del fine nobile, dell'obiettivo concreto che la serata stessa ha, l'entusiasmo raddoppia!".

Livorno di nascita, padovano d'adozione. Quanto sei affezionato alla città di Padova? "Padova è la mia città; a Padova ho cominciato l'avventura del mio lavoro, il più bello del mondo...dai jingles pubblicitari, alle prime serate di piano bar da Nane della Giulia, dalla goliardia con i Clerici Vagantes al Coro Tre Pini, dal teatro amatoriale alla "Chiara stella" a Santa Croce...tutto è avvenuto in questa città e quello che sono oggi è la somma dei successi e degli insuccessi che in questa città ho maturato e mi hanno fatto maturare".

Il 28 febbraio al Teatro Verdi di Padova si terrà il tuo spettacolo dedicato alla raccolta fondi per il progetto. Qualche anticipazione sulla serata? "Nello spettacolo, dove sarò affiancato da un grandissimo pianista, ma soprattutto da un grande Amico, Giuliano Pastore, percorrerò le tappe dei miei amori artistici, che saranno di certo gli amori della stragrande maggioranza di coloro che saranno presenti in platea (e ci auguriamo che non ci sia un solo posto libero!!!). Sarà un viaggio alla scoperta o alla riscoperta del musical dei grandi interpreti della canzone, nel teatro più serio e in quello più divertente e leggero...una conversazione che mi auguro piacevole, ma soprattutto emozionante".

Un messaggio che vuoi condividere con il pubblico in occasione di questo importante evento."Conciso: Padova ha bisogno di una nuova ambulanza, partecipate e contribuirete ad acquistarne un pezzo! Da esserne orgogliosi!".

"Un'Ambulanza per Padova" è un progetto promosso dal Lions Club Padova Antenore, da sempre impegnato in iniziative di beneficenza e volontariato, e organizzato con il patrocinio del Consiglio Regionale del Veneto e di Fondazione Città della Speranza. Numerosi gli sponsor che sostengono economicamente l'iniziativa:Aspiag, Bettin Pianoforti, Elby, Hotel Ariston Molino Buja di Abano Terme, Store-up - Arredamenti Industriali Metallici, Stiferite, leader italiano nel mercato dell'isolante termico, Talentpartners, 2M foto e Site by Site, agenzia italiana di digital marketing.

INFORMAZIONI PER BIGLIETTI

I biglietti possono essere acquistati online sul sito del Teatro Stabile del Veneto
link: http://www.teatrostabileveneto.it/events/event/vittorio-matteucci-recital/
oppure presso le biglietterie del Teatro (a Padova, in Via dei Livello 32) aperte con i seguenti orari: Lunedì 15.00 > 18.30 Martedì > Venerdì 10.00 > 13.00 / 15.00 > 18.30 Sabato 10.00 > 13.00
Tel: 049 87770213 -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

COME CONTRIBUIRE ALL'INIZIATIVA
Si può fare una donazione dell'importo desiderato in qualità di privati o di aziende (per cui la donazione è detraibile del 2% se fatta direttamente alla Croce Verde) collegandosi alla pagina ufficiale del progettowww.unambulanzaperpadova.it, con un versamento sicuro Paypal o con un bonifico bancario. Anche la più piccola donazione rappresenta un gesto importante e di valore che, sommata alle altre, si concretizza in azioni di aiuto preziose, atte ad assicurare il giusto benessere a tutta la società, nessuno escluso.


sito: www.unambulanzaperpadova.it/
email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
pagina facebook: www.facebook.com/unambulanzaperpadova
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Lunedì il Pd decide se Sergio Giordani è il candidato ufficiale del partito: convocata la direzione cittadina

La direzione cittadina del Partito Democratico di Padova è stata convocata per lunedì 13 febbraio alle ore 18.00. All'ordine del giorno il percorso del PD in vista delle amministrative in cui ufficializzare il sostegno alla candidatura civica di Sergio Giordani e definire il progetto politico per la città.

"Dopo alcuni positivi incontri tra i membri dell'esecutivo cittadino e Sergio Giordani è arrivato il momento di sostenere con una scelta chiara la sua candidatura civica - dichiara Antonio Bressa, Segretario Cittadino PD, che aprirà i lavori della direzione -. Giordani ha affrontato alcune tra le principali questioni che riguardano la città in linea con la sensibilità e i valori che esprime il Partito Democratico. Condividiamo l'idea di costruire una rinnovata coesione civica per Padova in grado di superare una stagione animata solo dall'esasperata volontà di dividere. E ci riconosciamo nelle priorità che sono state fissate: investire nella salute dei cittadini e nella qualità della vita attraverso la sostenibilità ambientale, affrontare la questione della sicurezza senza scinderla dal tema della rigenerazione urbana e della lotta all'emarginazione sociale, ridare a Padova il ruolo di capitale d'arte, cultura e scienza.
Il PD alimenterà e sarà il traino di questo percorso con tutta la forza delle proprie idee, fissate nei 20 punti per Padova, dai quali i gruppi di lavoro sul programma stanno facendo emergere tutte le azioni concrete che renderanno più moderna, efficiente, solidale e sicura la nostra città. E lo farà con il proprio radicamento territoriale che sta portando i nostri circoli a incontrare i cittadini dei quartieri raccogliendo centinaia di segnalazioni che si trasformeranno in impegni concreti inseriti nel programma.
Lunedì quindi ci soffermeremo sui rapporti con gli altri soggetti politici ribadendo per l'ennesima volta la nostra proposta: sediamoci attorno allo stesso tavolo per scrivere un programma condiviso e decidere assieme sulle modalità di scelta della candidatura della coalizione, aperti a ogni soluzione che allarghi e unisca così come lo stesso Giordani ha dimostrato di voler fare. Chi ha a cuore il futuro di Padova e non vuole dare nessun assist a Bitonci ha già dato la sua disponibilità in questo senso. L'obiettivo è quello di costruire un nuovo progetto di tutto il centrosinistra, aperto ai soggetti moderati a forte vocazione civica in un patto collaborativo e leale sui programmi e a chi, avendo a cuore le sorti di Padova in questa fase di emergenza, non ha una storia incompatibile con i nostri valori."

Coalizione civica smentisce "spaccature" e rilancia il metodo della partecipazione per candidato sindaco e programma

"Non ci stancheremo di ripeterlo: rinuncia ai simboli, alle logiche di appartenenza e assemblea sovrana. Non ci stancheremo di ripeterlo e nemmeno di mettere in pratica quotidianamente questo metodo che abbiamo nel DNA"
Lo ribadisce con forza Nicola Rampazzo, uno dei portavoce di Coalizione Civica per Padova.
Il percorso della Coalizione Civica prosegue sempre più speditamente e, nell'assemblea di giovedì 2 febbraio, è stato dato mandato al Coordinamento politico di utilizzare il lavoro sin qui svolto dai 18 gruppi tematici per anticipare i tempi di verifica delle convergenze programmatiche con i vari soggetti sociali e politici cittadini.
"Ma su due cose non accettiamo di venir tirati per la giacca: sulla scelta del candidato e sul perimetro delle alleanze – aggiungono Marta Nalin e Davide Sabbadin, gli altri portavoce del movimento - Continueremo ad adottare il metodo della partecipazione democratica: sarà l'assemblea sovrana che sceglierà il percorso da seguire. La dialettica in seno all'assemblea è fisiologica ed è proprio questo che permette di effettuare scelte che siano patrimonio comune. Respingiamo convintamente, quindi, le voci che parlano di spaccature ribadendo che ogni scelta dell'assemblea verrà sostenuta con convinzione e coesione."

Calcio: Sergio Giordani chiude la porta del Plebiscito al pallone ed annuncia che incontrerà i comitati dell'Arcella

Plebiscito e calcio, un matrimonio che "non s'ha da fare" dice Sergio Giordani, candidato in pectore di una parte del Pd, che ha mandato un comunicato su questo tema, già affrontato al momento della candidatura a sindaco di Padova. Qui di seguito il comunciato dell'ufficio stampa di Sergio Giordani:
Ben venga uno stadio più bello e accogliente dell'Euganeo, ma non al Plebiscito e senza usare i soldi del Comune. Sono un uomo di sport e amo il Calcio Padova, ma il Plebiscito, oltre a creare tanti problemi, non è compatibile con le ambizioni sportive della nostra squadra.
Incontro tantissime persone arrabbiate perché ritengono questa scelta uno spreco enorme. Sono d'accordo con loro: i soldi dei cittadini vanno spesi per i cittadini e non per fare stadi. Quando sarò Sindaco, utilizzerò quelle risorse per risolvere i tanti problemi, a partire dalla viabilità, che ci sono in quella zona. Penso al nodo di Pontevigodarzere.
Quindi bloccherò immediatamente il progetto di stadio al Plebiscito, per dedicarmi ad un progetto di adeguamento funzionale dello stadio Euganeo. E' una cosa che si può assolutamente fare. Inoltre lo stadio Euganeo si trova nel posto giusto, lontano dalle case e servito dalle tangenziali.
Il futuro è chiaro: se vinco io lo stadio al Plebiscito non si fa. Punto.
Possiamo fare come in altre città, come a Udine o a Reggio Emilia: hanno stadi bellissimi e funzionali realizzati con finanziamenti privati e delle Società Sportive. E' un mondo che conosco bene, e vi assicuro che una soluzione simile è assolutamente praticabile.
Il Plebiscito è il posto più sbagliato. Uno stadio lì porterebbe problemi e traffico nei quartieri residenziali di Mortise, Pontevigodarzere Arcella e Stanga e molte aree dovrebbero essere invase da nuovi parcheggi. Che senso ha? Nessuno. Ha fatto bene il Comitato a contestare duramente questa scelta; voglio incontrarli e discutere con loro.
Ho visto la loro proposta di delibera sulla quale hanno raccolto più di mille firme e la condivido in pieno. E' stato un errore e una azione arrogante non volerla discutere in Consiglio Comunale: un Sindaco deve ascoltare.

L'auto traina il mercato dei beni durevoli in Veneto (+6%) secondo l'annuale ricerca Findomestic Banca. Cresce anche il reddito pro capite disponibile

Nel 2016 il reddito medio pro capite in Veneto (+2,6% in valore) si è attestato a 19.926 euro, con una media nazionale che è stata pari a 18.658 euro (+2,4%). Belluno è caratterizzata dal reddito pro capite più elevato (21.079 euro), l’unica provincia che registra un dato inferiore alla media nazionale è Rovigo con 17.770 euro. Nel 2016 la spesa per i beni durevoli ha presentato un buon andamento, aumentando del 6,6%, un dato superiore sia al +6,4% dell’Italia che al +6,2% del Nord-Est. Il comparto della mobilità ha fornito il contributo maggiore alla crescita dei consumi dei beni durevoli, registrando un incremento del 13,6% nelle auto nuove, del 5,2% in quelle usate e del 12,7% nei motoveicoli.

A livello provinciale sono Rovigo (+7,1%), Vicenza (+7,0%) e Venezia (+6,7%) le aree caratterizzate dalla dinamica più vivace della spesa dei beni durevoli. Padova guida la classifica nel settore dei mobili con una spesa di 243 mln di euro (+1,0%).

Questi sono i principali risultati della ventitreesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Veneto, presentato oggi a Padova.

 

Nel 2016 in Veneto il reddito disponibile pro capite è aumentato del 2,6%, attestandosi a 19.926 euro, un valore che è superiore rispetto ai 18.658 euro della media nazionale, che è cresciuta di 2,4 punti percentuali. La spesa complessiva per l’acquisto dei beni durevoli si è attestata a 5.633 mln di euro(+6,6% rispetto al 2015), un dato che supera la media nazionale (+6,4%).

I settori di spesa

 

  • Auto e moto – Il comparto della mobilità svolge un ruolo trainante per i consumi. Le auto nuove guadagnano 13,6% punti percentuali, con i volumi di spesa pari a 1.864 mln di euro (nel 2015 erano 1.641 mln di euro). Per quanto riguarda le auto usate, si registra una crescita del +5,2% del comparto, con volumi di spesa pari a 1.573 mln di euro. Il settore dei motoveicoli mostra un incremento di +12,7punti percentuali.

 

  • Mobili – Il settore dei mobili ha registrato una crescita dei consumi delle famiglie dell’1,3%, per una spesa totale di 1.287 mln di euro.

 

  • Elettrodomestici – Per quanto riguarda l’acquisto degli elettrodomestici grandi e piccoli si evidenzia un incremento degli acquisti pari al 3,8% (un tasso di crescita superiore a quello medio nazionale, che è stato del 3,2%). Il segmento dell’elettronica di consumo inverte la tendenza negativa dello scorso anno (-3,3%) e segna un aumento dello 0,6%, con una spesa complessiva di 180 mln di euro.

 

  • Information Technology – Crescono i dati relativi ai consumi anche nel comparto dell’Information Technology, che registra un incremento dello 0,5%, migliorando la performance del 2015 (-1,2%). La spesa complessiva si attesta a 201 mln di euro.

 

Le province

Nel 2016 aumenta il reddito disponibile pro capite di tutte le province venete: guida la classifica Belluno(+3,1% per un controvalore di 21.079 euro), seguita da Venezia(+3,0% con un reddito pro capite di 19.933 euro), quindi a pari merito Rovigo e Padova che registrano aumenti di 2,9 punti percentuali (rispettivamente per 17.770 euro e 20.542 euro di redditi pro capite), Vicenza(+2,4% con 20.033 euro). Chiudono la classifica a pari merito Verona e Treviso con 2,3 punti percentuali di incremento e redditi pro capite di 19.978 euro e 19.428 euro.

 

Quadro positivo in tutte le province per quanto riguarda il mercato delle auto nuove: è Veronaa guidare la classica dei volumi di spesa con 385 mln di euro (+12,4%), in seconda posizione c’è Padova con 382 mln di euro(+12,5%), quindi a seguire Treviso con 328 mln di euro (+11,9%), Vicenza con 317 mln di euro (+16,4%),Venezia con 284 mln di euro (+14,6%) e Rovigo con 93 mln di euro (+16,8%). Chiude la classifica Belluno, che registra una crescita del 13,8%, con una spesa di 76 mln di euro.

Per quanto riguarda le auto usate, quasi tutte le province registrano una crescita in termini di consumi superiore a quella della media italiana (+4,4%): Venezia segna un incremento del 6,1%, seguita da Treviso (+6,0%),Padova (+5,8%),Verona (+4,7%) e Vicenza (+4,6%). Chiudono con valori inferiori, ma comunque positivi, Rovigo (+3,9%) e Belluno (+3,0%).

Il comparto dei motoveicoli è caratterizzato da un andamento positivo in tutte le province: in particolare, Vicenza (+20,0%), Belluno (+18,5%) e Padova (+14,7) registrano tassi di crescita superiori alla media nazionale (+13,3%). In ultima posizione Rovigo con un incremento di +4,5 punti percentuali.

 

Nel settore dei mobili, Padova è in testa alla classifica per quanto riguarda i volumi di spesa (243 mln di euro, +1,0%), seguita da Vicenza (236 mln di euro, +0,9%) e Verona (234 mln di euro, +1,9%). Chiudono Rovigo (60 mln di euro, +1,4%) e Belluno (56 mln di euro, +0,5%).

 

Buona performance per il settore degli elettrodomestici grandi e piccoli: cinque delle sette province del Veneto registrano tassi di crescita superiori alla media italiana (+3,2%). Al primo posto troviamo Verona, con un incremento di +4,6 punti percentuali, seguita da Treviso, Venezia e Padova a pari merito con un incremento di +3,7 punti percentuali. Sopra la media nazionale anche Vicenza con una crescita del +3,5%, mentre Belluno e Rovigo si fermano rispettivamente a +3,1% e +2,8%.

 

Inversione di tendenza nel comparto dell’elettronica di consumo. Nel 2015 i valori di crescita erano negativi in tutte le province, nel 2016 invece i dati sono tornati positivi in tutto il territorio: Treviso +1,3% (33 mln di euro di spesa), Venezia +1,0% (32 mln di euro), Verona +0,5% (33 mln di euro), Rovigo +0,3% (8 mln di euro), Vicenza +0,2% (32 mln di euro) e Padova +0,1% (34 mln di euro). Belluno rimane stabile con 8 mln di euro.

 

Il comparto dei prodotti informatici mostra un andamento altalenante. Si registrano infatti tassi di crescita positivi nei consumi per le province di Venezia (+1,6% per 37 mln di euro di spesa), Treviso (+1,4% per 37 mln di euro), Padova (+0,7% per 38 mln di euro) e Vicenza (+0,6% per 35 mln di euro). Si evidenzia invece una lieve contrazione nelle province di Rovigo (-0,2% per 9 mln), Belluno (-0,5% per 9 mln) e Verona (-1,4% per 35 mln).  

 

Alcune tendenze generali che si riscontrano anche in Veneto: la sostenibilità, un valore sempre più discriminante e premiante.

Anche in questa Regione, come nel resto d’Italia i consumatori hanno un atteggiamento molto selettivo ed esigente: ben sette su dieci sono disponibili a premiare le aziende che investono in sostenibilità, pagando di più i loro prodotti. Per contro, qualora un’azienda si dimostrasse evidentemente non sostenibile, sono disposti a boicottarla astenendosi dall’acquisto (nel 64% dei casi), oppure sconsigliandolo a parenti ed amici (nel 45%).

In effetti la qualità intesa in senso lato (61%) è oggi il valore guida degli italiani quando fanno acquisti davanti al prezzo (58%) e alle promozioni (40%), capovolgendo un paradigma che spesso vedeva il fattore economico come elemento discriminante; l’indagine rileva poi come ben l’87% degli intervistati sceglie marchi di fiducia, possibilmente italiani, meglio se con una buona reputazione.

Per il 53% degli intervistati il concetto di sostenibilità è intrinsecamente connesso alla variabile ambientale: l’attenzione alle risorse limitate è notevole, mentre la sostenibilità ormai non è più una dichiarazione, ma uno stile di vita sempre più diffuso (87%).

I settori considerati più virtuosi sono quelli alimentari, energetico e automobilistico, anche grazie alla ingente comunicazione di prodotto che è stata effettuata, facendo cardine sui temi della sostenibilità. Per quanto concerne il terziario, e più in particolare banche e assicurazioni, la sostenibilità viene misurata dalla vicinanza ai clienti che attraversano momenti di difficoltà (40%), da una comunicazione chiara e trasparente (35%), dall’offerta di prodotti e servizi adeguati e non sovradimensionati (33%).

Sul versante aziendale gli investimenti in sostenibilità vertono principalmente sulla governance, sulla sostenibilità sociale ed ambientale. L’80% delle società intervistate dichiara che l’impegno nella sostenibilità si traduce in una migliore performance economica finanziaria nel medio/lungo periodo. Tuttavia la mancanza di ritorno immediato unita a quella di incentivi di mercato, sono elementi che rallentano lo sviluppo della sostenibilità all’interno delle aziende, secondo circa un’azienda su quattro tra quelle intervistate.

Sergio Giordani si dimette dalla presidenza di Interporto Padova: "sarò candidato sindaco ma non un uomo solo al comando"

Sergio Giordani da oggi non ha più incarichi pubblici: a una settimana dalla sua entrata ufficiale nell'agone elettorale, il già presidente del Calcio Padova di vent'anni orsono ha rassegnato le dimissioni dall'ente controllato da Comune (era stato nominato da Flavio Zanonato otto anni fa), Provincia e Camera di Commercio. Qui di seguito il comunicato diffuso dall'ufficio stampa del candidato Giordani che ha al suo fianco anche un'associazione (AmoPadova di cui raccontiamo a questo link)
"Come avevo annunciato nei giorni scorsi, il Cda, su mia indicazione, ha convocato oggi l'assemblea dei soci, che procederà alla nomina del nuovo presidente a seguito delle mie dimissioni - spiega Giordani nella nota che riportiamo integralmente - Ringrazio tutti i dipendenti di Interporto Padova, perché è grazie a loro che la società ha raggiunto i risultati di rilievo che le sono riconosciuti in Italia e all'estero. Il mio ruolo, in questi anni, è stato quello del direttore d'orchestra, un ruolo che ho svolto con passione ed entusiasmo.
Lascio una società in salute, con i bilanci in ordine, con un piano di investimenti importante che le permetterà di consolidare la propria posizione di leader tra gli interporti italiani.
In questi anni Interporto ha svolto un ruolo fondamentale a sostegno dell'economia e delle imprese non solo padovane ma di tutto il nord-est, ma ha parallelamente perseguito con altrettanta caparbietà e coerenza l'obiettivo di migliorare l'ambiente in cui tutti viviamo.
Non sono chiacchiere: i numeri in questo caso sono importanti. Le merci movimentate da Interporto Padova sono ogni anno circa 4,5 milioni di tonnellate di cui il 43% viaggia per ferrovia (la media nazionale è ferma all'8%). Il servizio di distribuzione urbana delle merci Cityporto attivo dal 2004, e che non riceve sostegni pubblici per la gestione ordinaria, è svolto con furgoni a metano e garantisce importanti benefici ambientali alla città. Ogni furgone sostituisce 5 mezzi a gasolio degli operatori privati, con una diminuzione importante di CO2, PM10 e altri inquinanti e abbatte anche la congestione stradale. I circa 6000 treni che collegano l'Interporto alle principali destinazioni in Italia ed Europa permettono di togliere dalla strada sulle lunghe distanze circa 275.000 camion ogni anno. Abbiamo fatto un calcolo dei benefici ambientali secondo i parametri europei: tutto ciò equivale, in termini di minori emissioni, ad una foresta di 2,9 milioni di alberi.
Potrei continuare a lungo citando il più grande impianto fotovoltaico su tetto d'Italia, realizzato sulle coperture del magazzini, che produce 12,3 MW annui, ma anche il primo distributore di metano liquido per i mezzi pesanti che sarà inaugurato a breve. Mi fermo ricordando il grande progetto di potenziamento del Terminal Intermodale con l'installazione di 4 gru elettriche a portale che ne raddoppierà la capacità senza consumare un solo metro quadrato di terreno in più.
Un progetto che vale complessivamente 21 milioni di euro per il quale Interporto ha ottenuto un importante contributo dalla Unione Europea reso possibile anche dal sostegno convinto dei soci pubblici, Comune, Provincia e Camera di Commercio.
E' proprio grazie a questa unità di intenti, al fare squadra che Interporto è riuscito a raggiungere obiettivi importanti, a essere riconosciuto e finanziato a livello europeo come un "nodo core" del network trasportistico continentale. Un lavoro di squadra che ha coinvolto tutti, dipendenti di Interporto, Istituzioni e Sindacati la cui collaborazione ha permesso anche di isolare alcune situazioni al limite della legalità e riportare nell'ambiente di lavoro un clima positivo e rispettoso dei diritti dei lavoratori. La legalità e il rispetto dei diritti dei lavoratori sono due cose sulle quali non transigo.
Sono orgoglioso dei risultati di questa società a maggioranza pubblica, che è la dimostrazione concreta di come Pubblico non sia sinonimo di inefficienza, così come Privato non è garanzia di successo.
Quello che contano sono i progetti, le persone, ma soprattutto la voglia di lavorare assieme per un obiettivo comune, mettendoci entusiasmo e passione.
L'idea che un uomo solo al comando sia la soluzione giusta è velleitaria. Serve saper ascoltare, circondarsi di persone competenti e in grado di dare consigli sensati. Serve in sintesi buon senso.
Lo ho già detto e lo ripeto; sarà questo il mio approccio alle sfide che dovrò affrontare nel ruolo di Sindaco. Lavorare non contro qualcuno o qualcosa, ma lavorare PER, lavorare per tutti gli abitanti di questa città, lavorare per Padova".

Amministrative Padova 2017: i "cespugli" del centro si smarcano dall'ipotesi Sergio Giordani

Due su tre erano a fianco di Massimo Bitonci nella notte della sua elezione a sindaco di Padova nel giugno di tre anni fa. Ora tutti e tre i capi delle anime del centro (ed ex destra) padovano si smarcano nettamente da Massimo Bitonci ma anche da Sergio Giordani. Facendo prevedere che un candidato alternativo ai due probabili principali candidati sarà espresso nel corso delle prossime settimane. A dare conto dei movimenti nel popolo deluso da Massimo Bitonci, ma incompatibile con il centrosinistra secondo le categorie del '900, sono Maurizio Saia (ex An di rito finiano ed ex assessore della giunta Bitonci), Domenico Menorello, candidato alle politiche del 2013 con i fedelissimi di Mario Monti, già compagno di Maurizio Saia nella giunta Destro nel 1999, e Rocco Bordin, che in quella giunta Destro arrivò più tardi, ed ora parla a nome del raggruppamento tosiano del Fare. A darne conto il Corriere del Veneto di oggi. Lo strappo con Giordani appare netto. Tutto da capire il percorso che porterà ad un candidato pronto a sacrificare il proprio nome per, al momento, giocare una partita difficilissima per superare lo scoglio dell'ultimo posto utile per entrare almeno in consiglio comunale.  

Nasce la "lista civica per Padova" soggetto elettorale capitanato da Jacopo Silva ma non solo

Un centinaio abbondante di persone, età media tra i 40 e i 50 anni. In ultima fila Flavio Zanonato in versione nonno a tenere a bada la figlia primogenita di Alessandro Zanonato, avvocato molto vicino a Jacopo Silva che della "Lista civica per la nostra città" (titolo del convegno nella scuola della carità di via San Francesco, è l'animatore. A discutere di una politica nuova con l'ex presidente dei giovani imprenditori di Confindustria un suo "collega", l'imprenditore Enrico Berto, assieme al docente di Economia Paolo Gubitta. E poi ancora Andrea Ragona, esponente di Legambiente con la ex consigliera comunale del Pd Paola Lincetto, e la coppia Marco Contino (figlio di un ex segretario generale del Comune molto apprezzato) e la giornalista Tatiana Mario, di Contino consorte. Quest'ultima pur essendo stata iserita nella locandina dell'evento non ha potuto essere presente all'appuntamento per impegni di lavoro.
In platea amici ci Jacopo Silva ed attivisti forse un po' delusi del Pd padovano pronti anche a sposare un percorso politico parallelo al partito ufficiale durante la campagna elettorale che si sta aprendo.
Jacopo Silva ha aperto l'assemblea con una buona proprietà di linguagguio e una accresciuta capacità oratoria rispetto all'ultima volta che l'ho visto parlare ad in pubblico ad una platea vasta (era il gennaio di tre anni fa, nell'officina di Siauto in via settima strada alla presentazione della lista civica a sostegno del candidato sindaco Ivo Rossi). Come allora Silva ha saputo volare alto. "Possibile che vivere a Padova sia diventato un peso? - ha esordito Jacopo Silva - A New York la buona mobilità sostenibile ha degli impatti di tipo ambientale ma trascina con sè le dinamiche dei valori immobiliari e del fatturato dei negozi". Un parallelo che ritorna anche più avanti quello di Padova con la Grande Mela. Ed ancora, andando a salti: "Possibile che non ci sia un festival culturale a Padova che riempia la città per una settimana intera?". Mobilità, cultura, ma anche qualità dell'aria. E story telling: "Possibile che Padova sia sui grandi giornali solo come città da barzelletta? - spiega Silva - Come sa raccontarsi? Cosa avrebbe costruito una buona città americana La Bisbetica domata, l'inventore del Forte piano e Galileo Galilei o Maurizio Cattelan, come farebbe di sè Padova lo story telling?".
Ma non solo story telling. Bisogna parlare di marciapiedi per convincere la casalinga di Salboro, e Silva se lo ricorsa. Ed allora "ancora 100 piccole manutenzioni per i quartieri. Il tema della trasparenza, riappropriamoci della voglia di avvicinare la politica e la gestione della città ai cittadini. Far partecipare la gente significa far decidere direttamente la gente. Facciamo tornare i bamibini delle scuole nel consiglio comunale per far vivere ai bambini cosa vuol dire il buon governo della città e la vera possibilità di decidere". Ritorna il tema del "piccolo budget" per l'organizzazione dei rioni.
"Pensate cosa potrebbe diventare il nostro salone". I mercati coperti sono diventati il primo spazio di attrattività, con arttività alla sera legate alla enogastronomia. Il nostro Salone alle 5 del pomeriggio è già chiuso.
Facciamo una spiaggetta attrezzata per vivere in centro città la bella stagione? A Firenze sul ponte Vecchio, a Vicenza c'è una spiaggia attrezzata. A volte Padova ha perso anche la voglia di curiosare in casa del vicino.
Sistema bastionato delle mura ed ancora.
Noi con questo percorso tutte queste cose vogliamo farle davvero. Non sarà facile, ma vogliamo vincere e queste cose vogliamo farle una ad una. C'è un solo modo per vincere: con un programma comune, condiviso, pensato e messo insieme con tutte le altre forze politiche. Tutte.
Tutti sono indispensabili. E solo dopo, il candidato deve arrivare alla fine, si può parlare delle primarie".